mercoledì 19 aprile 2017

il processo di Norimberga: una farsa, un crimine, un rituale massonico

Il processo che fu il crimine dei crimini. Impiccarono anche un uomo morto, Hermann Göring, che si era tolto la vita il giorno prima con una capsula di cianuro. Bisognava rispettare assolutamente il macabro rituale massonico di questo processo farsa. Tutti gli imputati si dichiararono non colpevoli. La regia del processo di Norimberga fu fatta da una mente demoniaca. Basta pensare che i bombardamenti distruttivi sulle popolazioni civili delle città di Hiroshima e Nagasaki in Giappone, e di Dresda in Germania rimasero per sempre impuniti. L'azione più infame e anticristiana, però, rimane quella di non avere consegnato le salme dei condannati alle famiglie, che furono, a spregio, bruciate e le ceneri disperse.
Il “processo di Norimberga” è il nome che viene usato per indicare due distinti gruppi di processi ai Patrioti nazionalsocialisti nella seconda guerra mondiale. I processi si tennero a Norimberga dal 20 novembre 1945 al 1 ottobre del 1946. Norimberga era considerata, insieme a Berlino e Monaco di Baviera, simbolo dell'ideologia nazionalsocialista. La Germania nazionalsocialista era riuscita in un paio di anni a ridurre drasticamente la disoccupazione dei lavoratori tedeschi che da sette milioni di disoccupati scesero a zero. Inoltre, grazie al grande progetto di risanamento delle imprese, furono salvate dalla mattanza delle aste giudiziarie tutte le aziende agricole. Questo è stato il grande motivo che provocò l'invidia dei nemici del Reich e costrinsero la Germania alla guerra. Germany must perish, la Germania deve essere distrutta, si gridava negli ambienti del Potere massonico mondiale di casa Rothschild. Scoppiò quindi la guerra per distruggere il Reich e a fine guerra venne organizzato il processo farsa di Norimberga per completare l'opera di distruzione anche a livello culturale. I processi contro “presunti dittatori” sono diventati una farsa, grazie all'arroganza e alla strafottenza dei massoni anglo-americani, sotto la regia occulta del satanico Rothschild, che seminando distruzione e morte propagandano la loro feroce condotta di morte come azione, portatrice di pace. "Norimberga fu il giudizio dei vincitori sui vinti. Non servì principi giuridici, ma gli interessi delle potenze che lo organizzarono, quelle che avevano sconfitto la Germania. Spero che di Norimberga si perda il modello.” Renzo De Felice (Rosso e Nero, 1995) “Un Tribunale costituito dai vincitori e non basato su norme preesistenti può solo definirsi strumento di vendetta e non di giustizia” (Benedetto Croce, 1947)
Il processo agli alti gerarchi nazionalsocialisti ebbe inizio nel Palazzo di Giustizia di Norimberga il 20 novembre del 1945 e la corte era presieduta dal giudice britannico lord Geoffrey Lawrence, marionetta di Rothschild. I capi nazionalsocialisti, i “vinti”, erano sul banco degli accusati nelle vesti di imputati. I “vincitori”, statunitensi, francesi, britannici e sovietici, erano invece nelle vesti di giudici e della pubblica accusa. Criminali di guerra erano solo i vinti, i vincitori erano i giudici supremi che facevano valere, in questo modo squallido, una giustizia inesistente.
Processo di Norimberga, il banco degli imputati
Il Tribunale era formato in base paritaria da rappresentanti degli Stati Uniti, URSS, Inghilterra e Francia. Le accuse che vennero mosse contro gli imputati tedeschi furono suddivise in tre categorie: crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro l’umanità. Nonostante l’organizzazione democratica ancora oggi molte sono le perplessità a livello giuridico circa la validità di tale processo dovuto sia alla metodologia con il quale si è sviluppato, sia a causa della stessa composizione della Corte. Interessante è l’analisi dei diversi codici militari che possono svelare perché molti studiosi considerano questo processo la più grande farsa giuridica del XX secolo. “La costituzione degli Stati Uniti, che non consente l’introduzione di leggi retroattive, non è una raccolta di parole soggette a libera interpretazione: è il fondamento della nostra giustizia. E’ cosa disgustosa che a Norimberga si sia venuto meno ai nostri principi costituzionali per punire un avversario sconfitto. (…) Un processo tenuto dai vincitori a carico dei vinti non può essere imparziale perché in esso prevale il bisogno di vendetta. E dove c’è vendetta non c’è giustizia”. John Fitzgerald Kennedy 35° Presidente degli Stati Uniti d’ America.
Martin Borman: Condannato a morte in contumacia, il corpo venne ritrovato nel 1972. Karl Dönitz: 10 anni Großadmiral, comandante della Kriegsmarine dal 1943 e, dopo la morte di Hitler, presidente del Reich. Hans Frank: Governatore del Governatorato Generale – Impiccato il 16 ottobre 1946. Wilhelm Frick: Ministro dell'Interno del governo Hitler – condannato a morte. Hans Fritzsche: Popolare commentatore radiofonico. Fu processato al posto di Joseph Goebbels, morto suicida. Walther Funk: Ministro dell'Economia del governo Hitler – Ergastolo. Hermann Göring: Era il comandante in capo della Luftwaffe. Era il gerarca più importante tra i presenti al processo. Condannato all'impiccagione riuscì a suicidarsi la notte prima dell'esecuzione con una capsula di cianuro. Lo impiccarono comunque dopo morto.
Rudolf Hess: ergastolo - Fu l'unico imputato già detenuto durante la guerra; nel 1941 era volato in Scozia ed era stato imprigionato dai britannici. Alfred Jodl: Secondo di Keitel, era a capo dello staff dell'OKW. Impiccato il 16 ottobre del 1946. Il 28 febbraio 1953 fu assolto postumo da una corte tedesca che lo trovò non colpevole secondo il diritto internazionale. Ernst Kaltenbrunner: Capo del Reichssicherheitshauptamt, maggior gerarca delle SS sopravvissuto alla guerra. Impiccato il 16 ottobre 1946. Wilhelm Keitel: Capo dell'OKW - Nonostante la sua richiesta d'essere fucilato da soldato, fu impiccato come tutti gli altri condannati a morte. Robert Ley: Capo del DAF, il Fronte tedesco del lavoro - Si suicidò impiccandosi nella sua cella il 25 ottobre 1945, prima dell'inizio del processo. Konstantin von Neurath: Ministro degli Esteri del governo Hitler fino al 1938 e governatore del Protettorato di Boemia e Moravia – 15 anni. Erich Raeder: Großadmiral e comandante della Kriegsmarine fino al 1943 - ergastolo. Joachim von Ribbentropp: Ministro degli Esteri del governo Hitler dal 1938 - Ideatore del patto di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica. Impiccato il 16 ottobre del 1946. Alfred Rosenberg: Ideologo del partito nazionalsocialista. «Protettore di territori occupati a est», ossia il Ministro responsabile per i territori occupati dal 1941. Impiccato. Fritz Sauckel: Le sue ultime parole furono: «Muoio innocente. La mia sentenza è sbagliata. Dio protegga la Germania». Impiccato. Baldur von Schirach: Capo della Gioventù hitleriana - 20 anni. Arthur Seyss-Inquart: Fu uno degli artefici dell'Anschluss. Impiccato. Albert Speer: Ministro degli armamenti del governo Hitler – 20 anni. Julius Streicher: Giornalista, direttore del settimanale Der Stürmer. Le sue ultime parole furono: «Questa è la mia celebrazione del Purim 1946. Sto andando da Adonai. I bolscevichi vi prenderanno tutti un giorno! Adele, mia cara moglie... Heil Hitler!» Impiccato. Tutti gli imputati condannati a morte vennero impiccati il 16 ottobre 1946 (tranne Hermann Göring, che riuscì a suicidarsi il giorno prima dell'esecuzione con del cianuro di potassio), nel seguente ordine: von Ribbentrop, Keitel, Kaltenbrunner, Rosenberg, Frank, Frick, Streicher, Sauckel, Jodl, Seyß-Inquart. Il boia fu il sergente statunitense John C. Woods. Gli ebrei hanno i 10 comandamenti, il candelabro a 7 braccia e le 22 lettere dell'alfabeto, il loro numero però l'11. A fine processo a Norimberga avrebbero dovuti essere impiccati 11 condannati. Il giorno prima però Herman Goering si suicidò con una capsula di cianuro. Tentarono disperatamente di rianimarlo, invano. Allora impiccarono il suo cadavere. Le 11 impiccagioni avrebbero dovuto essere parte integrante di un rituale esoterico. Il loro rituale fallì per il suicidio di Herman Goering e da allora questi massoni non sono più sicuri di potere dominare il mondo secondo la loro legge talmudica. (S. Brosal - Brigas della Sila - Hervé Schirrhein)
Il boia del processo fu il sergente statunitense John C. Woods

la corte era presieduta dal giudice rothschildiano Geoffrey Lawrence 

La diabolica regia rothschildiana del male è attiva più che mai. Ancora adesso, “Mutatis mutandis”, finché noi non lo fermeremo, e se non l’abbatteremo per tempo, l’Impero mondiale massonico, ebraico del Male, retto e governato dal suo supremo Signore, Padrino e Padrone: Jacob Rothschild, continuerà la sua diabolica azione contro tutto il resto dell’Umanità. Minaccia tramite la superpotenza mondiale USA, totalmente nelle sue mani, di scatenare la terza guerra mondiale che porterebbe inevitabilmente allo sterminio del 99% dell'umanità.

mercoledì 12 aprile 2017

Il trionfo della Volontà - Discorso finale di Adolf Hitler


IL TRIONFO DELLA VOLONTA' !!!   1934
Video per utilizzo pedagogico. Questo documento serve solo a far riflettere su tutto quello che i vincitori della seconda guerra mondiale ci hanno raccontato. La verità va cercata e la storia non è come ci è stata raccontata.

martedì 4 aprile 2017

Hitler 1936 - 10 Jahre 1926-1936 - Thüringen 1936

il sorriso del Führer  
Parade in Thüringen 1936
Deutsch: Bedenken sie, als ich in diesen Januartagen und Februartagen 1933 in die Reichskanzlei einzog, da stand ein Gebiet von der Größe Thüringens vor der Zwangsversteigerung. Hunderttausende an Bauernhöfen, sie sollten unter den Hammer kommen. Wir haben das abgestoppt! Und darüber hinaus - ich glaube: Der deutsche Bauer ist heute wieder auf einen festen Boden gekommen. Und so ist es auch mit dem deutschen Arbeiter, sieben Millionen Erwerbslose sind jetzt zusammengesunken unter 1 1/2 Millionen. Das haben unsere Gegner nicht für möglich und es ist doch möglich geworden. Wir wollen friedlich eine Gemeinschaft bilden, wollen niemanden etwas zu Leide tun. Allein: Niemals werden wir von unserem Rechte weichen. Und niemals ein Leid erdulden. Stets werden wir, die Ehre über alles stellen. Und wenn wir nach 10 Jahren dann hier wieder treffen werden, dann wollen wir wieder ohne rot werden zu müssen, zurückblicken können auf die dann abgelaufene Zeit. Und ihr,meine Männer, ihr seid mir verpflichtet dafür zu sorgen, dass wenn dieser nächste Appel nach 10 Jahren hier stattfindet, wir wieder vor dem ganzen deutschen Volk bekennen können: 10 Jahre Ehre, 10 Jahre Kampf und damit 10 Jahre Freiheit für unsere ganzes Volk! (Adolf Hitler)
English: Remember when I moved in these days of January and February days of 1933 in the Reich Chancellery, there stood an area of the size of Thuringia at foreclosure sale. Hundreds of thousands of farms, they should come under the hammer. We have stopped that! And beyond that - I believe: The German peasant has now come back on a solid ground. And likewise it is with the German workers, seven million unemployed are now slumped below 1 1/2 million. Our opponents thought this was impossible but it has become possible. We want to peacefully form a community, don't want anyone to harm. But: We will never depart from our rights and will never accept any harm to us. We will always rise the honor above all else. And if we will meet us here again after 10 years, then we want to look back on the then elapsed time without getting flush. And you, my men, you are committed to ensure that when this next appeal takes place in 10 years - we again can confess before the entire German people: 10 years of honor, 10 years of struggle and thus 10 years of freedom for our whole people. (Adolf Hitler)
italiano: Ricordate che quando sono entrato nella cancelleria del Reich nei giorni di gennaio e febbraio del 1933, sorgeva un'area della Turingia che era destinata alla vendita all'asta. Centinaia di migliaia di aziende agricole, stavano per essere distrutte e messe all'asta. Abbiamo fermato tutto questo! E ora i contadini tedeschi si trovano di nuovo su un terreno solido. E la stessa cosa vale per gli operai tedeschi. La disoccupazione è calata da sette milioni di disoccupati, adesso ve ne sono meno di 1 milione e mezzo. Tutto questo non era ritenuto possibile dai nostri avversari. Vogliamo costruire pacificamente una comunità, senza fare del male a nessuno. Soli: Senza allontanarcici dai nostri diritti. Senza subire alcun danno. Metteremo l'onore sopra ogni cosa. E se ci incontreremo qui di nuovo fra 10 anni, vogliamo guardare indietro senza arrossire sul tempo trascorso. E voi, miei uomini, siete impegnati a garantire tutto questo per il prossimo incontro davanti al popolo tedesco, fra 10 anni. 10 anni di onore, 10 anni di lotta, 10 anni di libertà per tutto il nostro Popolo. (Adolf Hitler).
Video 1936
Hitler le courageux, qui osait dire la vérité et défier les autorités nationales aussi bien que les oppresseurs internationaux. C'était un Hitler sincère, il était le point culminant de l'honneur et de la pureté allemande, le Résurrecteur de la famille et de la maison allemande. Il était l'architecte le plus grand de tous les temps, le génie militaire le plus grand dans toute l'histoire. Adolf Hitler tenait ses promesses, il accomplissait l'impossible. Aucun homme ne pourra jamais l'égaler !!!


venerdì 31 marzo 2017

Campagna per la memoria: il risveglio del Popolo dell'Italia del Sud.

l'Italia del Sud
Ci hanno tenuto in coma e senza coscienza per più di 150 anni, adesso, che ci stiamo risvegliando, stanno operando ancora disperatamente in tutti modi per riaddormentarci per altri 150. Con libri che parlano male di noi e delle nostre cose, con distruzione di lapidi ed asportazione di targhe, col gettare nella spazzatura le corone dei fiori poste, a memoria e gloria, per i nostri eroi morti, col bloccarci o renderci comunque difficile o inutile e perfino controproducente l'accesso ai loro archivi.

Ma noi abbiamo anche i nostri piccoli e grandi archivi pubblici e privati e possiamo fare a meno dei loro archivi, e rompere e rendere vana la loro criminale pretesa di avere il monopolio della nostra memoria!

Noi possiamo rompere il loro preteso monopolio dei dati d'archivio storico sul nostro passato, proprio facendo ricorso ad un movimento di massa in cui:
-i giovani studenti che debbono dare la tesi di laurea a indirizzo storico scelgano come argomento della loro tesi: "vita, morte e miracoli" di un soldato o di un ufficiale, della loro famiglia o del loro paese, che a suo tempo avesse fatto parte delle Forze Armate di Terra e di Mare del Regno delle Due Sicilie e che avesse partecipato alla Guerra in difesa della Patria del 1860-1861 e cosa ne sia successo di ciascuno prima, durante e dopo detta guerra.
-Anche i ragazzi delle medie superiori, che si presentano agli esami di maturità, facciano la stessa cosa: scelgano di portare tesine storiche su un soldato, un ufficiale della loro famiglia o del loro paese, un reparto, un episodio, una battaglia delle Forze Armate di Terra e di Mare del Regno delle Due Sicilie.

Chiunque ami la nostra Patria e voglia dare un importante contributo, faccia resoconti i più ricchi possibili di dati, che appunto ci permettano tutti assieme di avere un quadro chiaro, reale e completo della Storia e della verità che finora ci hanno negate.
Vogliamo solo la verità e spazzare via tutte le menzogne, che scribacchini prezzolati ci hanno finora raccontato attraverso libri di storia falsi e bugiardi. Vogliamo sapere che fine abbiano fatto tutti i soldati che difesero la nostra Patria dalla guerra di aggressione del 1860-1861, in cui la soldataglia allobrogica sabauda calò a tradimento nel Regno delle due Sicilie e si comportò da orda barbarica, mettendo a ferro e a fuoco l'invaso reame libero, indipendente e sovrano.

Aiutaci anche tu in questa campagna per la memoria. Aiutaci anche tu, ovunque tu sia, in Italia o all'estero.

Tutte le testimonianze e tutti i documenti delle nostre Forze Armate di Terra e di Mare del Regno delle Due Sicilie che abbiano partecipato alla Guerra in difesa della Patria del 1860-1861 dovranno pervenire a Montalto Uffugo, all'archivio centrale del Movimento per la Campagna della Memoria. (Salvatore Brosal - Duccio Ma.)

Video: il risveglio del Popolo dell'Italia del Sud - Campagna per la memoria


"CAMPAGNA PER LA MEMORIA"
del Popolo delle Due Sicilie:Tutte le informazioni ed i documenti da inviare a: 
portoi@hotmail.it
superhit33@yahoo.it

giovedì 23 febbraio 2017

Luigi Marra spiega che cosa è l'ideologia del PAS. Partito d'Azione per lo sviluppo

Il PAS non è un partito di destra né di sinistra né di centro, perché la destra erra nel privilegiare l’individuo, la sinistra nel sacrificarlo, e il centro nel porsi a mezza strada tra due errori.
L'avvocato Alfonso Luigi Marra con Sara Tommasi, showgirl e modella
Il PAS è invece fondato sul diritto di svilupparsi liberamente, come vuole la destra, purché lo sviluppo individuale sia funzionale allo sviluppo della società, come non può che piacere alla sinistra. Una concezione che coincide con il concetto di intelligenza, che ho definito altrove come null’altro che una categoria morale – la massima – consistente nella capacità di svilupparsi passando attraverso lo sviluppo degli altri. Una categoria morale tipica solo dell’uomo, perché il cane sarebbe intelligente solo se, guardandoti negli occhi, sapesse capire se hai fame e decidere se dividere con te la scodella, laddove è solo capace di partecipatività, ovvero di amarti sì, magari fino alla morte, ma solo per quello che serve a lui.
Il PAS dunque nasce dal superamento degli attuali schemi e ha l’obiettivo di affermare una nuova regola sociale (morale) atta a spezzare lo steccato delle pseudoculture all’interno del quale si svolge la vita del contesto umano, tutte univocamente rivolte a indebolire le collettività per poter poi realizzare la subordinazione dell’uomo alle logiche produttive anziché delle logiche produttive all’uomo. Subordinazione dell’uomo all’industrializzazione anziché dell’industrializzazione all’uomo con cui definisco sinteticamente ciò che da decenni viene qualificato ‘consumismo’: una concezione imposta dal sistema industriale con l’avallo dei mezzi di informazione utilizzati come mezzi di formazione del pensiero di massa, e con la complicità delle stesse collettività, rese consenzienti attraverso un sempre più ampio e collusorio sistema di pseudo-corrispettivi. Con il risultato che l’industrializzazione – che è il massimo evento positivo mai verificatosi nella storia dell’universo conosciuto – si è invece caricata di valenze pericolosissime addirittura per la continuazione della vita umana sul pianeta, oltre che lesive della dignità dell’uomo; tanto più alienato e sconfitto quanto più cresce questa forma di sviluppo.
E valgano da esempio la falso-cultura della necessità degli equilibri atomici, con la quale, al solo scopo di arrecare benefici all’industria di guerra, si è riempito il mondo di materiale radioattivo il cui smaltimento, ammesso sia possibile, costituisce uno dei massimi problemi moderni; la falso-cultura dell’ineluttabilità della proliferazione infinita delle automobili, che hanno inquinato la terra, il mare e il cielo, e costituiscono sicuramente, per quanto ci si adoperi per negarlo, una delle principali cause sia della rarefazione dell’ozono che dell’effetto serra; e in generale la falso-cultura della pretesa coincidenza tra sviluppo e aumento indiscriminato dei consumi. Culture attraverso le quali l’imprenditoria, atomica e non, e le banche, che sono poi la stessa cosa, con il conforto dell’apparato ‘scientifico’ da esse stesse generato, e con l’appoggio dei mezzi di informazione, hanno messo a rischio l’abitabilità del pianeta. Ciò, peraltro, in una logica che ha pregiudicato lo stesso sistema industriale che, producendo beni per la maggior parte inutili, non riesce più a imporli come vorrebbe alle collettività sempre più riottose, sicché – c’è da augurarsi esista un’imprenditoria illuminata che lo capisca – potrà risollevarsi solo nella misura in cui diventerà umanistico. Ovvero se riuscirà a interpretare le esigenze della collettività e a riconvertirsi in funzione della produzione di ciò che serve, anziché accanirsi nell’imposizione, con artifizi sempre più inaccettabili e meno efficaci, di beni dannosi in quanto inutili. Senza però farsi sfuggire che ciascuno di noi ha la sua parte di responsabilità, perché per potere si deve oggi intendere: «Forza che, monolitica e puntiforme nella fase primaria, ha dapprima avuto la necessità di diventare tentacolare, abbracciando, per poter continuare a esistere, un numero di adepti sempre più grande man mano che la democrazia cresceva e si affermava, per poi organizzarsi, da ultimo, come forza in sé di cui ciascuno è per certi versi vittima e per certi versi protagonista; forza in sé dunque che ha avuto la necessità di avere il consenso di tutti e tutti appunto ha dovuto coinvolgere per potersi svolgere, pur rimanendo nel contempo verticistica e prevalentemente rappresentata dai detentori del potere economico».
Ciò premesso, per superare l’attuale fase, va innanzitutto abbandonata la concezione cosiddetta di sinistra della politica che, partendo dalla solo affermata uguaglianza degli uomini, ha causato al contrario le forme più gravi di discriminazione e di avvilimento, ed è stata utilizzata per realizzare lo snervamento delle forze più avanzate e la formazione di classi strutturate in modo da essere funzionali al consumo dei beni imposti. Tale ingannevole e ipocrita dottrina, inoltre, in seguito all’affermarsi del rivendicazionismo, è ora degenerata nell’ugualitarismo più distruttivo, laddove per ugualitarismo si intenda: «Pretesa di uguaglianza fondata sull’uso indiscriminato della mera forza rivendicatoria anziché sul contributo che si è in grado di dare al contesto». Una pretesa che, tra l’altro, costituisce la materia di cui è fatta la cultura burocratica, che consiste nella tendenza a rendersi temibili o inaccessibili nei propri ruoli allo scopo di poterseli vendere. Burocrazia che è la causa prima sia di tutte le forme di delinquenzialità che della difficoltà di sconfiggerle, e che può essere vinta solo da una giustizia civile velocissima. Il principio dell’uguaglianza degli uomini, poi, non va interpretato in maniera semplicistica o riduttiva, come avviene da quando il potere è fondato sul consenso.
Il principio correttamente ugualitario deve cioè consistere nel fatto che tutti gli uomini hanno uguali diritti in relazione a tutto quanto sia appunto legato alla loro qualità di uomini, che legittima tutti indistintamente ad avere ad esempio diritto a un’esistenza libera e dignitosa, a partire dal diritto al lavoro, all’assistenza, alla casa, al soddisfacimento dei bisogni morali, alla parità delle opportunità eccetera. È però ovvio che da altre angolazioni gli uomini, non solo non sono uguali, non lo sono mai stati, non lo saranno mai, e non hanno mai voluto esserlo, ma sono anzi tutti diversi e hanno diritti diversi fondati appunto sulla loro diversità, nel senso che ciascuno ha diritto a una qualità e quantità di riconoscimento corrispondente alla qualità e quantità di opere che è in grado di compiere e di fatto compie. Principio della diversità dei diritti in base alla diversità di ciascuno che – va ribadito – non deve giammai servire a negare il riconoscimento dei diritti fondamentali a tutti. Diritti fondamentali a cui ognuno avrà sì il dovere di concorrere nell’ambito delle sue possibilità, ma senza che l’incapacità e persino la negligenza di farlo possa mai diventare motivo per negarli a nessuno.
Fermo restando l’obbligo a osservare le leggi, in base però a un’attenta considerazione dell’ambito esistenziale globale in cui avviene la loro attuazione o violazione: principio quest’ultimo importantissimo, da realizzare attraverso tempestive riforme perché consentirà, nel diritto penale, lo spostamento dell’asse del processo dal reo alle cause dei reati, producendo così un regime di continua evoluzione dello schema giuridico, altrimenti destinato a degenerare, come oggi, nel moralismo e nel giustizialismo, e produrrà inoltre la graduale ‘civilizzazione’ della giustizia penale, perché solo il diritto civile, sviluppandosi sotto la continua pressione delle parti del processo, ha quell’effetto regolatore della vita sociale che costituisce lo strumento per bonificare il terreno sul quale i reati inevitabilmente maturano. Per cui costituisce un’offesa alla civiltà giuridica ogni sentenza di condanna penale quando sia meramente rivolta a punire; anche perché i cittadini sono responsabili dei reati che commettono non più di quanto lo siano lo Stato e le Istituzioni, ormai degradati fino alla depravazione istituzionale. Per opera poi si dovrà intendere: «comportamento significante atto ad incidere positivamente nella vita del contesto», affinché, a corrispettivo del maggior onere che il riconoscimento del maggiore diritto comporta, il contesto debba sempre ricevere il vantaggio che dalla maggiore opera deriva. Cose tutte che possono avvenire esclusivamente in seguito al superamento del consumismo, fondato sul consumo dei beni inutili, che servono ad alimentare il suo motore: l’insoddisfazione! È infatti attraverso l’insoddisfazione che la società dei consumi riesce a caricare ciascuno del desiderio di quelle cose che, in quanto inutili, in un circolo chiuso, sono destinate a causare ogni volta altra insoddisfazione necessaria a creare nuovi desideri e nuovi consumi inutili. Per cui il malessere dell’uomo di oggi, che ha raggiunto la forma patologica della depressione di massa e della psicosi cronica che ne deriva, è funzionale al sistema.
Occorre in sostanza superare la pseudocultura sessual-consumista feticista, ora convertitasi in pseudo-razional-consumismo ‘umanistico’. Esse infatti, attraverso svariati meccanismi di trasposizione intellettuale, hanno creato una serie di sovrapposizioni culturali atte a determinare un’equivalenza fra concetti come quelli di sesso, denaro, uomo, donna, oggetti, felicità, gioia, partecipazione, eccetera. Ciò allo scopo di ottenere che un immenso quantitativo di beni, inutilizzabili e quindi invendibili quali corretti strumenti di interrelazione, venissero ugualmente e vanamente consumati come ‘feticci’ di detta interrelazione. Con il risultato che la vita delle genti si è oggi trasformata in una lotta mortale fra esseri della stessa specie che, con la mente alterata dai falsi miti, si affrontano per raggiungere forme di partecipazione, di ricchezza e di consenso che sovente serviranno solo ad aumentare la loro confusione e il loro malessere. Ciò perché la logica di sviluppo della società consumistica consiste proprio nel causare che ciascuno venga indotto a consumare oltre i limiti delle sue possibilità, sicché lo stato di malessere economico ed esistenziale dell’uomo di oggi, e la sua insoddisfazione, sono congeniti al sistema. Sistema che ciononostante, diversamente da come asserito da Marx, non va demonizzato, perché averlo demonizzato è servito proprio a facilitarlo nel crescere e nello svilupparsi in quanto demoniaco, ma va invece piegato alla positività e ricondotto alle esigenze dell’uomo. Pure superato deve essere l’assetto ideologico erroneamente derivato dalla politicizzazione e dallo snaturamento dell’originario messaggio del Cristo uomo.
Cristo che l’ebraismo considera un uomo (un profeta), negando che sia figlio di Dio e Dio in persona lui stesso, perché (secondo l’interpretazione di cui a da Ar a Sir) eleggere a Dio un essere appartenente alla fisica avrebbe ricondotto la religione al paganesimo, e quindi all’aristocrazismo (al naturalismo aristocratico pagano). Il paganesimo è infatti aristocratico perché si ispira alla fisica, alla natura, che appunto è aristocratica, sicché il fatto che Cristo, benché divino, fosse tuttavia anche un uomo, avrebbe ricondotto la cultura alle leggi aristocratiche della fisica impedendo la realizzazione di quel tipo di cultura democratica basata sull’astrazione – tuttavia meravigliosa e di straordinaria positività e rilevanza – di una ‘società orizzontale’, una ‘società di uguali’, voluta dal mondo ebraico. Un tipo di uguaglianza che non esiste in natura e che richiedeva pertanto un’allocazione fuori dalla fisica, quindi nella metafisica, ovvero in un ambito in cui le regole avrebbero potuto essere codificate secondo le necessità sociali e non secondo le ferree, aristocratiche regole della natura. Un’operazione culturale cruciale e senz’altro riuscita, ma con dei comprensibili limiti, data la sua enorme difficoltà (quantomeno a giudicare da come sarebbero andate le cose nei millenni successivi), servita però a garantire, se non una democrazia perfetta, quantomeno una democrazia incompiuta ed una certa a-drammatizzazione della condizione umana. Un essere, in ogni caso, Cristo, di una tale grandiosità intellettuale e di un tale, sublime, coefficiente di diversità, che la mente collettiva decretò su di lui un silenzio che, in vita, egli non riuscì mai a vincere, e durò fino a quando, solo dopo la sua morte, il suo messaggio fu modificato fino a renderlo ‘ammissibile’.
Una grandiosità intellettuale che si desume dal fatto che nel Nuovo Testamento (la parte della Bibbia successiva a Cristo), o almeno in alcune parti di esso (il discorso della montagna), si rinvengono delle straordinarie scintille sapienziali che non possono che essere attribuite a lui, perché non si rinviene niente di simile nella cultura, biblica o non, né precedente né coeva (Vecchio e Nuovo Testamento), né successiva. Scintille sapienziali, le parole di Cristo, purtroppo mai scritte, che si perderanno nel grande fiume degli eventi, ma sono da allora la ragione del cristianesimo. Parole che ebbero la forza di operare una profonda trasformazione della cultura\religione ebraica, nonostante furono mistificate sia dal mondo ebraico che dal nascente mondo cristiano per odio verso la sua stupenda intelligenza, e per soffocare la grande potenzialità di cambiamento del suo vero messaggio che, se correttamente divulgato, avrebbe prodotto un mutamento qualitativo della cultura dell’uomo che infatti non c’è stato. Parole che furono interpretate in due modi diversi nel mondo ebraico e in quello cristiano, e le cui mistificazioni generarono – in ambito cristiano – che la cultura aristocratica, non venisse superata, ma si trasformasse in cultura nobiliare, che per molti versi sarebbe stata peggiore (vedi sempre da Ar a Sir).
Concezioni nobiliari di cui lo stesso papato fu espressione e che risultarono cariche di un coefficiente di arbitrarietà maggiore di quello che caratterizzava le regole alle quali si ispirava la società aristocratica, perché, come già detto, l’aristocrazismo trovava, nello svolgersi, un limite nelle ferree regole della natura, alla quale si ispirava, mentre il monoteismo, una volta relegata la morale fuori dalla fisica, non ebbe più difficoltà ad adattarla – sistematicamente troppo – alle esigenze. Un’arbitrarietà che produsse inevitabilmente un crescente e sempre più sofisticato coefficiente di ipocrisia, creando così quella discrasia fra comportamento e professione dei valori che ha reso da ultimo l’occidente ad un tempo depravato e bigotto. Il messaggio cristiano fu insomma mistificato, ma le sole parole che si possono attribuire con certezza a Cristo («chi è senza peccato scagli la prima pietra», e poche altre) dimostrano che aveva trovato la chiave per conciliare la cultura aristocratica e quella democratica. Parole certamente di Cristo perché né la tradizione precedente né quella coeva né quella successiva hanno conosciuto uomini di una grandiosità intellettuale sufficiente a poterle formulare.
Nella frase «chi è senza peccato scagli la prima pietra» egli infatti: 1) non nega il principio meritocratico, perché afferma che chi eventualmente fosse senza peccato avrebbe lo speciale diritto di colpire, e dunque di dominare; 2) rende quel diritto impraticabile, richiedendo per poterlo acquisire una qualità che può essere solo vantata; 3) nel momento in cui afferma il principio meritocratico – ma ne limita aprioristicamente la praticabilità circoscrivendolo implicitamente alla possibilità di avere sì maggiori diritti, ma solo in presenza di maggiori meriti esattamente verificati e verificabili – legittima di fatto la fallibilità degli uomini, e dunque, da un lato, ridimensiona il ‘superiorismo’ degli aristocratici e, dall’altro, afferma sia il diritto democratico a non subire la prevaricazione nonostante i limiti, e sia l’onere di dover riconoscere i meriti quando vi siano e siano quantificati; 4) affermato questo schema di valori, causa in definitiva un nuovo rapporto di forza sociale in cui forti e deboli si diano atto reciprocamente delle loro esigenze, dei loro limiti e della pretestuosità dei loro contrapposti apriorismi, e vadano alla ricerca di una misura morale da individuarsi ogni volta attraverso lo strumento dell’onestà intesa però come necessità e non come valore.
Un nuovo rapporto di forza sociale, una nuova cultura, che invece non si sviluppò secondo l’idea di Cristo di vivere l’onestà come necessità, ma subì appunto le involuzioni frutto del viverla come ‘valore’ funzionale al regno dei cieli, affinché, nel mentre, sulla terra, gli uomini potessero continuare a vivere ispirandosi a concezioni furbesche e strategiche, anziché intelligenti, dando così luogo a una morale astratta e tendenziosa, come tendenziosi continuavano a essere i loro intendimenti.
Il cristianesimo, in sostanza, nato come correttamente ugualitario, nel senso di considerare gli uomini uguali dal punto di vista dei diritti fondamentali, si è al contrario poi svolto, in virtù della contraddittorietà e delle equivocità delle sue interpretazioni, sia come espressione dell’ugualitarismo integralistico marxista, volto a negare il valore del merito e dell’impegno, e sia come di destra, intendendosi per ideologie di destra: ideologie dogmatiche, strumentali alla volontà di affermare ingiustamente la superiorità di certi gruppi, ceti, nazioni, a certi altri, senza miglior causa che la maggiore forza. Il cristianesimo nasce in sostanza come rivolta dei vinti a fronte della prevaricatorietà insita nel paganesimo. In esso cioè l’individuo, di fronte al paganesimo dei romani, spietato perché trionfante e conscio di nient’altro che della propria forza, divenuta furia nel momento dell’impossibilità di contenere tutto quanto conquistato, decide di perdersi come individuo pur di salvarsi in quanto massa. Un’ideologia del perdersi in quanto singoli pur di vincere in quanto massa che, attraverso l’esempio di Cristo, si formalizzerà dapprima in ideologia del porgere l’altra guancia, e poi in ideologia del martirio, che renderanno invincibile il cristianesimo e ne faranno, nel 333, con Costantino, religione di Stato. Quindi, attraverso questa forza immensa, consistente nella rinunzia a sé sublimata dalla fede e dalla volontà di amore verso gli altri, i cristiani riusciranno a vincere realizzando quell’uguaglianza che con il marxismo degenererà in ugualitarismo, e che, in quella fase, era essenzialmente funzionale a contrastare la pretesa di maggiore umanità dei dominatori romani. Tant’è che, successivamente, non appena il cristianesimo si affermerà e diverrà potere, la volontà di essere e di vedersi riconosciuti i propri meriti riemergerà e ne rappresenterà per sempre il limite, in una formula che, spogliata della necessità di rinunzia iniziale, diventerà ipocrisia e pseudocultura. Già in Dante – che nella Divina Commedia getta le basi della società borghese e ne codifica i valori – il cristianesimo che, sia pur rinnovato, è già vecchio di tredici secoli, si appalesa in un manierismo benché sublime tuttavia bigotto, perché viziato dall’intendimento di voler compensare solo in cielo i torti che intanto gli uomini continuavano a subire sulla terra. I cristiani in effetti, in virtù della mistificazione del messaggio di Cristo, si svolgeranno come una casta ispirata da un moralismo che, sotto la pressione dell’individualismo negato e avvilito, diventerà sovente una forma spietata di prevaricazione, dalla ferocia dell’inquisizione, fino alla forse più feroce ‘neutralità’ dei giorni nostri.
Sarà Nietzsche che, ribellandosi all’ipocrisismo moralistico divenuto malcelata viltà e invidia per effetto dell’ideologia della rinuncia mai accettata, riaffermerà la ‘religione’ di un tipo di individuo che, orgoglioso delle sue pulsioni, le estrinsecherà con tutta la sua forza di uomo troppo liberato dalla consapevolezza di essere parte di un contesto, causando così l’affermazione più spinta delle concezioni dette di destra, poi sfociate nell’orrore del nazismo e nella stupidità altrettanto densa di orrende conseguenze delle varie forme del fascismo.
Il PAS in definitiva, sulla base della consapevolezza che la realtà è molteplice, la verità è strumentale alle esigenze, e il benessere è il risultato dell’avere sì un buon metodo e dei giusti obiettivi, ma anche di una serie continua e coerente di piccoli e talora grandi aggiustamenti, afferma una democrazia fondata sulle seguenti due regole comportamentali: 1) il diritto a esserci ed essere riconosciuti (fermi restando gli uguali diritti basati sulla pari umanità di ciascuno) si conquista con le opere di contributo alla vita degli altri, senza però che l’incapacità di compierle debba mai divenire elemento di recriminazione per nessuno; 2) il diritto a vivere che tutti hanno comporta la necessità, che è amorosa, di negare (previa disamina analitica della fondatezza delle ragioni di ciascuno, e nei limiti, nelle forme e con gli obiettivi della morale, del diritto e più in generale dell’intelligenza) chi ci nega, per potere così salvare se stessi e contribuire, a mezzo della propria vita così salvata, sia alla vita del contesto che alla vita di chi ci ha negati, indicando inoltre a quest’ultimo la necessità di cambiare allo scopo di poterlo ritrovare. Il momento modale e quantitativo delle forme della negazione, alla quale, instauratosi il rapporto di forza, consegue il riconoscimento nelle rispettive qualità, sono i temi dell’educazione, della cultura, della morale, della politica e del diritto, la cui attuazione va però assoggettata alle forme più razionali e civili di controllo in generale e di controllo giudiziario in particolare perché, se la civiltà è figlia del controllo, la disfunzione della giustizia è necessariamente la madre dell’attuale stato delle cose. Fondamentale perché ciò si realizzi è che innanzitutto cessi la delega acritica della vita sociale, e ciascuno, nelle forme dell’impegno e della legalità, si riappropri della consapevolezza dei propri ruoli in rapporto alle esigenze del contesto; quindi che le masse si approprino dei mezzi di diffusione delle idee, e mai più sia consentito che radio, televisione e giornali siano, di fatto, e quale che sia il livello di finzione di partecipazione apparentemente garantito, nelle mani di governi o di gruppi comunque qualificati od organizzati. Ciò allo scopo di spezzare lo stato di coma culturale che il potere ha causato con dosi giornaliere di sessual-consumismo feticistico espresso soprattutto in forma di spettacoli televisivi, i cui risibili protagonisti, in veste di ultimi ‘filosofi’ di regime, sono in realtà inconsapevoli e rognosi paladini dell’obbrobrio.
Nei miei libri, e soprattutto in La storia di Giovanni e Margherita, il cui tema fondamentale è il modo di formazione del pensiero, la cui scoperta mi ha consentito la decodifica dei vari processi intellettuali sociali e individuali, sono svolti, in forma letteraria per facilitarne la divulgazione di massa, i temi sui quali è necessario che gli uomini di oggi si confrontino, perché il confronto è in sé rivoluzionario e nel confronto ogni forma di prevaricazione si dissolve. Va però compreso finalmente che, in ogni sistema mentale, sia esso individuale che sociale, l’accidia e l’ingenerosità si configurano come degli errori ai quali poi conseguono altri errori e sistemi di errori interrelati atti a causare la degenerazione dell’intelligenza in quella furberia che, finalizzata a salvaguardarsi e privilegiarsi nell’immediato, ma inidonea ad armonizzare una quantità e qualità di sapere sufficiente a fronteggiare la vita complessiva, è la causa tecnica delle problematiche che hanno mortificato la vita dell’uomo di tutti i tempi. La condizione per realizzare tutto ciò è giungere a nuove forme del conoscere rispetto a tutto quanto già si sa, perché il nostro modo di sapere è viziato dall’intento di subordinare la verità alle nostre esigenze. Alfonso Luigi Marra

sabato 21 gennaio 2017

La Repubblica Italiana non esiste. Siamo schiavi della cabala americana giudaica. Eventi storici abilmente occultati

Oramai è da tempo che si parla di sovranità popolare e di ritorno ad essa. Abbiamo partecipato a un referendum che in realtà non doveva nemmeno esserci per difendere una costituzione creata dai patrigni fondatori.


Abbiamo ciecamente creduto, un po' per educazione sociale un po' anche per pigrizia individuale.
Ma analizziamo bene i fatti e vediamo quando ci fu la vendita di questa "sovranità popolare",  se mai è esistita.  A mio giudizio in realtà l'uomo comune non ha mai goduto di una  sovranità, realmente l'ha solo vissuta come fantasia eroica, pensando che ci fosse e ne godesse. Forse da una parte ci siamo comportati proprio da immaturi, da eterni bambini ed ora che la situazione si sta aggravando alcuni hanno iniziato a mettersi all'opera per comprendere e questo è un lavoro che auspico faccia la maggioranza. Infatti se si vuole raggiungere una sovranità, si dovrebbe lavorare per raggiungere una sovranità sia materiale sia interiore, l'una implica l'altra sono unite. Come potremmo mai liberarci e essere sovrani se non togliamo le catene dentro di noi? La sovranità materiale sarà effettiva solo se si associa anche un lavoro di presa di coscienza interiore insieme al materiale, nel momento in cui avviene solo in uno delle due parti sarà sempre e solo una finzione.

È vero viviamo in una Matrix, una realtà ingarbugliata dove una piccolissima parte di verità è mischiata con tanti inganni e teorie.  Grazie anche alla pigrizia latente dell'uomo la maggioranza delle persone ha trovato più comodo delegare le proprie esistenze, scelte e decisioni ad altri. L'umanità è una, vero ma è composta da singolarità che possiedono differenti peculiarità, perciò la scelta, il pensiero e le decisioni di un individuo non possono essere omologati e validi per tutti.

Nella medicina attualmente si sente dire che le cure devono essere personalizzate perché ognuno è differente dall'altro. Quando studiavo psicologia e pedagogia conobbi vari pedagoghi che promuovevano l'educazione individuale. Come madre infatti ho sempre cercato di avere un atteggiamento valido per entrambi i miei figli da un lato valutando e tentando di rispettare e promuovere i differenti aspetti tra i figli. Sono consapevole che siamo in sette miliardi e, giustamente, ci sono sette miliardi di singolarità che vivono e "prosperano" , o almeno così dovrebbero, nell'unità della specie di appartenenza. Quindi non è detto che la scelta di uno possa essere valida per tutti. Può essere più o meno assonante per una parte come discordante per un'altra, ecco perché non avremmo dovuto mai delegare le scelte e le decisioni. In questo ambito siamo stati infantili ed ora il momento evolutivo della specie richiede la spinta alla crescita, alla maturazione. Senza guardare l'altro e le sue decisioni dobbiamo comprendere chi siamo, cosa vogliamo e quindi cercando l'armonia con le creature che vivono intorno e con noi, assumere le nostre responsabilità con consapevolezza e chiarezza. Ecco che diventa ineluttabile la vera comprensione di come sono andati i fati nella storia umana, perché la storia è sempre scritta e divulgata dai potenti, quei potenti che sono divenuti tali perché nel frattempo anche noi li abbiamo lasciati agire come meglio credevano senza mai intervenire.  Abbiamo le capacità dentro di noi per riprendere in mano il timone della nostra vita cerchiamo di farlo e le migliorie sicuramente giungeranno. Come sempre nulla viene a gratis serve impegno, costanza e fede. Non fede in chissà quale Dio ma fede in noi stessi, nei paradigmi che possediamo dentro di noi che sono per il momento messi in naftalina e scalpitano per essere da noi stessi ascoltati. C'è chi chiama questi paradigmi, DNA, chi Spirito, chi Anima, chi Energia, non importa il nome è necessario riesumarli da dentro di noi e farli finalmente agire alla luce dentro e intorno di noi. 

Uno SPIRITO  impegnato in questo cammino pieno è Aldo Pironi ed ora propongo suoi studi di approfondimento nella speranza che sempre un maggior numero di persone vengano colpite e stimolate ad intraprendere questo cammino.

La nostra Terra natia, l'Italia ospita circa 60 milioni di persone  quante di loro arriveranno a capire il raggiro e la sua attuazione grazie anche alla pigrizia degli stessi italici, allora avrà aperto la porta per iniziare il cammino di risveglio. 
Partiamo intanto dal perché non viene riconosciuto l'essere umano ma la persona umana e che cosa significa persona umana che non è sinonimo di essere umano.


Informazioni utili per i singoli individui.
AVR, n. 45

La parola chiave a cui prestare attenzione è "persona". Il Congresso ha specificatamente ridefinito la parola "persona" nel 1862 a significare "corporazione": Questo è quello che "persona" significa in tutto il codice federale (come anche nel codice segreto) a meno che non sia specificamente ed esplicitamente definita in altro modo all'interno di un documento individuale o di una porzione di legislazione.

Sarete anche interessati a sapere che nell'azione successiva, il Congresso ha affermato di possedere tutte le società incorporate a livello federale e i loro beni.

Quindi, se si ammette di essere una "persona", si sta lasciando passare che sostengano di possedere voi e il vostro patrimonio, letteralmente.

Hanno usato e abusato della vostra proprietà: del vostro nome proprio che è vi è stato chiaramente dato dai vostri genitori come proprietà intellettuale, per creare e denominare entità incorporate al vostro seguito, e poi hanno usato queste entità di finzione giuridica – trust con sede estera, PATRIMONI, utilità di trasmissione - come un mezzo per muovere false accuse contro di voi in giurisdizioni estere, e poi anche per stabilire gravami contro queste entità di finzione giuridica, che poi utilizzano per defraudarvi delle vostre reali proprietà.

Nota: gli individui viventi non hanno nomi. Hanno denominazioni. Solo le "cose" hanno un nome. Gli individui viventi non hanno neanche le firme. Hanno autografi. I Cittadini degli Stati Americani non hanno "diritti civili", ma hanno "Diritti Naturali e Inalienabili".

Vi è stato insegnato a "firmare" con il "nome" da quando eravate a scuola, ma ho appena detto che non si dispone di un nome, ma si dispone di un appellativo con il quale siete "chiamati”; e non si dispone di una firma, ma solo di un autografo. Che cosa sta succedendo qui? Uno schema di frode così vasto da essere inimmaginabile.

Perché vi hanno insegnato a "firmare" con "il vostro nome"? E a farlo in un modo preciso e specifico: maiuscola e minuscole, nome, secondo nome, cognome???

Dato che tutte le "persone" utilizzano i nomi nella forma "John Quincy Adams", questi, tutti, sono stati "definiti", come trust con sede estera, appartenenti alle "franchigie di Stati federali", come lo "Stato dell'Ohio", come fossero di loro proprietà. Siete stati sommariamente definiti come beni mobili appartenenti alla società federale e alle sue franchigie, posti a garanzia di tutti i debiti della The United States of America, Inc., una società commerciale posseduta e gestita da privati, e delle sue franchising "Stato", gestite proprio come i locali in franchising di Burger King.
Siete stati indotti a dare falsa testimonianza contro voi stessi ogni volta che avete "firmato" qualsiasi pezzo di carta, ogni volta che avete ammesso di avere un "nome", e questo vi è stato deliberatamente insegnato da un sistema di scuola pubblica gestito dai responsabili di questa FRODE.

A questo punto voglio ricordare che lo Stato Italia , la Nazione non esiste gli italiani sono cittadini americani residenti all'estero ecco perché il discorso che vale per gli USA è uguale per l'Italia.

Quindi, cosa è successo da allora? Perché, hanno generato nuove entità di finzione giuridica e le hanno denominate tutte come voi?

I debiti della The United States of America, In come dell'Italia, c., e di tutte le sue franchigie compresi i vecchi “John Quincy Adams” sono stati infine scaricati in fallimento a decorrere dal 1 luglio 2013.

Ora devono vendervi a nuovi padroni e addestrarvi ad utilizzare una "firma" con solo l’iniziale del secondo nome, per avere un altro "nome" in una forma leggermente diversa: "John Q. Adams". Queste entità sono tutti utilità di trasmissione possedute e gestite dalla CORPORATION NAZIONI UNITE, nel mondo degli affari come (la nuova) FEDERAL RESERVE, nel mondo degli affari come "stati" chiamati semplicemente "OHIO" o "ALASKA" o "MONTANA".

Sei un’utilità di trasmissione? Hmm? Hai consapevolmente, volontariamente, e in condizioni di totale notifica accettato di presentarti come garante per qualsiasi azienda commerciale di proprietà privata, in affari come The United States of America? Hai accettato di diventare un "Cittadino degli Stati Uniti" o un cittadino della repubblica Italiana e di dare le tue proprietà immobiliari a una società commerciale di proprietà privata e a gestione francese in affari come the UNITED STATES? No? Hai accettato di avere tutte le tue risorse (compreso il tuo corpo) arrotolate su un trust PATRIMONIALE Portoricano, amministrato ai sensi delle leggi e nella giurisdizione estera della the United States of America, Inc. (Minor), un’ingannevolmente definita “unione” di “stati” “americani”, a cui la maggior parte di noi pensa come "territori federali e possedimenti"? o come Repubblica Italiana nazione che ospita il popolo italico?

Beh, se è no, allora,

è giunto il momento di opporsi a tutta questa frode e false affermazioni compiuti contro di voi e contro i vostri interessi proprietari da parte dei membri del "Congresso", che non agiscono come i vostri deputati (uomini e donne obbligate ad agire come i tuoi fiduciari), ma invece semplicemente fingono di essere i vostri "rappresentanti", liberi di "rappresentarvi" come qualsiasi cosa e come chiunque a loro piaccia, tra cui una "persona", per indebitarvi a loro piacimento, e per rendervi soggetti ai loro capricci e ai capricci dei loro creditori.

È tempo. Riprenditi la tua posizione di essere vivente, respirante, e vitale. Renditi conto di quanto sei stato ingannato truffato e schiavizzato. E renditi conto che questo  è stato tutto consegnato da uomini e persone rispettate e di fiducia, come Franklin Delano Roosevelt e Winston Churchill e nella npstra penisola uomini che fino a poco tempo fa consideravam ottime persone che hanno scusato la loro profonda criminalità come "necessaria per lo sforzo bellico", e dei loro successori (ad eccezione di John Fitzgerald Kennedy o Aldo Moro ) che hanno continuato l'abuso con la scusa che erano in un costante “stato di guerra” e che questo in qualche modo giustificava le loro azioni e garantiva loro il potere di rendervi schiavi e di accumulare debiti contro di voi e contro la vostra proprietà privata.

E’ la LORO guerra. Lasciate che siano i LORO "cittadini" a pagarla e a combatterla.

Ricordate sempre che il presidente Andrew Johnson dichiarò tre volte in atti pubblici che gli Stati Americani erano in pace dopo la Guerra Civile: il governo civile e gli abitanti pacifici della terra degli Stati Uniti d'America (Major) sono stati in pace per 150 anni. Come Cittadino Statale Americano, nato sul territorio del ___________ State (ad esempio, Ohio State, non lo Stato dell'Ohio che è uno "stato" federale) voi risiedete nella giurisdizione della terra e avete tutto il diritto di ergervi saldamente su di essa. Il loro esercito di occupazione è assolutamente obbligato a proteggere voi e la vostra proprietà e di rendervela completamente e senza danni, o essi saranno tutti riconosciuti come criminali di guerra dal resto del mondo e ritenuti responsabili per questo. I loro statuti saranno annullati, tutte le loro imprese liquidate, e i loro beni restituiti ai loro creditori, voi.

Mentre in Italia la Costituzione, quel pezzo di carta che la maggioranza degli italiani ha tentato di difendere dalla manomissione dichiara:


COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art. 11.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

A quante missioni sta partecipando l'Italia? Nn esistono missioni di pace!
"Macché missioni di pace. Gli italiani fanno la guerra" 
"Non esistono missioni di pace e le guerre umanitarie sono una bestemmia (Dal libro: Gino Strada di Mario  Lancisi)

Non sei né una "persona" né una "cosa", ma un essere umano, vivente, respirante e completamente competente mentalmente.






Persona fisica e soggetto sono artefatti giuridici al sistema basta la tua identificazione in queste finzioni per poter controllare il tuo essere.
Questo sistema di schiavitù molto subdolo agisce già al momento della tua nascita e si conclude alla tua morte e così via di generazione in generazione.
Più chiaro di così! Ce lo dice pure il sistema questo è un trafiletto loro. Svegliamoci alla svelta però.


La nostra Anima avverte in noi un vero «Progresso Spirituale» non quando aumentiamo le ore di Yoga, di Mantra, di Meditazione, di Preghiera, Reiki o Presenza, Osservazione, Analisi, ecc. Ma solo quando manifestiamo nel mondo un carattere diverso, trasformato dalla forza dell'Amore. Cambiando il carattere, sforzandoci nell'atto di donare noi stessi, nell'altruismo, nella gentilezza, nell'aiuto, nel sostegno, nella cooperazione, allora i Chakra si Risvegliano, e l'Anima inizia a guidare la nostra vita.

Per risalire e comprendere la schiavit+ umana  è giusto e doveroso porsi le seguenti 

 quattro domande fondamentali

Come mai i Savoia si defilarono a fine guerra?

Come mai ci furono brogli nel referendum monarchia/repubblica?

Come mai i reduci dal fronte non poterono votare?

CHI nominò i padri costituenti?



LE PRINCIPALI CLAUSOLE DEL TRATTATO DI PACE DEL 1947
(fonte sociale)

CLAUSOLE TERRITORIALI 
Art. 2 
La frontiera fra l'Italia e la Francia, quale era alla data del I° gennaio 1938, sarà modificata nelle seguenti zone... 
Il che significa perdita di zone di valore strategico ed economico Briga, Tenda ed i passi alpini in favore della Francia! 
Art. 3 
La frontiera tra l'Italia e la Jugoslavia sarà determinata come segue: 
Il che significa perdita di altri più vasti territori in favore della Jugoslavia e città come Pola, Zara e Fiume! 
Art. 4 
La frontiera fra l'Italia ed il Territorio Libero di Trieste sarà fissata come segue:... 
Il che significa che Trieste sarà città occupata e ciò durerà fino al 1955! 
E la zona "B " del TLT sarà poi annessa alla Jugoslavia. 
Art. 14 
L'Italia cede alla Grecia in piena sovranità le isole del Dodecaneso. 
Si tratta di Rodi e di altre 12 isole dell'Egeo, che l'Italia aveva fin dal 1912, in seguito alla guerra italo-turca, e che non erano appartenute alla Grecia, ma alla Turchia! 

CLAUSOLE POLITICHE 
Art. 16 
L'Italia non perseguirà né disturberà i cittadini italiani, particolarmente i componenti delle Forze Armate, per il solo fatto di avere, nel corso del periodo compreso tra il 10 giugno 1940 e la data dell'entrata in vigore del presente Trattato, espresso la loro simpatia per la causa delle Potenze Alleate ed Associate o di aver condotta un'azione a favore di detta causa. 
E' il famoso articolo 16, per cui chi ha tradito i propri compagni in armi, chi ha fatto la spia ed ha cercato di sabotare non può essere punito, così come lo è stato in tutti gli altri Paesi del mondo! 
Art. 17 
L'Italia che, in conformità all'art. 30 della Convenzione di Armistizio, ha preso delle misure per sciogliere le organizzazioni fasciste in Italia, si impegna a non tollerare la ricostituzione sul territorio di organizzazioni di questa natura, il cui scopo è quello di privare il popolo dei suoi diritti democratici. 
Ciò sempre come espressione dello ...",affettuoso" interessamento degli anglo-franco-russo-americani nei riguardi del popolo italiano e dei suoi fatti interni! 
Art. 23 
L'Italia rinuncia a tutti i diritti e titoli sui possedimenti territoriali italiani in Africa, e cioè la Libia, l'Eritrea e la Somalia Italiana. 
Questa clausola non si comprende bene se sia stata dettata dal desiderio di ridare la libertà ai popoli africani (ma l'esempio non è stato seguito dalla Francia e Inghilterra!) o di punire l'Italia per aver profuso tanto lavoro e benessere in decenni di sua colonizzazione! 

CRIMINALI DI GUERRA 
Art. 45 
L'Italia prenderà tutte le misure necessarie per assicurare l'arresto e la consegna, in vista del loro giudizio: 
a) delle persone accusate di aver commesso, ordinato dei crimini di guerra e dei crimini contro la pace e l'umanità, oppure di esserne stati complici; 
b) dei cittadini di tutte le Potenze Alleate ed associati accusati di aver violato le leggi dei rispettivi Paesi commettendo degli atti degli atti di tradimento collaborando con il nemico durante la guerra. 
L'Italia con funzioni di carceriere! 

CLAUSOLE MILITARI 
Art. 47 
Il sistema delle fortificazioni e delle installazioni militari permanenti italiane lungo la frontiera franco-italiana, come pure i loro armamenti, saranno distrutti od asportati. 
L'Italia non deve potersi difendere verso Occidente! 
Art. 48 
Tutte le fortificazioni ed installazioni permanenti italiane esistenti lungo la frontiera italo-jugoslava, compresi i loro armamenti, saranno distrutte od asportate. 
Né deve potersi difendere verso Oriente! 
Art. 49 
Pantelleria, le isole Pelagie (Lampedusa, Lampione e Linosa), così come Pianosa (nell'Adriatico) saranno e rimarranno smilitarizzate. 
Né può essere difesa dal mare! 
Art. 50 
In Sardegna tutte le postazioni permanenti d'artiglieria di difesa delle coste, così come i loro armamenti e tutte le installazioni navali situate a meno di 30 km. dalle acque territoriali francesi saranno o trasportati nell'Italia continentale o demoliti entro un anno dalla entrata in vigore del presente Trattato. 
In Sicilia ed in Sardegna sarà proibito all'Italia di costruire qualsiasi installazione o fortificazione navale, militare o di aviazione militare. 
E l'Italia non solo deve abbattere quello che c'è, ma anche deve esserle proibito di ricostruire qualsiasi opera di difesa! 
Art. 51 
L'Italia non possederà né fabbricherà: 1) alcuna arma atomica; 2) alcun proiettile automotore o comandato: 3) alcun cannone di una portata superiore a 30 km. 
L'Italia deve essere quasi completamente disarmata! 
Art. 55 
In nessun caso un ufficiale o sottufficiale dell'antica milizia fascista, dell'antico esercito repubblicano fascista potrà essere ammesso a servire col grado di ufficiale o di sottufficiale nell'esercito, nella marina, o nell'aviazione italiana, come anche nei carabinieri, ad eccezione di quelli che saranno stati riabilitati dall'organo competente, in conformità della legge italiana. 
Tanto timore di questi combattenti?! 
Art. 56 
La flotta italiana attuale sarà ridotta alle unità elencate all'allegato XII A. 
Non molte! Infatti, la nostra flotta verrà ridotta principalmente a corvette e motosiluranti, in buon numero, oltre ad una settantina di dragamine, e a 4 cacciatorpediniere, 4 navi scorta, 3 incrociatori, 5 caccia, 3 avvisi scorta, 4 sommergibili, molte delle quali navi o dateci dall'America, o vecchio tipo, o in fase di allestimento o di rimodernamento. 
Art. 61 
L'esercito italiano, comprese le guardie di frontiera, sarà limitato ad una forza di 185,000 uomini ivi compreso il personale di comando, le unità combattenti e i servizi, ed a 65 mila carabinieri; tuttavia l'uno o l'altro di questi due elementi potrà variare di 10.000 uomini, purché gli effettivi globali non oltrepassino i 250.000 uomini. 
Art. 64 
L'aviazione militare italiana, ivi compresa tutta l'aeronautica navale, sarà limitata a 200 apparecchi da combattimento e da ricognizione ed a 150 apparecchi da trasporto, da salvataggio in mare, da istruzione (apparecchi scuola) e di collegamento. 
Art. 71 
I prigionieri di guerra italiani verranno rimpatriati non appena possibile, in conformità agli accordi conclusi fra ciascuna delle Potenze che detengono tali prigionieri e l'Italia. 
L'impegno non è molto preciso: «non appena possibile». In Russia i prigionieri sono in gran parte scomparsi. 

RIPARAZIONI E RECLAMI 
Art. 74 
Riparazioni per l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. 
L'Italia pagherà all'Unione Sovietica riparazioni per il valore di 100 milioni di dollari. 
Questi pagamenti verranno effettuali durante un periodo di 7 anni. 
Art. 76 
L'Italia rinuncia, a nome del Governo Italiano e dei cittadini italiani, a far valere contro le Potenze Alleate ed Associate ogni reclamo di qualsiasi natura che risulti direttamente dalla guerra o da misure prese in seguito all'esistenza dello stato di guerra in Europa dopo il I° settembre 1939. 
L'Italia rinuncia a tutto, l'Italia si assume ogni responsabilità! 

Da L'Ultima Crociata 
Da notare che in Parlamento Vittorio Emanuele Orlando, ex Presidente della Vittoria (1915-18), definì questo trattato sottoscritto dal Governo De Gasperi, «un atto di vergognoso servilismo allo straniero». 


NUOVA CONTINUITA' IDEALE N. 7-8-9 1997. Riportata a sua volta dall’Ultima Crociata. 


DICHIARAZIONE DI MORTE PER IL DIKTAT 
Vito Errico 

Rifondare l'Italia. E’ l'imperativo cui deve ispirarsi ogni azione politica dopo la lunga, sordida e laida stagione dei partiti. Rifare la nostra Patria dopo il buio periodo in cui le fazioni cieche, il manicheismo partigiano, il maramaldismo dei vincitori, il nostalgismo dei vinti hanno messo in ginocchio, peggio che nella guerra perduta, la dignità di un popolo ormai agonizzante, debilitato dalle flogosi tribali seppure ipervitaminizzato da un processo consumistico che ne ha ingrassato la carne ma denutrito l'anima. Siamo all'Anno Zero. Per i partiti, cosche immonde di pustole suppurate, s'alza il de profundis. Ma da dove si ricomincia? Un principio ci deve essere per non scadere nell'iconoclastia sterile. E l'inizio deve aversi laddove incominciò la nostra fine di popolo e principiò lo scorrazzamento delle bande che, mentre la Patria era in guerra, si misero al servizio del nemico. 
Strappiamo finalmente quel Trattato di Pace che in un mesto giorno, il 10 febbraio, 1947 e nella Città dei Lumi, sancì la nostra fuoriuscita dalla storia. Era l'epilogo d'una terrificante storia di morte culminata nel disastro dell'8 settembre per esplodere nel terrore e nella ferocia della guerra civile. 
Perché ci si ostina ancora in trattazioni dal sapore falsamente stantio? Perché si è convinti che poca della nostra gente sa cosa ci sia scritto in quei 90 articoli del Protocollo. E tanti di quei disposti contengono la spiegazione di molte situazioni attuali, che sembrano inspiegabili. Si farà perciò in questa sede una carrellata di argomentazioni, sperando di dare un contributo, seppure modesto, infinitesimo, alla causa della rinascita della nostra Patria. E viva la convinzione che si è europei perché italiani. Il contrario non fa per noi. 
Stracciare il Trattato di Parigi non significa però darsi in pasto al più becero revanchismo. Noi non militiamo nel partito dei dannunziani da scrivania. D'Annunzio resta un esempio di soldato. Smargiasso per quanto si vuole, ma alle parole faceva seguire i fatti e pagava di persona. Noi non rivendichiamo Briga e Tenda, Tien-Tsin e Chaberton. Nemmeno l'Istria. Noi prendiamo atto della storia e delle miserie dei suoi uomini. Le patrie si conquistano con il sangue, non con le sfilate e nemmeno con la logorrea. Ai primi sintomi dell'attuale crisi iugoslava occorreva approfittare. Ai dannunziani da scrivania occorre ricordare che D'Annunzio prese Fiume con un colpo di mano. Mano armata. Non con le interrogazioni parlamentari. Ciò detto, riprendiamo il filo del discorso affermando che ben altre sono le nostre rivendicazioni e si sostanziano nel perseguimento dell’autodeterminazione del nostro popolo, nella sovrana capacità di decidere, liberi dai ceppi che hanno fatto dell'Italia una colonia dell'Impero del Male. 
Noi non abbiamo più conti in sospeso. I nostri debiti sono stati tutti onorati. Materialmente e spiritualmente. Il Trattato di Parigi c’impose il pagamento in sette anni di 360 milioni di dollari (valuta 1947) in conto di riparazione per danni di guerra alle nazioni vincitrici, a cui va aggiunta la perdita di proprietà delle installazioni e attrezzature industriali situate in territori ceduti, relative sia alla distribuzione dell’acqua, sia alla produzione e alla distribuzione del gas e dell'elettricità, più i beni delle società italiane in quei territori. 
Cedemmo armamenti e impianti, frutto del lavoro italiano di generazioni. Non ci fu riconosciuta alcuna dignità di popolo. Il famigerato e mai abbastanza deplorato articolo 16 ("L'Italia non perseguirà né inquisirà i cittadini italiani, particolarmente i membri delle forze armate, per il solo fatto di avere, nel periodo compreso fra il 10 giugno 1940 e la data di entrata in vigore del presente Trattato, espresso la loro simpatia verso la causa delle Potenze Alleate e Associate o di avere svolto un'azione in favore di questa causa") consacrò la "nobiltà" del traditore in genere e di quello militare in particolare. 

Una richiesta sacrosanta che, per l'articolo 16, non potrà essere sodisfatta


Costituzione: "la sovranita` appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
 Approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato De Nicola il 27 dicembre seguente, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.
Chi conferì autorità all'assemblea costituente e quindi ai padri fondatori?non fu il popolo di questa nazione (non stato), ma va ricercato oltreoceano, nelle schiere degli invasori (che furono spacciati per liberatori) ed esercitarono una ingerenza nei nostri affari interni inqualificabile e criminosa.

Da treccani: "capitale umano Insieme di capacità, competenze, conoscenze, abilità professionali e relazionali possedute in genere dall’individuo, acquisite non solo mediante l’istruzione scolastica, ma anche attraverso un lungo apprendimento o esperienza sul posto di lavoro e quindi non facilmente sostituibili in quanto intrinsecamente elaborate dal soggetto che le ha acquisite. Pur non potendo essere misurate univocamente, le componenti del c. u. determinano tuttavia la qualità della prestazione erogata dal detentore, concorrendo ad aumentare la produttività di un’impresa e a qualificarla, influenzandone i risultati."

Come è stato possibile prevaricare l'individuale proprietà di sovranità del popolo, individuabile come capitale umano inalienabile, quindi non, reindirizzabile ad altri scopi, utilizzandola come strumento di finanziamento degli stati da parte delle banche?

nascondendo la verità con mille veli e narcotizzando il popolo sovrano con procedure parzialmente favorevoli.

poi il voltafaccia attuale, possibile fino a quando i più non avranno compreso il tranello e la via del proprio amore.

Chi nominò i padri costituenti?

REPUBBLICA ITALIANA, non possiedi alcun fondamento giuridico che venga dal tuo popolo.

nessun consenso all'epoca della iscrizione alla SEC, ma era regno ed epoca fascista, si sa che uno decideva per tutti.

armistizio o meglio resa "segreta" di cassibile, oltretutto nominato per gli addetti armistizio breve per occultare il fatto che è l'unico documento firmato da un avente diritto (da castellano incaricato da badoglio) e quindi operativo ancora oggi.

L'intento 
formare una proposta politica (da Treccani: La parola e il concetto. L’etimo della parola, e la sua stessa struttura, racchiudono il significato della p. e mostrano il segno dell’ambito cui essa specificamente afferisce: la sfera pubblica e comune. P. deriva dall’aggettivo greco πολιτικός, a sua volta derivato da πόλις, città. Era il termine in uso per designare ciò che appartiene alla dimensione della vita comune, dunque allo Stato (πόλις) e al cittadino (πολίτης). Centro e insieme oggetto della p. è la πόλις, la vita nella città e della città; τά πολιτικά è l’espressione che indica, in generale, le questioni politiche. Quasi tutte le espressioni in uso per designare le questioni pubbliche, il governo, l’amministrazione, il sistema politico sono derivate da πόλις. La città è il luogo dei «molti» (οἵ πολλοί), è anche il luogo che fa di tali molti un insieme, una «comunità» (κοινωνία). Non stupisce allora che la parola πολιτικός («politico») e la parola πόλις («città») condividano la medesima radice πολ- della parola che dice «i molti» (οἵ πολλοί).) e non partitica.

PREMESSA
In questa presentazione mi occupo solo di nazione italica, il cui passato, nell’ultimo secolo, ha permesso manipolazioni inaudite ed impensabili.
È noto ai più che il regno d’Italia nel 1933 iscrisse la nazione, fallita nella grande crisi nel 1929, alla Securities and Exchange Commission (registro di aziende) come “Stato”. L’azione di adesione formale fu compiuta, su mandato del Duce, dal ministro Guido Yung (ministro delle finanze). L’iscrizione di cui tratto non è fondamentale, in quanto ineludibile per aderire al sistema di commercio internazionale. Una sottomissione necessaria per il volere delle grandi banche, che dopo aver ordito la grande crisi e fatto fallire tutte o quasi le nazioni del mondo, resero indispensabile la creazioni degli “Stati” = artefatti (ex nihilo, ens legis) commerciali non fruitori di sovranità.

Nazione è un concetto molto diverso e si basa su una sovranità inalienabile, per far comprendere la differenza, si può citare la nazione Lakota, priva di “Stato”, ma con orgoglio, usi, costumi, lingua, sentimenti e culti assolutamente originali o i curdi e altri ancora.

A livello pratico iniziava anche in Italia la coesistenza di due Entità che rappresentavano la nazione, il territorio e il popolo, si era in epoca fascista ed è facile ricordare, che ogni decisione veniva presa nell’ufficio di Mussolini e quindi al popolo non fu concessa la possibilità di esprimere la propria auto determinazione.

Parlo di due entità e le specifico: la prima e pre esistente era il Regno d’Italia, nazione sovrana, con giurisdizione sul territorio, capacità di legiferare, strutture idonee per l’ordine pubblico, compiti sociali e solidali, rapporti politici con l’estero, etc., la seconda era il REGNO D’ITALIA Corporation, azienda di stampo commerciale, divenuta necessaria per ottenere il finanziamento dalle banche e in tal modo uscire dallo stato di bancarotta. Per inciso se il popolo italiano avesse avuto l’opportunità di esprimersi, penso che avrebbe dato il suo consenso all’iscrizione alla SEC, come penso che sarebbe stata comunicata la porzione di informazioni vantaggiose e taciute le clausole capestro che conteneva tale passaggio.
Verifichiamo una questione fondamentale ovvero 

dove poterono le banche trovare i capitali per finanziare l’intero pianeta?

Inventando un corrispettivo reale, che sostituisse in modo occulto il sistema economico, finanziario e monetario, che già si basava su un valore slegato dalla realtà come l’oro, di per se l’oro non ha un gran valore tolto quello che gli viene attribuito per convenzione.

Il trattato di parigi fu sottoscritto da Antonio Meli Lupi di Soragna, non avente titoli per la firma e non avendo sigilli ufficiali, utilizzò il sigillo della sua casata nobiliare???

tutto il seguito referendum, elezioni politiche, assemblea costituente e padri fondatori della costituzione, tutto preordinato da CHI comandava ovvero gli US.

un vizio di forma incredibile, un intervento a gamba tesa nei confronti della autodeterminazione del popolo italiano.

quindi cara REPUBBLICA ITALIANA, in realtà non esisti, nessuno può invocare il silenzio/assenso in questa situazione, dove il sotterfugio ha nascosto crimini per decenni.

il silenzio/assenso si applica su una situazione risaputa, di pubblico dominio.

inoltre il silenzio/assenso va controllato su ogni singolo essere umano appartenente al popolo italiano, non può venir fatto passare come un silenzio/assenso collettivo per consuetudine.

sei una corporazione privata, con scopi commerciali, millanti fini politici, giuridici e legali che non ti competono e che non potrai mai osservare.

sarebbe bene che sparissi in una nuvoletta, quella delle fantasie nefaste.

la farsa atto secondo (l'atto primo va dal 1929/33 al 3 settembre 1943).
3/9/43 armistizio segreto di cassabile (il nome la dice lunga) in realtà una resa incondizionata e aggiungerei vergognosa firmato da castellano, a nome di badoglio, e walter bedell smith (futuro direttore della CIA) a nome di eisenhower, da quel momento l'italia è sotto tutela, curatela e amministrazione americana.
8/9/43 badoglio proclama l'armistizio (non la resa sottoscritta).
13/10/43 badoglio dichiara guerra alla germania, dopo che l'italia risultava sconfitta, firmataria di una resa e sotto amministrazione statunitense.
Chi avrà preso questa decisione???
Chi avrà preso tutte le decisioni successive???
se pensate a italiani ... mi ribalto!!!
Questa è solo una piccolissima parte ci sono ancora altri studi in atto e in futuro. Aldo non si ferma è costantemente alla continua ricerca e comprensione non solo per sé stesso ma anche condividendo perché se è vero che siamo singolarità e sempre valido il fatto che siamo un UNO.

Quando ci saranno nuovi approfondimenti sarete aggiornati, intanto speriamo che questa proposta abbia spronato altri viandanti in modo che la nostra specie possa risalire più agevolmente la montagna per raggiungere le verdi praterie che ci attendono da lungo, lunghissimo tempo.
Quando vi arriveremo, ovviamente scopriremo che era solo una tappa ristorativa, ma questa è un'altra storia, intanto auguro a tutti: Buon cammino e buon approfondimento