..e così hanno reso illegale la verità, esattamente
così come hanno reso illegale il fascismo e il nazionalsocialismo,
regimi che operavano solo a beneficio della comunità di Popolo.
“27 gennaio “giorno della memoria”, forse sarebbe più opportuno definirlo giorno di “UNA MEMORIA”, ovvero la memoria degli eletti, da loro stessi per giunta…
Il mondo ha vissuto in passato altri genocidi, ma
quello ebreo sembra essere l’unico a dover essere tramandato… le
atrocità subite dai pellerossa americani (circa 10 milioni di vittime
tra i nativi, con i sopravvissuti relegati nelle riserve, i primi vagiti
della grande democrazia a stelle e strisce…) sono forse un’invenzione?
Le foibe titine? Realtà nostrana arbitrariamente occultata per più di
mezzo secolo! I crimini “risorgimentali” ai danni delle popolazioni
meridionali, un esempio su tutti il lager di Fenestrelle, i massacri nei
gulag russi e rossi (si pensi che i morti nei campi di concentramento
sovietici sono superiori alla somma complessiva delle vittime dei due
conflitti mondiali) gli stermini ai tempi del colonialismo e, purtroppo,
di esempi ce ne sarebbero così tanti...
Video:
wissen macht frei - la verità ci rende liberi
“Più grande la menzogna più grandi le probabilità che venga creduta.” (Adolf Hitler)
Visualizzazione post con etichetta camere a gas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camere a gas. Mostra tutti i post
sabato 1 febbraio 2020
…e così hanno reso illegale la verità – la conoscenza ci rende liberi – Wissen macht frei
Etichette:
auschwitz,
camere a gas,
conoscenza,
J. Graf,
nazionalsocialismo,
negazionismo,
Norman Finkelstein,
olocausto,
revisionismo,
Ursula Haverbeck
venerdì 4 ottobre 2019
Ursula Haverbeck: l’olocausto è la più grande menzogna della Storia
Ursula Haverbeck è nata Germania l’8 novembre del 1928. E’ una “negazionista” dell’olocausto e per questo motivo è stata condannata più volte.
Ha diffuso vari video in internet dove afferma che non esiste nessuna prova che l’olocausto sia accaduto realmente. E’ stata dal 1983 fino al 1989 presidentessa dell’associazione mondiale “Protezione della vita”, per la Germania. Dal 1989 si interessa in modo particolare alla ricerca della verità e si è schierata dalla parte di coloro che vengono ancora perseguitati per la contestazione dell’olocausto. Dalla sua parte stanno molti studiosi, negazionisti anche loro dell’olocausto, come il prof. Robert Faurisson (Francia), Ernst Zündel (Canada), German Rudolf, Jürgen Graf, Gerd Honsik, Wilhelm Stäglich, (Australien), Andres Studer, Hans-Dietrich Sander.
Ha diffuso vari video in internet dove afferma che non esiste nessuna prova che l’olocausto sia accaduto realmente. E’ stata dal 1983 fino al 1989 presidentessa dell’associazione mondiale “Protezione della vita”, per la Germania. Dal 1989 si interessa in modo particolare alla ricerca della verità e si è schierata dalla parte di coloro che vengono ancora perseguitati per la contestazione dell’olocausto. Dalla sua parte stanno molti studiosi, negazionisti anche loro dell’olocausto, come il prof. Robert Faurisson (Francia), Ernst Zündel (Canada), German Rudolf, Jürgen Graf, Gerd Honsik, Wilhelm Stäglich, (Australien), Andres Studer, Hans-Dietrich Sander.
Ursula Haverbeck all’età di 87 anni fu condannata al carcere dopo aver affermato che gli ebrei non sono mai stati sterminati ad Auschwitz. La sua fedina penale include due multe e un’altra condanna per sedizione.
Nel 1970 sposò Werner Georg Haverbeck, che aveva lavorato dal 1929 al 1932 nel Reichsleitung del National Socialist German Student Union (NSDStB) e dal 1933 al 1934 nel Reichsleitung del NSDAP.
Nel giugno 2015 Ursula Haverbeck è stata accusata per aver dichiarato che il genocidio degli ebrei da parte dei nazionalsocialisti è “la più grande menzogna” della storia.
Nel gennaio del 2016 la Haverbeck ha dichiarato durante un evento pubblico nella capitale tedesca che le camere a gas nel campo di concentramento di Auschwitz «non sono mai esistite». Nello stesso filmato contestava il fatto che 1,1 milioni di persone siano state uccise nei campi di concentramento nella Polonia occupata dai nazionalsocialisti. (sa. br.)

Etichette:
auschwitz,
camere a gas,
ebrei,
nazionalsocialismo,
negazionismo,
olocausto,
revisionismo,
seconda guerra mondiale,
Ursula Haverbeck
domenica 24 maggio 2015
Robert Faurisson ha vinto: Le camere a gas non sono mai esistite. Il diario di Anna Frank è un falso
![]() |
| Robert Faurisson, (Shepperton, 25 gennaio 1929), saggista francese e negazionista dell'olocausto |
Robert Faurisson ha vinto. E' stato
colui che ha demolito il mito delle sedicenti camere a gas e ha
affermato che il diario di Anna Frank è un falso. Una vita intera
spesa a combattere contro le menzogne storiche ben orchestrate dal
potere ebraico sionista. Per più di 40 anni ha negato il genocidio
degli Ebrei definendolo una sinistra farsa per distorcere la storia.
Il compito della sua vita è stato quello di dimostrare l'inganno
delle sedicenti “camere a gas”.
Nei suoi testi Faurisson sostiene che:
1. non sarebbe mai esistito un piano
preordinato di sterminio fisico degli ebrei, bensì un progetto per
una loro emigrazione fuori dell'Europa (ad es. Madagascar o Uganda)
e, in tempo di guerra, un piano di evacuazione verso i territori
dell'Est appena occupati;
2. non sarebbero stati uccisi 6 milioni
di ebrei ma un numero molto inferiore (circa 500.000), a causa delle
operazioni militari, della durezza dei campi di lavoro forzato, delle
epidemie di tifo e dei bombardamenti alleati sui campi di
concentramento;
3. l'esistenza delle camere a gas nei
campi di sterminio tedeschi sarebbe tecnicamente impossibile;
4. l'intera storia dell'Olocausto
sarebbe un'enorme invenzione della propaganda alleata a favore dello
stato d'Israele.
Faurisson ha concentrato il suo
interesse prevalentemente sul punto relativo alle camere a gas, e la
sua tesi principale è conosciuta come "impossibilità tecnica
dell'esistenza delle camere a gas naziste".
![]() |
| il mito delle camere a gas è crollato secondo il saggista francese |
Secondo Faurisson, non esistono
documenti e nessuna testimonianza attendibili in grado di dimostrare
l'esistenza di camere a gas omicide nei campi nazisti durante la
seconda guerra mondiale; i resti delle camere a gas e le descrizioni
pervenuteci del loro funzionamento non reggerebbero a un'analisi
critica, e sarebbe stato tecnicamente impossibile utilizzarle a scopi
omicidi, soprattutto secondo le modalità documentate dalle
testimonianze. Faurisson si occupò delle strutture che utilizzarono
lo Zyklon B (nei campi diAuschwitz e di Majdanek), mentre altrove
(Bełżec, Sobibór, Treblink e Chełmno) venne utilizzato monossido
di carbonio prodotto dai fumi di scarico di grossi motori.
Il punto più critico, secondo il
francese, sarebbe rappresentato dalla ventilazione delle camere a
gas, procedimento che egli descrive come molto lungo e complesso (in
particolare nel caso si sia utilizzato lo Zyklon B, universalmente
indicato come strumento per lo sterminio degli Ebrei), e che quindi
secondo le sue valutazioni risulterebbe incompatibile con i racconti
dei testimoni e con le specifiche tecniche delle camere a gas.
Ulteriore elemento ritenuto poco attendibile sarebbe quello relativo
alla prossimità dei crematori ai locali indicati quali camere a gas,
giacché l'acido cianidrico (di cui è principalmente composto lo
Zyklon B) sarebbe un acido altamente infiammabile. Inoltre tali
locali risulterebbero strutturalmente inadatti a gasazioni omicide in
quanto manchevoli delle usuali misure di sicurezza (ad es. porte e
vetri a tenuta stagna). Da ciò nacquero una congerie di studi
riguardanti aspetti storiograficamente marginali ma considerati
assolutamente essenziali dai negazionisti, quali la forma e le misure
dei pertugi attraverso i quali lo Zyklon B veniva introdotto nelle
camere a gas; la forma e la struttura delle loro porte; l'esatta
misurazione dell'area di tutti gli ambienti dedicati allo sterminio e
così via.
Nel 1978, Faurisson pubblicò un lungo
articolo nel quale affermò che il Diario di Anna Frank in realtà
fosse un falso, prodotto artificiosamente dal padre di Anna, Otto
Frank. Il tema della veridicità del Diario è un classico topos
negazionista, ma Faurisson diede alla questione un taglio volutamente scientifico mai prima così approfondito, causando molte
polemiche.
![]() |
| per Robert Faurisson e per altri storici il diario di Anna Frank è un falso |
Nel dicembre del 2006 ebbe luogo a
Teheran “la Conferenza internazionale per la revisione della
visione globale dell'Olocausto”, patrocinata dal presidente
iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla quale parteciparono molti storici
negazionisti e persino sei rabbini definiti "anti-sionisti".
Faurisson presentò in tale sede una relazione in cui esponeva
sinteticamente quelle che ritiene essere le più notevoli vittorie
che il negazionismo avrebbe ottenuto negli anni. In un'intervista del 5 febbraio 2008 rilasciata alla giornalista italiana Giovanna Canzano, Faurisson ha
dichiarato di essere giunto alla fine della sua carriera di storico,
a causa della sua vecchiaia e poiché ritiene oramai concluso il suo
compito, ossia di aver vinto la polemica scientifica contro i suoi
avversari.
Per le sue ricerche storiche e per le sue
affermazioni sulle sedicenti camere a gas lo storico negazionista
francese Robert Faurissson è stato aggredito più volte da commandi
della comunità ebraica.
| 16 settembre 1989: tramite una vile aggressione, da parte di un commando ebraico, viene spaccata la mascella al saggista francese Robert Faurisson
Video
Robert Faurisson: le camere a gas non sono mai esistite. Il diario di Anna Frank è un falso
Marcello Gardani 27/07/2010
associazionelibertaindividuale.blogspot.it
Egregi signori di InformazioneCorretta,
sono rimasto esterrefatto nel leggere sulle Vostre pagine
http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=2&sez=110&id=20541
appelli alla chiusura di siti internet Revisionisti e APPREZZAMENTO PER L'AGGRESSIONE FISICA E VIOLENTA subita da esponenti Revisionisti come Robert Faurisson, che voleva descrivere le proprie idee storiche di revisione del cosiddetto “Olocausto”.
Ciò significa voler impedire a chi, come me, vuole ascoltare entrambe le campane su argomenti controversi di storia di poter leggere quel che vuole od ascoltare chi vuole. Questo non lo permetto.
Lasciate che Vi dica sinceramente che tale pretesa è vergognosa e Vi chiedo un ripensamento, perché, come voi avete il pieno diritto di affermare le Vostre idee, lottiate per lasciare anche ai Vostri avversari uguale diritto di affermare e pubblicizzare le loro idee.
LA VERITÀ NON HA BISOGNO DI MANETTE O DI VIOLENZA PER AFFERMARSI, E SE NE HA BISOGNO ALLORA NON È LA VERITÀ.
Distinti saluti
Dott. Marcello Gardani
***
Risposta (anonima) di InformazioneCorretta:
Egr. Dr. Gardani,
è evidente che abbiamo un'opinione diversa su democrazia e libertà. Noi non crediamo che diffondere inviti allo sterminio sia esprimere un'opinione, così come crediamo che negare la Shoah sia una menzogna e non una libera espressione del proprio pensiero. Non è vero che tutte le azioni che esprimono un pensiero sono lecite, apra, per sincerarsene, i codici civili e penali. Se lei istiga qualcuno al suicidio, non esprime un suo diritto, ma commette un reato.
Che lei poi si preoccupi tanto della salute fisica del suo prossimo, torna a suo onore, ma non si è mai chiesto quali sono le teorie che Faurisson diffonde? Se le condivide, il nostro rapporto finisce qui. Se non le condivide, allora scriva a Faurisson e a tutti quei siti che diffondono odio, antisemitismo, e gli chieda come conciliano una società come quella che prefigurano con i diritti di libertà e democrazia.
Cordiali saluti,
IC redazione
***
Conclusioni di Marcello Gardani:
“Il nostro rapporto finisce qui”.
Tanto mi ha scritto l'anonimo “risponditore” di InformazioneCorretta (e perché anonimo? io ho scritto il mio nome e cognome: ci metto la faccia. Perché Lei no? Cos'è questo gettare il sasso e nascondere la mano?).
Se non credo alla Vostra “verità” ma alla “verità” di un altro, allora “Il nostro rapporto finisce qui”. Ne prendo atto.
Però mi sembra una ben miseranda conclusione.
Infatti, se invece di far “finire qui” il nostro rapporto, l'anonimo di InformazioneCorretta mi avesse scritto:
“Sono disponibile ad un ampio contraddittorio anche pubblico per dimostrarLe che Lei sbaglia ed io ho ragione”, magari coinvolgendo uno Storico Revisionista “vero” (che so: proprio Faurisson, o Mattogno...) Lei avrebbe catturato la mia approvazione ed il mio apprezzamento.
Se poi avesse proposto un incontro pubblico, un dibattito in contraddittorio con lo Storico Revisionista citato, mi avrebbe addirittura mandato in visibilio, per la soddisfazione, ed avrei ascoltato con la massima attenzione le argomentazioni di entrambi.
Se le Vostre ragioni sono buone e fondate storicamente e scientificamente e quelle dei Revisionisti sono cattive e infondate storicamente e scientificamente, vincereste a mani basse e potreste ridicolizzare le tesi dei Revisionisti, guadagnando appoggi alla Vostra tesi.
Perché rinunciate a vincere?
PERCHÉ RINUNCIATE A VINCERE?
Invece Lei ci ha rinunciato: “Il nostro rapporto finisce qui”. Sa tanto di coda di paglia...
Sì, perché ammetto che dopo aver comparato ampiamente le ragioni dei Revisionisti (come Faurisson) e quelle degli Sterminazionisti (od Olocaustici), devo dire che le prime mi hanno convinto e le seconde no.
E quindi Lei tronca qui il “nostro rapporto”.
Liberissimo di farlo, però a questo punto mi sento di dover esprimere qualche altra considerazione:
In primo luogo, NON ho letto una Vostra condanna dell'aggressione e della violenza contro Robert Faurisson. Quindi rimane valida la Vostra APPROVAZIONE della violenza come metodo per tacitare gli storici avversari, e questo da solo Vi squalifica.
Inoltre, è opportuno precisare che fino a 40 anni ho creduto acriticamente alle camere a gas NazionalSOCIALISTE ed ai sei milioni di Ebrei gassati nei Lager. Avevo letto interi libri e molti articoli sull'argomento e non avevo il minimo dubbio che tutto fosse vero.
Poi, per curiosità, ho letto alcune pagine Revisioniste, chiedendomi chi potesse essere così pazzo da sostenere che le camere a gas nei Lager non esistessero.
Ho letto proprio le pagine revisioniste che Voi - guarda caso - vorreste censurare su scala planetaria, impedendo di leggerle a tutti noi ed anche al sottoscritto.
Ebbene, molte argomentazioni Revisioniste erano così fondate storicamente e scientificamente che hanno incrinato pesantemente le mie precedenti convinzioni.
IO HO IL CORAGGIO DI CAMBIARE OPINIONE. SEMPRE.
Una cosa FONDAMENTALE che mi ha favorevolmente impressionato nei siti Revisionisti sta nel fatto che essi non chiedono la chiusura violenta dei siti Sterminazionisti (o Olocaustici): certi arrivano addirittura a mettere, sulle loro pagine, dei link che puntano ai siti avversari (Sterminazionisti), per far leggere a tutti le Vostre argomentazioni!
DIFFERENZA QUALITATIVA ESTREMA, che piace tanto a chi - come me - è abituato a leggere diverse voci su ogni argomento, per raggiungere una propria comprensione più profonda.
Il punto DECISIVO che mi ha convinto è che, se i Revisionisti come Faurisson POSSONO avere torto, quelli che li vogliono battere non con argomentazioni storiche e scientifiche, ma impedendo con la violenza dello Stato o propria a me e a miliardi di altri come me di leggere le sue argomentazioni, quelli SICURAMENTE HANNO TORTO.
E se Voi siete nel numero allora ci raccontate premeditate MENZOGNE.
Come potete arrogarvi il diritto di impedirmi di leggere quello che voglio??? Io ve lo proibisco: leggete e scrivete quel che volete ma non sognatevi di impedirmi di leggere quel che voglio io.
Tutti i miliardi di persone che vivono sulla Terra hanno il diritto di leggere quel che vogliono, e Voi non avete il minimo diritto di impedirglielo, sotto nessuna scusa o giustificazione.
Se non siete convinti di qualche argomentazione criticatela ed attaccatela nel merito, ma non sognatevi di impedire a tutti noi di leggerle liberamente.
SOLO LE MENZOGNE HANNO BISOGNO DELLA CENSURA PER PREVALERE SULLE IDEE ALTRUI. Rinnovo il mio invito perché confutiate le argomentazioni contrarie con altre argomentazioni e non con la violenza, Vostra o dello Stato. Anzi Vi invito a batterVi per abolire tutte le norme criminali che rendono un reato gravemente perseguitato la libera espressione delle proprie convinzioni storiche.
Convinzioni su cui sono sempre pronto a cambiare opinione, se me ne fornirete un motivo che mi convinca. Distinti saluti. Dr. Marcello Gardani
|
“Una nota sulla pretesa camera a gas dello Struthof”
Etichette:
2 guerra mondiale,
anna frank,
camere a gas,
campi nazisti,
commando ebraico,
ebrei,
massoneria,
negazionismo,
olocausto,
otto frank,
robert faurisson,
shoah,
Struthof,
Zyklon B
domenica 23 giugno 2013
L'olocausto ebraico è una menzogna - non è andato come ci hanno raccontato
Siamo
schiavi, da secoli ormai, della mafia massonica-talmudica
rothschildiana che possiede il ben 96% dell'intera informazione
mondiale e che continua sistematicamente a far il lavaggio del
cervello tramite informazioni mistificate e menzogne storiche.
Quello
che finora abbiamo imparato sui libri di scuola sono soltanto
menzogne, che sono state scritte per renderci schiavi di questa setta
talmudica-rothschildiana, che ci ha ormai incatenati e resi schiavi
ponendoci le sue catene non ai piedi ma nella testa.
Qualcuno
però, grazie al web, ci sta aprendo gli occhi e così ormai
cominciamo a capire che non tutto quello che ci hanno raccontato e
non tutto quello che ci hanno costretto ad imparare corrisponde alla
verità.
«Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione
bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta, principalmente,
dall’alta finanza ebraica, attraverso la Svezia: ciò non è che un
aspetto della messa in atto del complotto del 1773». (“Times” del 10 marzo 1920)
![]() |
| I Rothschild, padroni del mondo e mistificatori della verità |
La bugia dell'olocausto (fonte http://noruleshere.forumfree.it/?t=59956060)
Premetto
che non nego che siano morte migliaia di persone, ma permettetemi di
spiegare le mie tesi e se ne avete la pazienza leggete fino in fondo.
L'olocausto ebraico è una menzogna, semplicemente perché non sono
mai morti 6 milioni di ebrei, perché non sono mai esistite camere a
gas, perché non veniva ucciso chi era inabile al lavoro ecc. Vi
starete chiedendo come traggo certe conclusioni che per il pensar
comune sono agghiaccianti. Bene, a sostegno delle mie prove vi sono
documenti, foto, testimonianze e scritti. Partiamo dal fatto che
molti non sanno che gli ebrei dichiararono guerra alla Germania il 24
marzo 1933(ho la foto del giornale, tra l'altro inglese, originale),
Hitler salì al potere il 30 gennaio 1933, non aveva ancora pieni
poteri, ma gli ebrei capirono subito che sarebbe stato un pericolo
per il loro potere economico che metteva in ginocchio il paese da
secoli. Parliamo ora della cifra esagerata dei 6 milioni. Le prove
parlano di 300.000 morti, ben diverso come numero da 6 milioni.
Volete
le prove? Allora ben due censimenti della croce rossa internazionale
dichiarano che i morti sono stati circa 300000 (anche di questi
documenti ho le foto). Ecco ora una bel colpo per chi supporta lo
sterminio, il censimento ebraico. Secondo l'Appendice N°VII,
"Statistiche sull'Affiliazione Religiosa", del libro del
Senato Americano "A Report of the Committee on the Judiciary of
the United States Senate" del 1950, il numero di Ebrei nel mondo
in quell'anno era di 15.713.638. La stessa fonte nel 1940 riporta il
numero di Ebrei nel mondo a 15.319.359. Se lo studio statistico del
governo Americano é corretto la popolazione Ebraica non diminuì
durante la guerra, ma subì un piccolo incremento. Nel 1938
L'Annuario Mondiale ("World Almanac") censisce 15.688.259
ebrei, in tutto il mondo. Questo dato è fornito al "World
Almanac" dall' "American Jewish Committee" (Comitato
Ebreo Americano) e, altresì, dal "Jewish Statistical Bureau of
the Synagogues of America. Nel 1948 secondo un articolo apparso nel
"New York Times" del 22 febbraio 1948, firmato dal Mr.
Hanson W. Baldwin, esperto di questioni demografiche del giornale,
gli ebrei esistenti in tutto il mondo sono valutati tra i 15.600.000
e i 18.700.000. Va detto che oltretutto il direttore e proprietario
del giornale è l'ebreo Arthur Sulzberger, noto come sostenitore
incondizionato del Sionismo.
![]() |
Accogliendo
dunque la valutazione superiore di Mr. Baldwin, cioè di 18.700.000
ebrei, risulterebbe che, nei dieci anni intercorsi dal 1938 al 1948 -
periodo che include gli anni del conflitto 1939-1945 e durante i
quali si pretende che Hitler abbia fatto ammazzare sei milioni di
ebrei, la popolazione mondiale ebraica sarebbe nondimeno aumentata di
oltre tre milioni di unità. Ora parliamo delle camere a gas. Non vi
è nessuna e dico nessuna prova che siano mai esistite. Voi magari
farete appello alle testimonianze dei sopravvissuti, ma lasciate che
mi spieghi. Il gas utilizzato per queste presunte gasazioni era lo
zyklon B, un gas cianidrico, tutt'ora prodotto, utilizzato per la
disinfezione di abiti e abitazioni. Questo gas veniva utilizzato
quindi per la disinfezione dai pidocchi portatori di tifo, malattia
di cui s'ammalarono anche migliaia di tedeschi nei campi. C'è da
dire che questo gas è anche molto infiammabile e comunque tossico.
Oggi per areare un locale in cui è stato utilizzato tale gas ci
vogliono circa 20 ore. Vi sono invece testimonianze, ovviamente
false, che raccontano che le guardie tedesche entrassero dopo 10
minuti dalla gasazione a raccogliere i cadaveri. Per non parlare di
quelle testimonianze che dicono che i soldati entravano fumando o
mangiando. Conclusioni, ora per quanto riguarda il trattamento che
veniva riservato a prigionieri di guerra, da una nazione che stava
perdendo la guerra, che non aveva più risorse e che era al tracollo,
propongo questo link, che riporta eloquenti scritti di primo levi,
decisamente in contrasto con quello che ci vogliono far credere: http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/0...i-ed-i-cap.html
L’OLOCAUSTO
– LA GRANDE MENZOGNA (Spunti revisionistici)
- di Dagoberto Bellucci
“”Negazionismo” è un neologismo, di origine forse francese
e di diffusione sicuramente internazionale, per un fenomeno
culturale, politico e giuridico non nuovo. Si manifesta in
comportamenti e discorsi che hanno in comune la negazione, almeno
parziale, della verità di fatti storici percepiti dai più come
fatti di massima ingiustizia e pertanto oggetto di processi di
elaborazione scientifica1 e/o giudiziaria di responsabilità. Mentre
i dibattiti politici e culturali aperti all’opinione pubblica
stentano a separare il negazionismo dal revisionismo, storici e
giuristi cercano di circoscrivere il problema designato dal termine
da un lato al campo dei fatti della storia contemporanea, dall’altro
lato a fatti qualificabili come reati internazionali di genocidio e
reati contro l’umanità.
Partendo dall’esperienza concreta dell’olocausto e dalla “Convenzione Internazionale sulla prevenzione e punizione del crimine di genocidio del 1948″, l’antinegazionismo è, di conseguenza, l’insieme delle idee e delle pratiche che negano ogni giustificazione morale del negazionismo e combattono quanto meno la negazione di un genocidi. L’antinegazionismo giuridico pretende di armare la repressione penale ed un’azione politica ed amministrativa efficace di prevenzione.
Dal punto di vista del diritto costituzionale, negazionismo ed antinegazionismo pongono non pochi problemi. Occorre valutare il loro impatto sulle garanzie costituzionali della dignità umana, della
libertà di coscienza e di espressione, ma anche sulle altre libertà culturali, in particolare sull’autonomia culturale della ricerca scientifica e sui diritti culturali delle persone e delle generazioni passate e future.”
Partendo dall’esperienza concreta dell’olocausto e dalla “Convenzione Internazionale sulla prevenzione e punizione del crimine di genocidio del 1948″, l’antinegazionismo è, di conseguenza, l’insieme delle idee e delle pratiche che negano ogni giustificazione morale del negazionismo e combattono quanto meno la negazione di un genocidi. L’antinegazionismo giuridico pretende di armare la repressione penale ed un’azione politica ed amministrativa efficace di prevenzione.
Dal punto di vista del diritto costituzionale, negazionismo ed antinegazionismo pongono non pochi problemi. Occorre valutare il loro impatto sulle garanzie costituzionali della dignità umana, della
libertà di coscienza e di espressione, ma anche sulle altre libertà culturali, in particolare sull’autonomia culturale della ricerca scientifica e sui diritti culturali delle persone e delle generazioni passate e future.”
( Jorg Luther – “L’antinegazionismo nell’esperienza
giuridica tedesca e comparata” – “Intervenzione – Storia,
Verità, Diritto” , Roma 2008 )
Esiste
qualcosa di più assolutamente indiscutibile per gli storici
contemporanei, di così radicalmente insindacabile e insieme
dogmatico del mito dello sterminio ebraico?
Assolutamente niente di ciò che potrà succedere domani avrà mai
la stessa valenza e nell’immaginario collettivo lo stesso impatto
che dall’immediato secondo dopoguerra mondiale ha avuto la grande
menzogna del preteso olocausto.
Una storia tutta da riscrivere quella che viene propagandata e con
ogni mezzo e strumento diffusa ai quattro venti sui crimini dei quali
si sarebbero macchiati la Germania e il popolo tedesco.
Anni di cinematografia compiacente (Hoolywood d’altronde è un
noto feudo ebraico), decenni di inondazione culturale di testi, i
quali spesso non sono niente più che testimonianze di terza mano, e
infine programmi di vero e proprio lavaggio del cervello al quale
sono sottoposte le scolaresche nell’Europa sotto dittatura hanno
ovviamente formato la convinzione generale che l’olocausto dei sei
milioni di ebrei rappresenti un evento unico, appunto l’ “unicità”
che ne fanno un argomento tabù sul quale non si deve consentire né
un libero dibattito né alcuna forma di critica.
Criticare è lecito soprattutto quando si parte dai dati forniti
dalla storia, dalle statistiche, da quelle che furono le
dichiarazioni dell’epoca dei diversi attori interessati al
conflitto che sconvolse e distrusse il vecchio continente.
Al vaglio degli storici revisionisti sono passati centinaia,
migliaia, di documenti, di testimonianze dei processi istituiti dalle
potenze occupanti occidentali e poi non ultime tutte quelle prove che
avrebbero dovuto comprovare il preteso sterminio.
E più i revisionisti indagano meno certezze assume la storia
ufficiale.
L’inganno inizia a manifestarsi per quello che è: una ardita manovra
propagandistica, un enorme fandonia creata ad arte dalle centrali di
disinformazioni sioniste subito dopo la fine del conflitto per
sottomettere da un lato la Germania ad un senso di colpa che dura e
sopravvive a distanza di quasi settanta anni, dall’altro lato per
ricattare le nazioni dell’Occidente e ottenerne la cieca solidarietà,
aiuti finanziari ed economici nonché politico-diplomatici presso le sedi
internazionali al fine ultimo di costituire lo stato ebraico alias il
sedicente “Israele”.
Ma le bugie hanno le gambe corte e, come spesso capita, dopo decenni
di olo-truffa sono state dimostrate le molte incoerenze di testimoni
oculari che non avevano visto, di camere a gas costruite dopo il
conflitto, di forni crematori che non avevano cremato altri che
cadaveri, di pesticidi che sarebbero stati usati per le note gasazioni
….già fin dagli anni Cinquanta le storielle più fantasiose, quelle sui
paralumi di pelle umana e simili vennero confutate e infine smentite
clamorosamente.
La storiografia revisionista ha messo a segno diversi colpi nel corso
degli ultimi anni: è il motivo per cui gli storici che appartengono a
questa corrente che intende indagare e fare piena luce su una delle
tragedie più importanti dell’ultima guerra mondiale sono vittime di
continui attacchi sui media e anche fisicamente alla loro persona.
I revisionisti vengono incarcerati in quei paesi dove esiste una
legislazione liberticida che nega qualunque dibattito sereno sugli
episodi chiave della storia contemporanea: in Belgio, Francia, Austria e
Germania si rischiano dai 3 ai 5 anni a negare l’olocausto.
E non bastando la repressione del pensiero e della libertà di
opinione la lobby sterminazionista ha pensato bene da anni di diffondere
le proprie menzogne attraverso speciali programmi didattici che
interessano le scuole soprattutto medie e superiori dove i poveri
studenti sono sottoposti a un vero e autentico esperimento di
lobotomizzazione attraverso visite guidate presso le sinagoghe, filmati
unilaterali sul conflitto, visioni di film quali “Holocaust”, “Schindler
List”, “La vita è bella” e per molti quella sorta di “pellegrinaggio”
laico ad Auschwitz il ‘campo’ per eccellenza, laddove – racconta la
storiografia sterminazionista – si sarebbe manifestato nel modo più
atroce lo “sterminio”.
Non siamo storici e lasciamo quindi la parola agli storici offrendo
al lettore alcune dichiarazioni dei più autorevoli studiosi della
corrente revisionista.
Parole che potranno scuotervi dal torpore sistemico al quale siete stati abituati.
Parole che meritano attenzione perché disintegrano l’unico, l’ultimo,
dogma rimasto a questa società senza Dio e senza ideali che è
l’Occidente giudaico-mondialista. Un dogma al quale sembra essersi
inchinata definitivamente anche la Chiesa cattolica e che rappresenta
manifestamente il potere ricattatorio dell’Internazionale Ebraica nei
confronti delle società europee, dei loro governi di marionette al
servizio degli interessi sionisti e, più in generale, dell’opinione
pubblica creata ad arte dai centri di diffusione di menzogne che sono le
grandi agenzie di stampa internazionali, i grandi quotidiani, i mezzi
radiotelevisivi delle grandi catene d’informazione.
Ecco di seguito alcune dichiarazioni di autorevoli esponenti mondiali della corrente revisionista.
(continua
a leggere: http://dagobertobellucci.wordpress.com/2011/07/29/lolocausto-la-grande-menzogna-spunti-revisionistici/ )
Video-Verità
David Cole è uno storico
revisionista ebreo, e in quanto tale più difficilmente attaccabile dalla
critica e agevolato nello studiare l'olocausto senza il timore di
essere bollato come antisemita.
La verità dietro i cancelli di Auschwitz - David Cole
Iscriviti a:
Post (Atom)





