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lunedì 31 maggio 2021

monsignor Carlo Maria Viganò contro la falsa chiesa di Bergoglio e contro questa falsa pandemia, inventata dai nemici di Cristo.


 Monsignor Viganò, oggi:
 “Questa farsa crollerà. È un piano del diavolo per distruggerci”. Video diventa caso: censurato da YouTube.     

"Il Great Reset è l’ultimo passo prima del Nuovo Ordine Mondiale

È nostro dovere svelare l’inganno di questo Great Reset, perché esso è riconducibile a tutti gli altri assalti che nel corso della Storia hanno cercato di vanificare l’opera della Redenzione e di instaurare la tirannide dell’Anticristo. 

Occorre che ciascuno di noi comprenda che quanto accade non è frutto di una sfortunata sequenza di casualità, ma risponde a un piano diabolico che nel corso dei secoli persegue un unico fine: distruggere l’opera della Creazione, vanificare la Redenzione e cancellare ogni traccia di Bene sulla terra. 

I membri di questa setta maledetta non sono soltanto Bill Gates, George Soros o Klaus Schwab, ma quanti tramano nell’ombra, da secoli, per abbattere il Regno di Cristo: i Rothschild, i Rockefeller, i Warburg e quanti oggi sono giunti ad allearsi con i vertici della Chiesa, usando l’autorità morale del Papa e dei Vescovi per convincere i fedeli a vaccinarsi."

lunedì 4 novembre 2019

Karol Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II, il papà del nuovo ordine mondiale – pensate davvero che sia santo?

Pensate davvero che il papa polacco, Karol Wojtyla, sia santo?
E’ il papa del nuovo ordine mondiale, subì davvero un attentato ?
Fu davvero miracolato ?  Se lo pensate allora dovreste farvi davvero un profondo esame di coscienza. 
 L’attentato a Giovanni Paolo II è stato un tentativo di omicidio del papa commesso il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro, in Vaticano, da Mehmet Ali Ağca, un killer professionista turco, che gli sparò quattro colpi di pistola ferendolo gravemente. Giovanni Paolo II fu colpito due volte, perdendo molto sangue. Il sicario fu arrestato immediatamente e poi condannato all’ergastolo dalla magistratura italiana. Mesi dopo, il Papa perdonò il terrorista; ricevette successivamente anche il perdono del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi e fu infine estradato in Turchia nel giugno del 2000.

lunedì 14 gennaio 2019

Karol Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II, il santo dei fratelli maggiori

Il probabile architettato attentato al papa Papa Karol Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II; del 13 maggio 1981 è stato certamente programmato per portarci verso il nuovo ordine mondiale. Ricordiamo che 19 anni prima l'arcivescovo cattolico Marcel Léfebvre affermò che il concilio Vaticano II del 1962, voluto dal massone Angelo Giuseppe Roncalli, divenuto Papa col nome di Giovanni XXIII, fece entrare satana in Vaticano. Tutto quello che avvenne dal 1962 e in seguito è l'attuazione di un piano programmato e voluto da un malefico potere occulto. 
Albino Luciani divenne Papa col nome di Giovanni Paolo I. La sua elezione avvene il 26 agosto del 1978 e il suo pontificato fu tra i più brevi nella storia della Chiesa cattolica. La sua morte avvenne soltanto 33 giorni dopo la sua elezione il 28 settembre del 1978. E' stato l'ultimo papa di nazionalità italiana. Dopo di Lui venne eletto al soglio di Pietro il polacco Karol Wojtyla, che prese il nome di Giovanni Paolo II. Il papa polacco, Karol Wojtyla, subì un attentato, così fu comunicato allora da tutti gli organi di stampa, il 13 maggio del 1981.  
Un paio di anni dopo avvenne in Vaticano la misteriosa scomparsa della quindicenne  Emanuela Orlandi, esattamente il 22 giugno 1983. La sparizione di Emanuela Orlandi rimane ancora oggi misteriosa. La ragazza, all'epoca aveva solo 15 anni, era figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia. Quella che all'inizio poteva sembrare un comune allontanamento volontario da casa di un'adolescente, divenne presto uno dei casi più oscuri della storia italiana e  vaticana, che coinvolse lo stesso Stato Vaticano, lo Stato Italiano, l'Istituto per le opere di religione, la Banda della Magliana, il Banco Ambrosiano e i servizi segreti di diversi Paesi; la reale natura dell'evento non è mai stata definita. 
Domenica 13 aprile 1986 il papa polacco Giovanni Paolo II, miracolato dalla Madonna, si recò in visita e si inchinò dinnanzi al rabbino ebreo Elia Toaff. In questa storica occasione   Karol Wojtyla fu, il primo Papa cattolico che varcò la soglia della sinagoga della comunità ebraica di Roma, si prostrò dinnanzi al caporabbino Elia Toaff e chiamò gli ebrei i “fratelli maggiori” dei Cristiani. Karol Wojtyla diede l’impulso più forte scrivendo un capitolo che come titolo aveva una semplice espressione, “fratelli maggiori”, che ne spazzò definitivamente via un’altra: quel “perfidi giudei” contenuto nella preghiera del Venerdì santo che identificava la difficile relazione vissuta da cattolici ed ebrei fino all’assise conciliare. In due parole il Papa polacco segnò il profondo cambiamento della Chiesa cattolica che già con Giovanni XXIII aveva aperto le porte al giudaismo. 
Come si poteva non accettare le decisioni di un Papa che subì un attentato, che   in quell'attentato perse tre litri di sangue, e che fu protetto dalla mano della Vergine Maria, la madre di Cristo? E così che all'improvviso, anche se il piano era partito già molto tempo prima, 2 miliardi di Cattolici si trovarono improvvisamente, per volere del miracolato Giovanni Paolo II, ad avere nei perfidi ebrei, nemici da sempre dei Cristiani per innumerevoli incompatibilità, i loro fratelli maggiori. 
Il piano per riabilitare gli ebrei, maledetti da Cristo, parte da lontano. Tutto è servito soltanto per portarci verso il “nuovo ordine mondiale” ed il piano è partito ancor prima del Concilio Vaticano II, quando vi fu quell’indimenticabile gesto del massone Giuseppe Angelo Roncalli, in arte Giovanni XXIII, che nel 1959, fece fermare sul Lungotevere la macchina su cui viaggiava e l'intero corteo pontificio per benedire gli ebrei che, di sabato, uscivano dalla Sinagoga. Un gesto rivoluzionario, di grande simbolismo, che valse al Papa l’entusiasmo di tutti i presenti che circondarono la sua vettura per applaudirlo e salutarlo. Il papa polacco, miracolato dalla Madonna, dopo l'attentato del 13 maggio 1981 non trovò nessun impedimento nel riabilitare i giudei a livello mondiale e anche i governi di molti paesi del mondo, travolti da questa propaganda, scrissero ed approvarono leggi contro l'antisemitismo. Essere antisemiti, o semplicemente criiticare gli ebrei adesso è reato. Questo voleva il Nuovo Ordine Mondiale. Questo è quello che il potere occulto aveva progettato. Vi ricordate di quel famoso di scorso di Karol Wojtyla, tenuto solo 6 giorni dopo la sua elezione a Papa, esattamnte la domenica del 22 ottobre 1978, col quale invitò 2 miliardi di Cattolici a non avere paura? “Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo”. Ebbene quel discorso che a primo acchitto appariva conciliante ed accattivante era in realtà una enorme trappola. (s. brosal)
L'attentato a Giovanni Paolo II avvenne mercoledì 13 maggio 1981, ad opera di Mehmet Ali Ağca, un killer professionista turco, che gli sparò due colpi di pistola. Malgrado la perdita di tre litri di sangue (?) stia per provocare la morte per dissanguamento, il cuore regge. Quello che a noi appare strano è che in tutte le foto scattate in Piazza San Pietro in Roma al momento dell'attentato non appare una sola goccia di sangue.
Farsa o vero attentato !? Nelle immagini non si vede una goccia di sangue. A quasi 38 anni di distanza molti si pongono la domanda legittima se l'attentato a Giovanni Paolo II sia stato vero oppure no.
Pomeriggio di mercoledì 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II viene colpito da due colpi di pistola da Mehmet Ali Ağca. Un killer professionista turco legato agli ambienti dell'estrema destra dei "lupi grigi". L’attentato avviene mentre papa Wojtyla a bordo della papa mobile stava compiendo un secondo giro tra i fedeli riuniti per la tradizionale udienza generale in piazza San Pietro. 
Nonostante l'esperienza e la distanza ravvicinata da cui il killer poté sparare il Papa sopravvisse. Giovanni Paolo II era profondamente convinto di essere stato protetto dalla mano della Madonna. Il proiettile che gli aveva perforato il torace e che avrebbe dovuto ucciderlo è ora incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima. 
Fu scritto che Giovanni Paolo II arriva al policlinico Gemelli in condizioni gravissime tanto che riceve l'unzione degli infermi dal segretario particolare Don Stanislao Dziwisz. Malgrado la perdita di tre litri di sangue stia per provocare la morte per dissanguamento il cuore regge. Ma è mai possibile 
che non ci sia una sola fotografia in piazza San Pietro in cui si veda il sangue perduto dal Santo Padre? 
Le cronache dell'epoca riportarono le seguenti notizie: Città del Vaticano/Roma: Pochi minuti dopo essere entrato in piazza San Pietro per un'udienza generale, un mercoledì pomeriggio, mentre si trovava a bordo della sua Papamobile scoperta, papa Giovanni Paolo II fu ferito gravemente da due proiettili sparati da Ali Agca. Soccorso immediatamente, fu sottoposto ad un intervento di 5 ore e 30 minuti, riuscendo a sopravvivere:
« Sono le 17.17. [...] Mehmet Ali Ağca, ha colpito il pontefice con due proiettili esplosi da una pistola Browning calibro 9 da una distanza di tre metri e mezzo. Il primo proiettile ha raggiunto il papa all'addome, ha attraversato l'osso sacro, è uscito dai lombi, ha sfiorato lo schienale della Fiat Campagnola bianca e ha colpito al torace la pellegrina americana Ann Odre, alla quale verrà asportata la milza. Il secondo proiettile [...] ha fratturato l'indice della mano sinistra del pontefice, gli ha ferito di striscio il braccio destro appena sopra il gomito e ha colpito al braccio sinistro un'altra turista statunitense, Rose Hall. [...]. In ambulanza [il papa] è assistito dal suo medico personale, Renato Buzzonetti. Privo di conoscenza, è portato in sala operatoria. Il polso è quasi impercettibile. [...]. 
Riceve l'unzione degli infermi dal segretario particolare, don Stanislao Dziwisz. L'anestesista gli toglie l'anello dal dito. Malgrado la perdita di tre litri di sangue stia per provocare la morte per dissanguamento, il cuore regge. [...]. L'intervento è portato a termine con successo.»

L'attentato al Papa, 13 maggio 1981. Vero o falso? Tutte le immagini scattate in piazza San Pietro sono senza sangue. (s.b.)

sabato 30 aprile 2016

fate tacere Diego Fusaro

Qualcuno lo faccia tacere! Ormai abbiamo capito fin troppo bene il gioco perverso e truffaldino di questo sistema massonico che ci sta affamando e distruggendo per imporci il suo maledetto "Nuovo Ordine Mondiale".

Diego Fusaro, filosofo
Diego Fusaro: Ecco un altro prescelto dai poteri forti. Un giovanottino spacciato per "filosofo", un ectoplasma alla Vendola, alla Bertinotti, alla Matteo Renzi. Questo potere sa come creare i tuoi amici e anche i tuoi nemici, sa come gestirti e come lavarti il cervello. Questo giovanissimo Fusaro è uno dei pochissimi che lasciano parlare in televisione senza contraddittorio. Ti sei mai chiesto, perché?
Dopo aver creato innumerevoli fenomeni da baraccone, come Roberto Saviano, Matteo Renzi, Niki Vendola, Fausto Bertinotti, Beppe Grillo e tanti altri bluff del genere, in classico "Stile Piero Manzoni",... ecco dunque un'altra creazione di questo potere: Diego Fusaro, un totale vuoto a perdere.
Questo potere si comporta come se il mondo fosse, da sempre, strapieno di imbecilli, non è il caso che lo si diventi anche noi, credendo alle frottole che mette in bocca al primo Fusaro che gli capita.

Infatti, anche nella nostra realtà spicciola e quotidiana, noi tutti possiamo trovare a sufficienza fatti ordinari od eccezionali, piccoli o grandi, veri o falsi, e in genere non sentiamo proprio il bisogno delle assurde e cubitali bugie mediatiche del regime, sia pure snocciolate da qualche faccino "ingenuo" alla Fusaro, o da qualche sorridente velina dalle cosce lunghe.
Fusaro, questo ragazzino presuntuoso, viene spedito, come altri simili "eroi" del regime, ad operare nei vari media con la "mission impossible" di invitare, noi popolo italiano, a scegliere se vogliamo essere "vetero-costituzionalmente" impiccati, oppure "neo-costituzionalmente" decapitati! Che miseria stiamo vivendo!...
Di questo passo, va a finire che fra poco, a seconda delle necessità, lui o un altro qualsiasi venditore di fumo come lui, tra i tanti e tanti che il regime alleva da sempre a nostre spese, ce lo ritroveremo cooptato e pompato dai media di questo stesso regime come un "ineguagliabile" presidente del consiglio, o forse pubblicizzato come un "insuperabile" manipolatore delle masse! Le nostre menti però non si presteranno più al gioco perverso di questo regime. (brigas della Sila - duccio m.)

Ascoltate direttamente dalla sua "magica". "armoniosa" e "suadente" voce le bubbole farlocche che il regime vorrebbe fare bere e trangugiare ai suoi più succubi, convinti e fedelissimi sudditi:


In quest'epoca di alieni ci mancavano pure i "filosofi" che presentano i propri libri come fossero "le nouveau parfum par (inserire nome di stilista)"




domenica 1 marzo 2015

il progetto scellerato del microchip sottocutaneo - il nuovo ordine mondiale della famiglia Rothschild

Nathaniel Philip Rothschild, figlio di Jacob, nato il 12 luglio 1971. Vuole privatizzare l'acqua e sta chiedendo a tutti i parlamenti del mondo di approvare la legge affinché ad ogni individuo venga impiantato un microchip sottocutaneo.

Nat Rothschild, figlio di Jacob
Un chip sottocutaneo per controllare la popolazione?
Viene spacciata per “tecnologia amica”, un’idea che rivoluzionerà il nostro modo di vivere, e pare che proprio di rivoluzione si tratterà, visto che questa invenzione produrrà effetti sconvolgenti soprattutto in termini di libertà personale. Di cosa si tratta? Del progetto più scellerato che sia mai stato pensato. Ormai la notizia è abbastanza diffusa e comunque il concetto è già vagamente noto a chi possiede, ad esempio, un cane come animale domestico o una carta di identità di ultima generazione contenente dati biometrici.

Quello che però è in sostanza il lato ancora più terrificante e tragico della faccenda, ma che assolutamente non viene quasi mai neanche minimamente adombrato da nessun media del monopolio mediatico dell'attuale regime "democratico" globale o locale, per non creare "eccessivo allarmismo" tra i sudditi, ovvero tra il "bestiame in forme umane", è che quella che del "chip" non è affatto e solo una questione di controllo della "privacy" e della "libertà personale", ma è addirittura una questione "di vita o di morte"! 

microchip sottocutaneo per controllare la popolazione mondiale. Il microchip
può contenere 0,2 mg di ricina, potentissimo veleno 
Infatti, dentro certi microchip, che sono sufficientemente piccoli da potere essere impiantati in vari modi anche all'insaputa del "paziente", es. durante le vaccinazioni infantili, possono trovare ampiamente spazio quantità apparentemente insignificanti di germi o sostanze mortali, es.: 0,2 mg di ricina, potentissimo veleno,   che, rilasciate con dispositivi variamente azionabili, eventualmente anche a distanza con un semplice telefonino, possono uccidere appunto anche a comando, in modo anche istantaneo, il singolo portatore di "chip", o più portatori contemporaneamente, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e per qualsiasi motivo lo voglia chi disponga dei dati e dei mezzi necessari a gestire i "chip" in questione.
Allegria!... Il "meraviglioso mondo nuovo" del "Nuovo Ordine Mondiale" di Rothschild e del suo "divino popolo eletto", sta bussando, in tutto il mondo, alla porta di casa di tutti noi comuni mortali!  

(s. brosal, d. mallamaci)

giovedì 30 maggio 2013

I criminali rothschildiani che progettano la nostra distruzione a lunga scadenza: Catanzaro nel mirino

Le stesse tecnologie di guerra, che l'armata rothschildiana talmudica israeliana usa nell'apartheid razzista in Palestina per massacrare i Palestinesi, saranno adoperate nel progetto “Safe City” per controllare i Calabresi nella base militare coloniale in cui i rothschildiani talmudici israeliani, con la complicità di questo Stato abusivo rothschildiano “italiano”, vogliono trasformare la pacifica cittadina calabrese.

Quello che pochissimi capiscono, perché hanno il coraggio e l'intelligenza di capire, è il seguito veramente pauroso della seconda fase del piano "Safe City" a Catanzaro, ovvero:... con il medesimo programma soft, usato a Catanzaro per l'individuazione ed il riconoscimento personale dal sistema di apparecchiature militari israeliane, in Palestina l'esercito israeliano sta costruendo postazioni di robot assassini, per ora "solo" lungo 60 km del muro dell'apartheid, che differiscono dalle postazioni catanzaresi "semplicemente" perché aggiungono a ciascuna telecamera di sorveglianza, una mitragliatrice pesante, disposta con l'asse di tiro parallelo all'asse di osservazione della rispettiva telecamera, e che opera a comando di un operatore umano, o, in automatico, a comando del soft di riconoscimento delle apparecchiature militari, che gestiscono le telecamere, e che può essere preventivamente programmato a puntare e sparare automaticamente su qualsiasi persona o su determinate persone non appena esse sono individuate dal sistema e sono a distanza utile di tiro.

Catanzaro: il ponte di notte
Ecco dunque che anche a Catanzaro, in un secondo tempo, in un momento qualsiasi, con “minima” spesa suppletiva, le varie telecamere del progetto “Safe City” potranno essere accoppiate facilmente e velocemente con una mitragliatrice per ciascuna, con cui punteranno tutte le persone per riconoscerle ed eventualmente per ucciderle come da programma caricato in precedenza nel sistema computerizzato di gestione di dette apparecchiature.

A controprova di quanto diciamo alleghiamo qui un articolo, sia pure in inglese, che illustra appunto questo che è uno degli ultimi ritrovati delle tecniche di assassinio dell'armata talmudica rothschildiana israeliana in Palestina.      (Duccio M.)
 https://www.facebook.com/pages/A-BETTER-WORLD-IS-POSSIBLE/110910422370865


PALESTINE
2013-05-29 23.27
ROTHSCHILDIAN ROBO-SNIPERS, "AUTO KILL ZONES" TO KILL PALESTINIANS

By Noah Shachtman

May 29, 2013 "Information Clearing House" -"Wired" - For years and years, the Israeli military has been trying to figure out a way to keep Palestinian militants in the Gaza Strip from crossing over into Israel proper.

The latest tactic: create a set of "automated kill zones" by networking together remote-controlled machine guns, ground sensors, and drones along the 60-kilometer border.

Defense News‘ Barbara Opall-Rome reports that "initial deployment plans for the See-Shoot system call for mounting a 0.5-caliber automated machine gun in each of several pillboxes interspersed along the Gaza border fence."

Connected via fiber optics to a remote operator station and a command-and-control center, each machine gun-mounted station serves as a type of robotic sniper, capable of enforcing a nearly 1,500-meter-deep no-go zone.

The IDF’s [Israeli Defense Forces] Southern Command is also considering adding Gill/Spike anti-tank missiles to extend the no-go zones to several kilometers, defense and industry sources here said.

The guns will be based on the Samson Remote Control Weapons Station.

And the pillboxes are supposed to be positioned "at intervals of some hundreds of meters along the border, " Jane’s Defence Weekly observes.

They’ll be "protected and secured (alarms, sensors and steel doors) and feature retractable armored covers that protect the weapon station when not in use."

Once IDF sensors locate a potential target, the operator can cue Sentry Tech to verify or engage the target through its own electro-optic (EO) day/night sensor package.

The sensor-acquired information is transferred to the electro-optic package of the weapon station, which slews to the target, enabling the operator to locate and track the target…

Each Sentry Tech can cover another in the event of a system failure and a single [center] can control up to 15 weapon stations."

The idea, ultimately, is to have a "closed-loop" system — no human intervention required.

But, Opall-Rome notes, "until the top brass is completely satisfied with the fidelity of their overlapping sensor network – and until the 19- and 20-year-old soldiers deployed behind computer screens are thoroughly trained in operating the system — approval by a commanding officer will be required before pushing the kill button."

Opall-Rome adds that "See-Shoot embodies the IDF’s goal of waging no-signature warfare along its border areas.

It obviates the need to dispatch infantry to intercept intruders or to respond to probing maneuvers by enemy squads."

The nearly $4-million system is supposed to be completed by the end of the summer.

"But the Israeli government has already authorized IDF
Southern Command to begin operating parts of the system in response to the recent surge in violence emanating from the terror-infested strip."

It’s all part of a larger plan to "wag[e] no-signature warfare along its border areas. It obviates the need to dispatch infantry to intercept intruders or to respond to probing maneuvers by enemy squads."

Which may sound like a good idea.

But Haninah Levine says the tech ignores the lessons of last summer’s war in Lebanon.

The Winograd Commission, appointed to investigate the conflict, "calls ‘no-signature warfare’ by its real name," he says: "’withdrawal of soldiers and military targets from positions to which [the enemy] can penetrate with relative ease,’ and identifies this strategy as a major component in the IDF’s failures in the lead-up to the Second Lebanon War."

The problem is not that the technology fails: it’s that the technology does not solve the problems which the conditions of engagement create.

Along the Lebanese border, the problem was that the rules of engagement allowed the IDF to fire only if attacked by Hezbollah: the electronic fence therefore proved useless, since alarms were regularly ignored even when the Israelis knew that they indicated Hezbollah was preparing an attack.

Along the Gaza fence, the rules of engagement are much more aggressive, but the Palestinians will still probably try to "train" the IDF to ignore the system’s alarms by sending unarmed civilians towards the fence.

The statement that "the technology here is not as important as the need to evaluate each potential threat on a case by case basis" is as true from a military point of view as it is from a human-rights point of view.

And, by the way, the only known case of Palestinians kidnapping an Israeli soldier along the Gaza fence since the disengagement took place when the
Palestinians emerged from a tunnel well behind the IDF lines – a tactic which this system would do nothing to thwart."