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lunedì 2 ottobre 2023

Eva Braun e il vero volto del Nazionalsocialismo


EVA BRAUN ci mostra attraverso le sue foto e i suoi filmati il vero volto del Nazionalsocialismo: quei 12 anni in cui Adolf Hitler fu cancelliere e Führer della Germania.

                        Eva Braun

Eva Braun è stata compagna e moglie di Adolf Hitler. E’ stata anche fotografa e autrice di filmati e documenti, che  convalidano la vera politica e i veri programmi del terzo Reich. Grazie anche ai suoi filmati che vengono messi in rete, abbiamo la possibilità di conoscere adesso il vero volto del Nazionalsocialismo. La storia che finora ci hanno raccontato su Hitler e sul Nazionalsocialismo è un cumulo di menzogne.

           Eva Braun con Adolf Hitler


martedì 19 settembre 2023

ecco perché siamo Nazionalsocialisti

             Adolf Hitler 

Siamo Nazionalsocialisti perché difendiamo il diritto all’esistenza del nostro Popolo in questo mondo, per il quale bisogna lottare. Il sangue della moltitudine dei nostri camerati può essere impegnato in questo compito solo se sanno che la lotta non serve ad una classe particolare, ma a tutto il nostro Popolo. Verrà il giorno in cui il popolo tedesco si alzerà e spezzerà le sue catene. Milioni di cuori crederanno in questa unica fede e convinzione onnicomprensiva. Non lottiamo per la classe media tedesca e nemmeno per il proletariato tedesco. Noi combattiamo per il nostro popolo, per moglie e figli, per i figli dei nostri figli! Questo è ciò che ci rende Nazionalsocialisti.

Adolf Hitler, 9 aprile 1927                                      

lunedì 27 febbraio 2023

ecco perché odiano la Germania

 Era l’8 novembre 1939, da appena due mesi la Germania era in armi, quando Adolf Hitler, 
nel suo discorso di accusa contro coloro che avevano incitato alla guerra, disse:

«Costoro odiano lo spirito sociale della Germania! Questa Germania della previdenza, dell’equilibrio sociale, della soppressione delle differenze di classe, la odiano! La Germania che nel corso di sette anni si è sforzata di render possibile ai suoi cittadini una vita decorosa, essi la odiano! La Germania che ha tolto di mezzo la disoccupazione che essi, con tutte le loro ricchezze, non sono capaci di estirpare, essi la odiano!La Germania che dà ai suoi operai abitazioni decenti è quella che essi odiano, perché hanno l’impressione che il loro stesso popolo potrebbe essere “infettato” da questo esempio. Odiano la Germania della legislazione sociale; la Germania che celebra il 1° Maggio quale festa dell’onesto lavoro. Odiano la Germania che ha iniziato la lotta per migliorare le condizioni di esistenza. Proprio questa Germania essi odiano».
Ecco spiegata, attraverso le parole del Führer, la politica sociale che il Nazionalsocialismo volle realizzare durante i pochi anni di vita del III Reich, scatenando le ire dell’Alta finanza internazionale, del Capitalismo mondialista e del Marxismo cosmopolita – che si vide defraudato del tema della rivoluzione sociale. Applicando il presupposto che la migliore politica sociale rappresentasse al contempo la migliore politica economica, apparve evidente come il Nazionalsocialismo stesse modificando, con una sequenza inarrestabile d’interventi, l’assetto sostanziale di quella che era stata fino ad allora la vita sociale ed economica della Germania. Attraverso l’organizzazione d’imponenti campagne per la creazione di nuovi posti di lavoro, affiancate da politiche sociali reali e concrete che procurarono evidenti ritorni di entusiastica fiducia nella popolazione e giustificate speranze verso l’avvenire, il Nazionalsocialismo risolse la drammatica piaga della disoccupazione e riorganizzò radicalmente la produzione industriale e quella contadina. Il tutto a esclusivo beneficio della Comunità di Popolo. 
      Adolf Hitler



la verità storica imposta per legge è Menzogna


 

Il pensiero totalitario imposto per legge aggredisce i fatti, trasforma la menzogna in verità.

Robert Faurisson afferma:

Le sedicenti “camere a gas” e il presunto “genocidio nazista” degli Ebrei formano una sola e propria menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico-finanziaria, di cui i principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale, e di cui le principali vittime sono il Popolo tedesco, ma non i loro dirigenti, e l'intero Popolo palestinese.

Perché volete impedirci su scala planetaria di fare ricerche storiche o dubitare delle vostre verità?

Perché fate condannare dai vostri tribunali i revisionisti e tutti i ricercatori storici?

Perché i vostri continui appelli per far chiudere siti Internet di Revisionisti?

E perché avete mostrato sempre la vostra totale soddisfazione alle vili e violente aggressioni fisiche ai Revisionisti, come ad esempio l'aggressione al saggista francese Robert Faurisson?

Per le sue ricerche storiche e per le sue affermazioni sulle sedicenti camere a gas lo storico negazionista francese Robert Faurisson è stato aggredito più volte da commandi della comunità ebraica. 

venerdì 10 settembre 2021

la profezia di Joseph Goebbels, Berlino 18 febbraio 1943

LA PROFEZIA DI JOSEPH GOEBBELS !!!

(quello che stiamo vivendo oggi era stato previsto da J. Goebbels nel febbraio del 1943) Continuare ad accusare la Germania ed il Nazionalsocialismo di colpe mai commesse non è più storicamente sostenibili. I vincitori criminali della seconda guerra mondiale stanno portando l'Europa ed il mondo intero allo sfacelo più assoluto.

Joseph Goebbels ci aveva avvertiti, a Berlino, il 18 febbraio del 1943 con il suo discorso sulla guerra totale.

L’ebraismo internazionale è il fermento diabolico della decomposizione che prova una cinica soddisfazione nel trascinare il mondo nel caos più profondo e nel distruggere antiche culture nella cui edificazione non ha avuto ruolo alcuno. Noi sappiamo anche qual è la nostra responsabilità storica. Duemila anni di civiltà occidentale sono in pericolo.”


          Paul Joseph Goebbels (Rheydt29 ottobre 1897 – Berlino1º maggio 1945) è stato        un politico e giornalista tedesco

sabato 1 febbraio 2020

…e così hanno reso illegale la verità – la conoscenza ci rende liberi – Wissen macht frei

..e così hanno reso illegale la verità, esattamente così come hanno reso illegale il fascismo e il nazionalsocialismo, regimi che operavano solo a beneficio della comunità di Popolo.
“27 gennaio “giorno della memoria”, forse sarebbe più opportuno definirlo giorno di “UNA MEMORIA”, ovvero la memoria degli eletti, da loro stessi per giunta…
Il mondo ha vissuto in passato altri genocidi, ma quello ebreo sembra essere l’unico a dover essere tramandato… le atrocità subite dai pellerossa americani (circa 10 milioni di vittime tra i nativi, con i sopravvissuti relegati nelle riserve, i primi vagiti della grande democrazia a stelle e strisce…) sono forse un’invenzione? Le foibe titine? Realtà nostrana arbitrariamente occultata per più di mezzo secolo! I crimini “risorgimentali” ai danni delle popolazioni meridionali, un esempio su tutti il lager di Fenestrelle, i massacri nei gulag russi e rossi (si pensi che i morti nei campi di concentramento sovietici sono superiori alla somma complessiva delle vittime dei due conflitti mondiali) gli stermini ai tempi del colonialismo e, purtroppo, di esempi ce ne sarebbero così tanti...

Video: 
  wissen macht frei - la verità ci rende liberi

venerdì 31 gennaio 2020

l'ebreo di Joseph Goebbels - der Jude von Joseph Goebbels

Joseph Goebbles, politico, giornalista e gerarca nazionalsocialista
Der Angriff, 21 janvier, 1929
Der Angriff. Aufsätze aus der Kampfzeit, 1935 pp. 322-324

Tutte le domande vengono discusse apertamente in Germania e ogni tedesco rivendica il diritto di decidere in un modo o nell'altro in tutte le domande. Uno è cattolico, l'altro protestante, l'altro datore di lavoro, il capitalista, il socialista, il democratico, l'aristocratico. Una determinazione su questa o quella parte non ha nulla di disonorevole per il contemporaneo. Succede in pubblico, e dove le contraddizioni appaiono ancora poco chiare e confuse, vengono ripulite dalla discussione nel discorso e nel contro-discorso.
C'è solo un problema che viene rimosso da questo trattamento pubblico, ed è irritante solo nominarlo: la questione ebraica. È un tabù nella Repubblica.
L'ebreo è immunizzato contro tutte le ferite: stracci, parassiti, imbroglioni, cursori, gli scorre addosso come acqua sulla sua giacca di catrame. Chiamalo ebreo e rimarrai stupito nel vedere come sussulta, come viene colpito, come improvvisamente collassa molto piccolo:
"Sono riconosciuto."

È inutile difendersi dagli ebrei. Si sposterà dalla sua sicurezza per attaccare alla velocità della luce e usare la rabbia per rompere tutti i mezzi di difesa contro l'avversario.
Trasforma rapidamente il nemico in ciò che realmente voleva combattere: il bugiardo, il piantagrane, il terrorista. Niente sarebbe più sbagliato che cercare di difendersi da esso. L'ebreo lo vuole. Quindi inventa nuove menzogne ​​ogni giorno, contro le quali il suo avversario deve affrontare più di un combattimento, e il risultato è che per motivi di giustificazione non arriva a ciò che l'ebreo teme realmente: attaccarlo. L'imputato ora è diventato l'accusatore e con un sacco di urla spinge l'imputato nel molo. Questo è sempre stato il caso in cui una persona o un movimento erano subordinati alla lotta contro gli ebrei. Sarebbe lo stesso per noi se non fossimo stati completamente concentrati sulla sua natura e se non avessimo avuto il coraggio di trarre le nostre conclusioni radicali da questa conoscenza.

E questi sono:
1. Non puoi combattere positivamente gli ebrei. È negativo e questo negativo deve essere cancellato dal conto tedesco, altrimenti rovinerà il conto per sempre.
2. Non si può trattare con l'ebreo della questione ebraica. Non puoi dimostrare a nessuno che hai il diritto e il dovere di renderlo innocuo.
3. La lotta non deve essere accordata all'ebrea i mezzi che sono concessi a ogni avversario onesto; perché non è un avversario onesto; utilizzerà solo magnanimità e cavalleria per catturare il suo nemico.
4. L'ebreo non ha voce in capitolo nelle domande tedesche. È uno straniero, uno straniero che gode solo dell'ospitalità tra noi e senza eccezioni in modo offensivo.
5. La cosiddetta moralità religiosa dell'ebreo non è la moralità, ma una guida alla frode. Ecco perché non ha diritto alla protezione e alla protezione dall'autorità statale.
6. L'ebreo non è più intelligente di noi, ma solo più sofisticato e astuto. Il suo sistema non può essere rotto economicamente - combatte economicamente secondo leggi morali completamente diverse da noi - ma solo politicamente.
7. Un ebreo non può insultare un tedesco. Le diffamazioni ebraiche sono solo cicatrici d'onore per un avversario tedesco degli ebrei.
8. Il valore di una persona o movimento tedesco aumenta con l'opposizione dell'ebreo. Se qualcuno è combattuto dall'ebreo, questo parla assolutamente per lui. Chi non è perseguitato o addirittura elogiato dall'ebreo è inutile e dannoso.
9. L'ebreo giudica sempre le domande tedesche da un punto di vista ebraico. Quindi è vero il contrario di quello che dice.
10. Devi dire sì o no all'antisemitismo. Coloro che risparmiano gli ebrei peccano contro il loro stesso popolo. Puoi essere solo un servitore o un avversario dell'ebreo. L'opposizione agli ebrei è una questione di pulizia personale.

Con questi principi, il movimento antiebraico ha possibilità di successo. E un tale movimento è quindi solo preso sul serio e temuto dagli ebrei.
Il fatto che faccia rumore e ribelli è solo la prova che è corretto. Non vediamo quindi l'ora di trovare immediatamente la ricevuta pertinente su queste righe nelle gazzette ebraiche. Potresti urlare il terrore lì. Rispondiamo con la nota parola Mussolini:
"... Terrore? Mai! È igiene sociale. Portiamo queste persone fuori circolazione, come se un dottore rimuovesse un bacillo …"

Original in Deutcher Sprache
Über alle Fragen wird in Deutschland offen diskutiert, und jeder Deutsche nimmt für sich das Recht in Anspruch, sich in allen Fragen so oder so zu entscheiden. Der eine ist Katholik, der andere Protestant, der andere Arbeitgeber, der Kapitalist, der Sozialist, der Demokrat, der Aristokrat. Eine Festlegung nach dieser oder jener Seite hat für den Zeitgenossen nichts Entehrendes an sich. Sie geschieht in aller Öffentlichkeit, und wo die Gegensätze noch unklar und verworren erscheinen, da reinigt man sie durch Diskussion in Rede und Gegenrede.
Einzig ein Problem ist dieser öffentlichen Behandlung entzogen, und es wirkt schon aufreizend, es nur zu nennen: Die Judenfrage. Sie ist tabu in der Republik.
Gegen alle Injurien ist der Jude immunisiert: Lump, Parasit, Betrüger, Schieber, das läuft an ihm herab wie Wasser an der Teerjacke. Nenne ihn Jude, und Du wirst mit Erstaunen feststellen, wie er aufzuckt, wie er betroffen wird, wie er plötzlich ganz klein in sich zusammensinkt:
"Ich bin erkannt. "
Es ist zwecklos sich gegen den Juden zu verteidigen. Er wird blitzschnell aus seiner Sicherheit zum Angriff vorgehen und mit seiner Rabulistik alle Mittel der Verteidigung beim Gegner zerbrechen.
Schnell macht er aus dem Gegner das, was der eigentlich an ihm bekämpfen wollte: den Lügner, den Unruhestifter, den Terroristen. Nichts wäre falscher, als wollte man sich dagegen verteidigen. Das möchte der Jude ja. Er erfindet dann täglich neue Lügen, gegen die sich sein Gegner numehr zur Wehr setzen muß, und das Ergebnis ist, er kommt vor lauter Rechtfertigung nicht zu dem, was der Jude eigentlich fürchtet: ihn anzugreifen. Aus dem Angeklagten ist nun der Ankläger geworden, und der drückt mit viel Geschrei den Ankläger in die Anklagebank hinein. So ging es bisher immer, wenn ein Mensch oder eine Bewegung sich unterstand, den Juden zu bekämpfen. So auch würde es uns ergehen, wären wir nicht bis ins letzte über seine Wesenheit orientiert, und hätten wir nicht den Mut, aus dieser Erkenntnis unsere radikalen Schlüsse zu ziehen. Und die sind:
1. Man kann den Juden nicht positiv bekämpfen. Er ist ein Negativum, und dieses Negativum muß ausradiert werden aus der deutschen Rechnung, oder es wird ewig die Rechnung verderben.
2. Man kann sich mit dem Juden nicht über die Judenfrage auseinandersetzen. Man kann ja doch niemandem nachweisen, daß man das Recht und die Pflicht habe, ihn unschädlich zu machen.
3. Man darf dem Juden im Kampf nicht die Mittel zubilligen, die man jedem ehrlichem Gegner zubilligt; denn er ist kein ehrlicher Gegner; er wird Großmut und Ritterlichkeit nur dazu ausnutzen, seinen Feind darin zu fangen.
4. Der Jude hat in deutschen Fragen nicht mitzureden. Er ist Ausländer, Volksfremder, der nur Gastrecht unter uns genießt, und zwar ausnahmslos in mißbräuchlicher Weise.
5. Die sogenannte religiöse Moral des Juden ist keine Moral, sondern eine Anleitung zum Betrug. Deshalb hat sie auch kein Anrecht auf Schutz und Schirm der Staatsgewalt.
6. Der Jude ist nicht klüger als wir, sondern nur raffinierter und gerissener. Sein System kann nicht wirtschaftlich – er kämpft ja wirtschaftlich unter ganz anderen Moralgesetzen als wir -, sondern nur politisch gebrochen werden.
7. Ein Jude kann einen Deutschen gar nicht beleidigen. Jüdische Verleumdungen sind nur Ehrennarben für einen deutschen Judengegner.
8. Der Wert eines deutschen Menschen oder einer deutschen Bewegung steigt mit der Gegnerschaft des Juden. Wird jemand vom Juden bekämpft, so spricht das absolut für ihn. Wer nicht vom Juden verfolgt oder gar von ihm gelobt wird, der ist nutzlos und schädlich.
9. Der Jude beurteilt deutsche Fragen immer vom jüdischen Standpunkt aus. Deshalb ist das Gegenteil von dem was er sagt richtig.
10. Man muß zum Antisemitismus ja oder nein sagen. Wer den Juden schont, der versündigt sich am eigenen Volk. Man kann nur Judenknecht oder Judengegner sein. Die Judengegnerschaft ist eine Sache der persönlichen Sauberkeit.

Mit diesen Grundsätzen hat die judengegnerische Bewegung Aussicht auf Erfolg. Und eine solche Bewegung wird vom Juden deshalb auch nur ernst genommen und gefürchtet.
Daß er dagegen lärmt und aufbegehrt, ist nur ein Beweis dafür, daß sie richtig ist. Wir freuen uns deshalb darauf, umgehend auf diese Zeilen in den jüdischen Gazetten die diebezügliche Quittung zu finden. Man mag dort Terror schreien. Wir antworten darauf mit dem bekannten Wort Mussolinis:
"…Terror? Niemals! Es ist Sozialhygiene. Wir nehmen diese Individuen aus dem Umlauf, wie ein Mediziner einen Bazillus aus dem Umlauf nimmt…"

giovedì 30 gennaio 2020

sempre più gente non crede all'olocausto. Ursula Haverbeck, la paladina dei negazionisti

In Europa: sempre più gente non crede all'olocausto ebraico.
Non solo in Italia ma nell'intero continente europeo sono sempre di più le persone che non credono all'olocausto ebraico. 
In Germania la paladina dei negazionisti è Ursula Haverbeck. Nata nel 1928, è diventata l'icona dei negazionisti dell'olocausto e la paladina dei neo-nazionalsocialisti. Nel 2003 davanti al castello di Wartburg ha affermato che non ci fu nessun olocausto.
Dal 2004, ha subito molte azioni legali per aver negato la Shoah, che in Germania è illegale. Nel 2015, all'età di 87 anni, è stata condannata a 10 mesi di carcere. Viene condannata più volte per numerose accuse. In ragione dei suoi vari ricorsi, è stata imprigionata nel 2018. Per Ursula Haverbeck l'olocausto è la più grande menzogna della Storia.
Ursula Haverbeck da giovane e come è adesso. E' nata in Germania (8 novembre 1928 a Winterscheid /Hessen)
“Aumentati in pochi anni gli italiani che non credono all’Olocausto”
L'indagine condotta dall'Eurispes: risultano in aumento anche coloro che ne ridimensionano la portata (dall'11,1% al 16,1%)
ROMA. il 15,6% degli italiano nega la Shoah. Lo rileva il 32mo “Rapporto Italia 2020”dell'Eurispes. L'affermazione secondo la quale gli ebrei controllerebbero il potere economico e finanziario - prosegue il rapporto Eurispes - raccoglie il generale disaccordo degli italiani (76%), non manca però chi concorda con questa idea (23,9%). Gli ebrei controllerebbero i mezzi d'informazione a detta di più di un quinto degli italiani intervistati (22,2%), mentre i contrari arrivano al 77,7%.


mercoledì 6 novembre 2019

aspetto esoterico del Nazionalsocialismo. Miguel Serrano su Adolf Hitler

L’Ebraismo internazionale ha cercato di comperare e di corrompere il Führer Adolf Hitler con il denaro e con false promesse, ma senza riuscirci.
Disse Karl Gustav Jung: “Hitler è un Boddhisattva, è un Trülku, è un avatara, ovvero una divinità scesa sulla terra. Hitler riveste un potere magico, che deve portare ad un risveglio totale del Sangue, come Vessillo e Insegna principale per la Nuova Era.
Adolf Hitler rappresenta l’Emblema della Nuova Civiltà Solare, fondata sul Sangue, sul Genio creativo del singolo, sulla Volontà di marciare uniti verso un Obiettivo Ariano: la Trascendenza come Popolo Superiore.
“Hitler è un vaso spirituale, una semi-divinità; ancor meglio, un Mito. Mussolini è un uomo e, conseguentemente, nell’Italia fascista ogni cosa ha un carattere più umano che nella Germania nazionalsocialista, in cui le cose si danno per rivelazione”.
Karl Gustav Jung è stato l’unico del nostro tempo a riferirsi ad Hitler in quel modo, sebbene dopo la guerra, che anche egli perse, abbia voluto smentirsi, facendo dimenticare ciò che disse con dichiarazioni contraddittorie e poco felici. Meglio sarebbe stato serbare il silenzio.
Dice Miguel Serrano: “È così. L’archetipo iperboreo elegge i mezzi più adatti affinché il suo intervento in questo mondo abbia efficacia. Prepara, monta il suo “macchinario”. Niente di più adatto per l’espressione di un archetipo dell’inconscio collettivo ariano – per continuare con la terminologia junghiana – che il popolo di razza germanica con il suo sentimento di postergazione come suo motore dinamico.”.
Quando Hitler affermò che “la razza dello spirito (l’”allevamento razziale”) era più solida e duratura di una razza puramente biologica”, ponendo come esempio lo stesso giudeo – “il  più lontano degli animali sulla terra” -, forse stava riferendosi a quella stessa cosa, a quel “Patto” che egli non arrivò a realizzare pienamente: “La mancanza di tempo non ci ha  permesso di realizzare pienamente i nostri sogni e per la stessa cosa, i risultati di questa guerra saranno conseguenti” (si veda “II Cordone Dorato”). Non poté fare di più che  vincere perdendo, per ora
Le menzogne con le quali il mondo giudaico ha cercato di insozzare la Figura del Führer (Hitler ebreo, Hitler omosessuale, Hitler impotente, eccetera) sono solo una delle tante manifestazioni tipiche dell’atteggiamento dell’ebreo: mentire, mentire molto, mentire in grande, mentire simultaneamente, allo scopo di mettere confusione all’interno di un Popolo, all’interno di gruppi legati dallo stesso Sangue, allo scopo di fuorviare le opinioni, le idee e anche la sfera spirituale e razziale delle Comunità Nazionali.
La guerra che si dovrà combattere vedrà due mondi, due concezioni, due visioni del tutto opposte.

venerdì 4 ottobre 2019

Ursula Haverbeck: l’olocausto è la più grande menzogna della Storia

Ursula Haverbeck è nata Germania l’8 novembre del 1928. E’ una “negazionista” dell’olocausto e per questo motivo è stata condannata più volte.
Ha diffuso vari video in internet dove afferma che non esiste nessuna prova che l’olocausto sia accaduto realmente. E’ stata dal 1983 fino al 1989 presidentessa dell’associazione mondiale “Protezione della vita”, per la Germania. Dal 1989 si interessa in modo particolare alla ricerca della verità e si è schierata dalla parte di coloro che vengono ancora perseguitati per la contestazione dell’olocausto. Dalla sua parte stanno molti studiosi, negazionisti anche loro dell’olocausto, come il prof. Robert Faurisson (Francia), Ernst Zündel (Canada), German Rudolf, Jürgen Graf, Gerd Honsik, Wilhelm Stäglich, (Australien), Andres Studer, Hans-Dietrich Sander.
Ursula Haverbeck all’età di 87 anni fu condannata al carcere dopo aver affermato che gli ebrei non sono mai stati sterminati ad Auschwitz. La sua fedina penale include due multe e un’altra condanna per sedizione.
Nel 1970 sposò Werner Georg Haverbeck, che aveva lavorato dal 1929 al 1932 nel Reichsleitung del National Socialist German Student Union (NSDStB) e dal 1933 al 1934 nel Reichsleitung del NSDAP.
Nel giugno 2015 Ursula Haverbeck è stata accusata per aver dichiarato che il genocidio degli ebrei da parte dei nazionalsocialisti è “la più grande menzogna” della storia.
Nel gennaio del 2016 la Haverbeck ha dichiarato durante un evento pubblico nella capitale tedesca che le camere a gas nel campo di concentramento di Auschwitz «non sono mai esistite». Nello stesso filmato contestava il fatto che 1,1 milioni di persone siano state uccise nei campi di concentramento nella Polonia occupata dai nazionalsocialisti. (sa. br.)
Ursula Haverbeck da giovane e ora
 

venerdì 23 marzo 2018

il partigiano Pertini fa fucilare a guerra finita la bella e brava attrice Luisa Ferida e suo marito Osvaldo Valenti




Luisa Ferida nata Luigia Manfrini Farné
Luisa Ferida venne trucidata a Milano, insieme al marito l'attore Osvaldo Valenti, dai partigiani nella notte del 30 aprile del 1945. Quando Pertini Alessandro, detto Sandro, veniva propagandato come il presidente più amato dagli italiani, nessuno di noi sapeva che questo personaggio fece fucilare, a guerra finita, la bella e brava attrice Luisa Ferida, incinta con un pancione di 8 mesi. Insieme a lei venne fucilato anche il marito, l'attore Osvaldo Valenti. Prima di ammazzarla qualcuno obiettò che la Ferida era incinta con un pancione e prossima al parto; il partigiano Pertini allora sentenziò: Ammazzare un fascista non è reato. Una scarica di colpi si abbattè sulla Ferida e sul figlioletto che portava in grembo. Luisa Ferida, nome d'arte di Luigia Manfrini Farné (Castel San Pietro Terme, 18 marzo 1914 – Milano, 30 aprile 1945), è stata un'attrice italiana. Fu una delle più note e capaci attrici del cinema italiano nel decennio 1935-1945. Venne fucilata dai partigiani, assieme al marito, l'attore Osvaldo Valenti, perché accusata di collaborazionismo con i nazionalsocialisti, principalmente per la partecipazione ai crimini di guerra e alle torture della cosiddetta "banda Koch", accusa della quale era in realtà innocente, come fu riconosciuto nel dopoguerra. Luisa è bella da morire e ha già addosso quel broncio che porterà con sé nella sua breve vita. Gli occhi sono pungenti da zingara, gli zigomi alti, i capelli color carbone, il corpo splendido, il portamento altero. In lei c'è qualcosa di erotico, di torbido e di felino, una sensualità, una rotonda carnalità da bellezza popolana, così amata dagli italiani di allora.
Osvaldo Valenti, attore e marito di Luisa Ferida

"Era l’estate del ’39 quando la bella Luisa conobbe Osvaldo Valenti, altro divo del cinema dell’epoca. I due furono colpiti dal dardo di Cupido, che li portò a vivere un’intensa storia d’amore. Condivisero gioie e dolori, piaceri e rinunce, ma vissero sempre insieme, sempre uniti. Insieme ed uniti affrontarono anche le sorti dell’Italia a seguito del tradimento dell’8 settembre del 1943.” Luisa Ferida e Osvaldo Valenti furono fucilati insieme il 30 aprile del 1945. La condanna fu decisa da Pertini Alessandro, detto Sandro, indegnamente spacciato per un eroe del nostro tempo, per un uomo degno di stima e ammirazione. I fatti dicono il contrario: Sandro Pertini fu un inetto e, per giunta, con le mani sporche di sangue. Direi che è giunta l’ora di smettere di scrivere l’agiografia di questo personaggio, di questo falso mito e di iniziare a dire la verità, cominciando ad insegnarla sin dalle scuole. Perché, a mio avviso, non c’è peggior delinquente di un cattivo che gioca a fare il buono. (Roberto Marzola)". Si è stato in effetti così: Pertini Alessandro, detto Sandro, è stato un grande delinquente che ha solo giocato in tutta la sua vita a fare il buono. Hanno ucciso centinaia di migliaia di uomini, di donne, gente che si e' sacrificata per noi, per il popolo italiano, per la democrazia e la pace. Ovviamente queste cose non le insegnano a scuola. Il potere rothschildiano in Italia fa parlare, da sempre, giornali e TV delle verità mistificate per lavarci il cervello. Ancora oggi, dopo più di 75 anni dalla fine della guerra mondiale, accusano il fascismo di tutti i mali storici d'Italia e del mondo, dimenticando che il fascismo durò solo 20 anni e che solo in questo periodo l'Italia ebbe il suo unico e vero statista. (S. B. - Hervé Schirrhein - Brigas della Sila )
Luisa Ferida
Osvaldo Valenti
Il partigiano assassino Alessandro Pertini

mercoledì 21 settembre 2016

Adolf Hitler, un genio, un uomo di pace - aveva solo 15 anni quando capì chi comanda il mondo

Adolf Hitler (Braunau am Inn, 20 aprile 1889 – Berlino, 30 aprile 1945) è stato cancelliere del Reich dal 1933 col titolo di Führer, della Germania dal 1934 al 1945. Fu il capo del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, nonché il principale ideatore del nazionalsocialismo. 

Hitler le courageux, qui osait dire la vérité et défier les autorités nationales aussi bien que les oppresseurs internationaux. C'était un Hitler sincère, il était le point culminant de l'honneur et de la pureté allemande, le Résurrecteur de la famille et de la maison allemande. Il était l'architecte le plus grand de tous les temps, le génie militaire le plus grand dans toute l'histoire...Adolf Hitler tenait ses promesses, il accomplissait l'impossible... Aucun homme ne pourra jamais l'égaler !!!

Hitler il coraggioso, che osava dire la verità e sfidare le autorità nazionali così come gli oppressori internazionali. Era un Hitler sincero, era il punto più alto dell'onore e della purezza tedesca, il Risuscitato della famiglia e della casa tedesca. Era l'architetto, il più grande di tutti i tempi, il genio militare il più grande nella storia... Adolf Hitler manteneva le sue promesse, compiva l'impossibile... Nessun uomo potrà mai eguagliarlo!!!
Adolf Hitler: un genio, un amico di tutti, un uomo di pace
Chissà quanti secoli dovranno ancora passare prima che su questa terra arrivi di nuovo un uomo con le capacità umane e intellettuali come le sue. Un uomo che ha solamente amato e lottato per il suo Popolo, anche se i suoi detrattori lo descrivono come un folle. E' stato lo statista che ha scacciato dalla Germania la famiglia usuraia dei Rothschild e tutti gli altri sanguisughe, che vivono di speculazioni bancarie, preparano le guerre e vogliono che i popoli non trovino pace.  Nel 1939 la Germania aveva raggiunto il massimo del suo splendore, grazie ad Adolf Hitler. Nacque così l'invidia dei suoi nemici che lo costrinsero alla guerra. Lui che amava la pace. 
Il Führer, amico degli animali
E' sorprendente constatare la grande attualità dei discorsi di Hitler; i quali, in realtà, sono stati nascosti e taciuti ad arte per quasi un secolo, dal monopolio mediatico mondiale ebraico, proprio per la loro veridicità ed incisività nel denunciare e colpire il maligno potere egemone del giudaismo internazionale.

Adolf Hitler, amico degli animali


 dal Mein Kampf:
Negli anni che da ragazzo quindicenne ho vissuto a Vienna, venni a scoprire con profonda amarezza, che il “Partito Socialista” invece di difendere gli interessi dei lavoratori stava dalla parte del potere che opprimeva la gente che faceva fatica a vivere”.

Negli stessi anni scoprii che il Sindacato a difesa dei lavoratori, faceva il gioco del Partito Socialista, perché altro non era che una sua creatura. Non c'era quindi nessuna possibilità per la gente di ottenere, da parte dello Stato, lavoro, giustizia o una vita dignitosa in alcun modo. Il Potere perverso schiacciava il popolo e lo costringeva alla miseria, dandogli solo di tanto in tanto una occupazione momentanea per farlo vivere in una perenne e cosciente schiavitù”.

Si poteva denunciare tutto alla Stampa viennese; ben presto mi accorsi, però, che anche la Stampa stava dalla parte del potere malefico. Venivano propagandati la Bellezza, lo sfarzo della città e la forza dello Stato, ma non veniva mai evidenziato e denunciato il fatto che in questa bella città gran parte della gente viveva nella miseria più nera”.

Scoprii ben presto che il Partito socialista era in mano degli ebrei. Scoprii anche che lo stesso sindacato, a difesa dei lavoratori, era nelle mani degli ebrei. Ma la cosa che mi procurò dolore enorme fu quando scoprii che anche la Stampa era in mano, o sotto diretto controllo, degli Ebrei. In me crebbe l'idea di rifiutare il falso e ipocrita “Patriottismo Statale” e preferirgli invece il “Nazionalismo del Popolo”. Gente cattiva, malefica e perversa opprimeva il mio Popolo”. 

 Siegt der Jude mit Hilfe seines marxistischen Glaubensbekenntnisses über die Völker dieser Welt, dann wird seine Krone der Totentanz der Menschheit sein, dann wird dieser Planet wieder wie einst vor Jahrmillionen menschenleer durch den Äther ziehen. Die ewige Natur rächt unerbittlich die Übertretung ihrer Gebote. So glaube ich heute im Sinne des allmächtigen Schöpfers zu handeln: In dem ich mich des Juden erwehre, kämpfe ich für das Werk des Herrn.

Il giudeo che vincerà sui popoli di questo mondo con l'aiuto del suo credo marxista avrà un coronamento che sarà per l'umanità una danza di morte, e questo pianeta viaggerà nello spazio siderale per milioni di anni privo di ogni umanità. La natura eterna si vendicherà amaramente per la trasgressione dei sui comandamenti. Quindi penso di agire oggi nel senso dell'onnipotente creatore. Resistendo al giudeo, lotto per l'opera di Dio. 


aus dem Mein Kamp, Kapitel 5
Der Kampf gegen eine geistige Macht mit Mitteln der Gewalt ist aber solange nur Verteidigung, als das Schwert nicht selber als Träger, Verkünder und Verbreiter einer neuen geistigen Lehre auftritt. Man kann also zusammenfassend folgendes festhalten: Jeder Versuch, eine Weltanschauung mit Machtmitteln zu bekämpfen, scheitert am Ende, solange nicht der Kampf die Form des Angriffes für eine neue geistige Einstellung erhält. Nur im Ringen zweier Weltanschauungen mitein-ander vermag die Waffe der brutalen Gewalt, beharrlich und rücksichtslos eingesetzt, die Entscheidung für die von ihr unterstützte Seite herbeizuführen. 
dal Mein Kampf, capitolo 5 

La lotta contro un potere spirituale con mezzi violenti è solo per difesa fino a quando la spada non sarà il supporto, il paladino, il messaggero di un nuovo insegnamento spirituale. Potremmo quindi ben dire che: Qualsiasi tentativo di combattere una visione del mondo con mezzi violenti alla fine fallisce se la lotta non assume la forma di un attacco guidata da idee spirituali. Solo nella lotta di due visioni del mondo diverse si può arrivare ad utilizzare l'arma della brutale violenza, con insistenza e senza scrupoli, per raggiungere lo scopo voluto.

“Non lascerò saccheggiare il mio Popolo da questa cricca internazionale senza radici di usurai, che vive solo per il denaro e che aizza tutti i popoli della terra alla guerra affinché essi non trovino mai pace. Ci potranno opprimere, ci potranno anche ammazzare ma non capitoleremo mai.”

"Quando un governo porta il suo Popolo alla rovina, la ribellione del Popolo non è un diritto ma un Dovere assoluto"  Adolf Hitler 
"Quand un gouvernement conduit un peuple à sa ruine par tous les moyens, la rébellion de chaque membre de ce peuple devient non pas un droit, mai un devoir." Adolf Hitler
Adolf Hitler, il genio che amò il suo Popolo più della sua stessa vita

Adolf Hiter
(Brigas della Sila, Hervé Schirrhein, s. b.)


mercoledì 30 marzo 2016

I 25 punti del Programma del Nazionalsocialismo, Partito dei Lavoratori tedeschi, enunciati da Hitler nel febbraio del 1920 - Das 25-Punkte-Programm der Nationalsozialistischen Deutschen Arbeiterpartei

1. Noi chiediamo la riunione di tutti i tedeschi in una Grande Germania, in base al diritto di autodecisione dei popoli. 
2. Noi chiediamo la parità di diritto del popolo tedesco di fronte alle altre nazioni, nonché l’abolizione dei trattati di pace di Versailles e S. Germain. 
3. Noi chiediamo terra e suolo (colonie) per nutrire il nostro popolo e per insidiarvi la nostra eccedenza di popolazione. 
4. Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale (Volksgenosse). Può essere connazionale solo chi sia di sangue tedesco, senza riguardo alla sua religione. Nessun ebreo può quindi essere connazionale. 
5. Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Germania solo in veste di ospite e deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri. 
6. Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al cittadino dello Stato. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere, cioè del Reich, dei Länder o dei comuni, possano venire occupate solo da cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il parlamentarismo corruttore, contro la attribuzione di cariche in base a considerazioni di partito, senza tenere conto del carattere e delle capacità. 
7. Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad avere cura m primo luogo di assicurare lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini dello Stato. Qualora non sia possibile nutrire la popolazione dello Stato, gli appartenenti ad altre nazionalità (cioè coloro che non sono cittadini dello Stato) dovranno venire espulsi dal Reich. 
8. Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-tedeschi. Noi chiediamo che tutti i non-tedeschi che sono immigrati in Germania dopo il 2 agosto 1914 vengano costretti a lasciare immediatamente il Reich. 
9. Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri. 
10. Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre, spiritualmente e materialmente. L’attività del singolo non deve urtare contro gli interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività e per il bene di tutti. 
11. Noi chiediamo l'abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse. 
12. Considerando l’immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al popolo, l’arricchimento personale per mezzo della guerra deve venire dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la confisca integrale di tutti i profitti di guerra. 
13. Noi chiediamo la statizzazione di tutte le imprese associate (trusts) esistenti. 
14. Noi chiediamo la partecipazione agli utili nelle grandi imprese. 
15. Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia. 
16. Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato, ai Länder e ai comuni. 
17. Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali, l’emanazione di una legge per l’espropriazione senza indennizzo del suolo per fini di pubblica utilità, l’abolizione dell’interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione sui terreni. 
18. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l’interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta. 
19. Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga sostituito da un diritto comune germanico. 
20. Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni tedesco capace ed attivo di raggiungere un’istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La comprensione del concetto di Stato deve venire diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l’intelligenza del fanciullo. Noi chiediamo che i figli di genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori. 
21. Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo la madre e il fanciullo, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica mediante l’istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando il massimo appoggio a tutte le associazioni che si occupano della educazione fisica della gioventù. 
22. Noi chiediamo che venga abolito l’esercito di mestiere e che venga formato un esercito di popolo. 
23. Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro la loro diffusione a mezzo della stampa. Per rendere possibile la creazione di una stampa tedesca, noi chiediamo: a) che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua tedesca debbano essere connazionali (Volksgenossen); b) che i giornali non tedeschi debbano ottenere, per esser pubblicati, una espressa autorizzazione dello Stato; e che non possano venire stampati in lingua tedesca; c) che ogni partecipazione o influenza finanziaria su giornali tedeschi da parte di non tedeschi venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita con la chiusura del giornale e con l’immediata espulsione dal Reich delle persone non tedesche implicate. I giornali che contrastano con l’interesse della comunità devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro una organizzazione artistica e letteraria che esercita un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principio sopra esposti. 
24. Noi chiediamo la libertà di tutte le confessioni religiose entro lo Stato, in quanto esse non minaccino la sua esistenza o non urtino contro la coscienza morale della razza germanica. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo, senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito ebraico-materialista entro noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del nostro popolo può avvenire soltanto dall’interno, sulla base del principio: l’interesse comune deve prevalere sull’interesse privato. 
25. Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale del Reich. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto il Reich e sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per l’esecuzione nei singoli Länder delle leggi generali emanate dal Reich. 

I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l’attuazione di questi punti.
Drittes Reich: Mädchen bei Gymnastikvorführung / 3 Reich Ragazze tedesche fanno ginnastica
Das 25-Punkte-Programm der Nationalsozialistischen Deutschen Arbeiterpartei - (vom 24. Februar 1920) . Das Programm der Nationalsozialistischen Deutschen Arbeiterpartei ist ein Zeitprogramm. Die Führer lehnen es ab, nach Erreichung der im Programm aufgestellten Ziele neue aufzustellen, nur zu dem Zweck, um durch künstlich gesteigerte Unzufriedenheit der Massen das Fortbestehen der Partei zu ermöglichen.  
1. Wir fordern den Zusammenschluß aller Deutschen auf Grund des Selbstbestimmungsrechtes der Völker zu einem Groß-Deutschland.  
2. Wir fordern die Gleichberechtigung des deutschen Volkes gegenüber den anderen Nationen, Aufhebung der Friedensverträge von Versailles und St. Germain. 
3. Wir fordern Land und Boden (Kolonien) zur Ernährung unseres Volkes und Ansiedlung unseres Bevölkerungsüberschusses. 
4. Staatsbürger kann nur sein, wer Volksgenosse ist. Volksgenosse kann nur sein, wer deutschen Blutes ist, ohne Rücksichtnahme auf Konfession. Kein Jude kann daher Volksgenosse sein. 
5. Wer nicht Staatsbürger ist, soll nur als Gast in Deutschland leben können und muß unter Fremden-Gesetzgebung stehen. 
6. Das Recht, über Führung und Gesetze des Staates zu bestimmen, darf nur dem Staatsbürger zustehen. Daher fordern wir, daß jedes öffentliche Amt, gleichgültig welcher Art, gleich ob im Reich, Land oder Gemeinde nur durch Staatsbürger bekleidet werden darf. Wir bekämpfen die korrumpierende Parlamentswirtschaft einer Stellenbesetzung nur nach Parteigesichtspunkten ohne Rücksichtnahme auf Charakter und Fähigkeiten. 
7. Wir fordern, daß sich der Staat verpflichtet, in erster Linie für die Erwerbs- und Lebensmöglichkeit der Bürger zu sorgen. Wenn es nicht möglich ist, die Gesamtbevölkerung des Staates zu ernähren, so sind die Angehörigen fremden Nationen (Nicht-Staatsbürger) aus dem Reiche auszuweisen. 
8. Jede weitere Einwanderung Nicht-Deutscher ist zu verhindern. Wir fordern, daß alle Nicht-Deutschen, die seit 2. August 1914 in Deutschland eingewandert sind, sofort zum Verlassen des Reiches gezwungen werden. 
9. Alle Staatsbürger müssen gleiche Rechte und Pflichten besitzen. 
10. Erste Pflicht jeden Staatsbürgers muß sein, geistig oder körperlich zu schaffen. Die Tätigkeit des Einzelnen darf nicht gegen die Interessen der Allgemeinheit verstoßen, sondern muß im Rahmen des gesamten und zum Nutzen aller erfolgen. Daher fordern wir: 
11. Abschaffung des arbeits- und mühelosen Einkommens. Brechung der Zinsknechtschaft! 
12. Im Hinblick auf die ungeheuren Opfer an Gut und Blut, die jeder Krieg vom Volke fordert, muß die persönliche Bereicherung durch den Krieg als Verbrechen am Volke bezeichnet werden. Wir fordern daher restlose Einziehung aller Kriegsgewinne. 
13. Wir fordern die Verstaatlichung aller (bisher) bereits vergesellschafteten (Trust) Betriebe. 
14. Wir fordern die Gewinnbeteiligung an Großbetrieben. 
15. Wir fordern einen großzügigen Ausbau der Alters-Versorgung. 
16. Wir fordern die Schaffung eines gesunden Mittelstandes und seiner Erhaltung, sofortige Kommunalisierung der Groß-Warenhäuser und ihre Vermietung zu billigen Preisen an kleine Gewerbetreibende, schärfste Berücksichtigung aller kleinen Gewerbetreibenden bei Lieferung an den Staat, die Länder oder Gemeinden. 
17. Wir fordern eine unseren nationalen Bedürfnissen angepaßte Bodenreform, Schaffung eines Gesetzes zur unentgeltlichen Enteignung von Boden für gemeinnützige Zwecke. Abschaffung des Bodenzinses und Verhinderung jeder Bodenspekulation. 
18. Wir fordern den rücksichtslosen Kampf gegen diejenigen, die durch ihre Tätigkeit das Gemein-Interesse schädigen. Gemeine Volksverbrecher, Wucherer, Schieber usw. sind mit dem Tode zu bestrafen, ohne Rücksichtnahme auf Konfession und Rasse. 
19. Wir fordern Ersatz für das der materialistischen Weltordnung dienende römische Recht durch ein deutsches Gemein-Recht. 
20. Um jeden fähigen und fleißigen Deutschen das Erreichen höherer Bildung und damit das Einrücken in führende Stellungen zu ermöglichen, hat der Staat für einen gründlichen Ausbau unseres gesamten Volksbildungswesens Sorge zu tragen. Die Lehrpläne aller Bildungsanstalten sind den Erfordernissen des praktischen Lebens anzupassen. Das Erfassen des Staatsgedankens muß bereits mit dem Beginn des Verständnisses durch die Schule (Staatsbürgerkunde) erzielt werden. Wir fordern die Ausbildung geistig besonders veranlagter Kinder armer Eltern ohne Rücksicht auf deren Stand oder Beruf auf Staatskosten. 
21. Der Staat hat für die Hebung der Volksgesundheit zu sorgen und durch den Schutz der Mutter und des Kindes, durch Verbot der Jugendarbeit, durch Herbeiführung der körperlichen Ertüchtigung mittels gesetzlicher Festlegung einer Turn- und Sportpflicht durch größte Unterstützung aller sich mit körperlicher Jugend-Ausbildung beschäftigenden Vereine. 
22. Wir fordern die Abschaffung der Söldnertruppe und die Bildung eines Volksheeres. 
23. Wir fordern den gesetzlichen Kampf gegen die bewußte politische Lüge und ihre Verbreitung durch die Presse. Um die Schaffung einer deutschen Presse zu ermöglichen, fordern wir, daß a) sämtliche Schriftleiter und Mitarbeiter von Zeitungen, die in deutscher Sprache erscheinen, Volksgenossen sein müssen. b) Nichtdeutsche Zeitungen zu ihrem Erscheinen der ausdrücklichen Genehmigung des Staates bedürfen. Sie dürfen nicht in deutscher Sprache gedruckt werden. c) Jede finanzielle Beteiligung an deutschen Zeitungen oder deren Beeinflussung durch Nicht-Deutsche gesetzliche verboten wird und fordern als Strafe für Uebertretungen die Schließung einer solchen Zeitung sowie die sofortige Ausweisung der daran beteiligten Nicht-Deutschen aus dem Reich. d) Zeitungen, die gegen das Gemeinwohl verstoßen, sind zu verbieten. Wir fordern den gesetzlichen Kampf gegen eine Kunst- und Literaturrichtung, die einen zersetzenden Einfluß auf unser Volksleben ausübt und die Schließung von Veranstaltungen, die gegen vorstehende Forderungen verstoßen. 
24. Wir fordern die Freiheit aller religiösen Bekenntnisse im Staat, soweit sie nicht dessen Bestand gefährden oder gegen das Sittlichkeits- und Moralgefühl der germanischen Rasse verstoßen. Die Partei als solche vertritt den Standpunkt eines positiven Christentums, ohne sich konfessionell an ein bestimmtes Bekenntnis zu binden. Sie bekämpft den jüdisch-materialistischen Geist in und außer uns und ist überzeugt, daß eine dauernde Genesung unseres Volkes nur erfolgen kann von innen heraus auf der Grundlage: Gemeinnutz vor Eigennutz 
25. Zur Durchführung alles dessen fordern wir die Schaffung einer starken Zentralgewalt des Reiches. Unbedingte Autorität des politischen Zentralparlaments über das gesamte Reich und seine Organisationen im allgemeinen. Die Bildung von Stände- und Berufskammern zur Durchführung der vom Reich erlassenen Rahmengesetze in den einzelnen Bundesstaaten.

Gegenüber den verlogenen Auslegungen des Punktes 17 durch Gegner der Partei ist noch folgende Feststellung notwendig:[1]
  Da die NSDAP. auf dem Boden des Privateigentums steht, ergibt sich von selbst, daß der Passus "Unentgeltliche Enteignung" nur auf die Schaffung gesetzlicher Möglichkeiten Bezug hat, Boden, der auf unrechtmäßige Weise erworben wurde oder nicht nach den Gesichtspunkten des Volkswohls verwaltet wird, wenn nötig zu enteignen. Dies richtet sich demgemäß in erster Linie gegen die jüdische Grundstücksspekulations-Gesellschaften.