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lunedì 27 febbraio 2023

la verità storica imposta per legge è Menzogna


 

Il pensiero totalitario imposto per legge aggredisce i fatti, trasforma la menzogna in verità.

Robert Faurisson afferma:

Le sedicenti “camere a gas” e il presunto “genocidio nazista” degli Ebrei formano una sola e propria menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico-finanziaria, di cui i principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale, e di cui le principali vittime sono il Popolo tedesco, ma non i loro dirigenti, e l'intero Popolo palestinese.

Perché volete impedirci su scala planetaria di fare ricerche storiche o dubitare delle vostre verità?

Perché fate condannare dai vostri tribunali i revisionisti e tutti i ricercatori storici?

Perché i vostri continui appelli per far chiudere siti Internet di Revisionisti?

E perché avete mostrato sempre la vostra totale soddisfazione alle vili e violente aggressioni fisiche ai Revisionisti, come ad esempio l'aggressione al saggista francese Robert Faurisson?

Per le sue ricerche storiche e per le sue affermazioni sulle sedicenti camere a gas lo storico negazionista francese Robert Faurisson è stato aggredito più volte da commandi della comunità ebraica. 

sabato 1 febbraio 2020

…e così hanno reso illegale la verità – la conoscenza ci rende liberi – Wissen macht frei

..e così hanno reso illegale la verità, esattamente così come hanno reso illegale il fascismo e il nazionalsocialismo, regimi che operavano solo a beneficio della comunità di Popolo.
“27 gennaio “giorno della memoria”, forse sarebbe più opportuno definirlo giorno di “UNA MEMORIA”, ovvero la memoria degli eletti, da loro stessi per giunta…
Il mondo ha vissuto in passato altri genocidi, ma quello ebreo sembra essere l’unico a dover essere tramandato… le atrocità subite dai pellerossa americani (circa 10 milioni di vittime tra i nativi, con i sopravvissuti relegati nelle riserve, i primi vagiti della grande democrazia a stelle e strisce…) sono forse un’invenzione? Le foibe titine? Realtà nostrana arbitrariamente occultata per più di mezzo secolo! I crimini “risorgimentali” ai danni delle popolazioni meridionali, un esempio su tutti il lager di Fenestrelle, i massacri nei gulag russi e rossi (si pensi che i morti nei campi di concentramento sovietici sono superiori alla somma complessiva delle vittime dei due conflitti mondiali) gli stermini ai tempi del colonialismo e, purtroppo, di esempi ce ne sarebbero così tanti...

Video: 
  wissen macht frei - la verità ci rende liberi

giovedì 30 gennaio 2020

sempre più gente non crede all'olocausto. Ursula Haverbeck, la paladina dei negazionisti

In Europa: sempre più gente non crede all'olocausto ebraico.
Non solo in Italia ma nell'intero continente europeo sono sempre di più le persone che non credono all'olocausto ebraico. 
In Germania la paladina dei negazionisti è Ursula Haverbeck. Nata nel 1928, è diventata l'icona dei negazionisti dell'olocausto e la paladina dei neo-nazionalsocialisti. Nel 2003 davanti al castello di Wartburg ha affermato che non ci fu nessun olocausto.
Dal 2004, ha subito molte azioni legali per aver negato la Shoah, che in Germania è illegale. Nel 2015, all'età di 87 anni, è stata condannata a 10 mesi di carcere. Viene condannata più volte per numerose accuse. In ragione dei suoi vari ricorsi, è stata imprigionata nel 2018. Per Ursula Haverbeck l'olocausto è la più grande menzogna della Storia.
Ursula Haverbeck da giovane e come è adesso. E' nata in Germania (8 novembre 1928 a Winterscheid /Hessen)
“Aumentati in pochi anni gli italiani che non credono all’Olocausto”
L'indagine condotta dall'Eurispes: risultano in aumento anche coloro che ne ridimensionano la portata (dall'11,1% al 16,1%)
ROMA. il 15,6% degli italiano nega la Shoah. Lo rileva il 32mo “Rapporto Italia 2020”dell'Eurispes. L'affermazione secondo la quale gli ebrei controllerebbero il potere economico e finanziario - prosegue il rapporto Eurispes - raccoglie il generale disaccordo degli italiani (76%), non manca però chi concorda con questa idea (23,9%). Gli ebrei controllerebbero i mezzi d'informazione a detta di più di un quinto degli italiani intervistati (22,2%), mentre i contrari arrivano al 77,7%.


venerdì 4 ottobre 2019

Ursula Haverbeck: l’olocausto è la più grande menzogna della Storia

Ursula Haverbeck è nata Germania l’8 novembre del 1928. E’ una “negazionista” dell’olocausto e per questo motivo è stata condannata più volte.
Ha diffuso vari video in internet dove afferma che non esiste nessuna prova che l’olocausto sia accaduto realmente. E’ stata dal 1983 fino al 1989 presidentessa dell’associazione mondiale “Protezione della vita”, per la Germania. Dal 1989 si interessa in modo particolare alla ricerca della verità e si è schierata dalla parte di coloro che vengono ancora perseguitati per la contestazione dell’olocausto. Dalla sua parte stanno molti studiosi, negazionisti anche loro dell’olocausto, come il prof. Robert Faurisson (Francia), Ernst Zündel (Canada), German Rudolf, Jürgen Graf, Gerd Honsik, Wilhelm Stäglich, (Australien), Andres Studer, Hans-Dietrich Sander.
Ursula Haverbeck all’età di 87 anni fu condannata al carcere dopo aver affermato che gli ebrei non sono mai stati sterminati ad Auschwitz. La sua fedina penale include due multe e un’altra condanna per sedizione.
Nel 1970 sposò Werner Georg Haverbeck, che aveva lavorato dal 1929 al 1932 nel Reichsleitung del National Socialist German Student Union (NSDStB) e dal 1933 al 1934 nel Reichsleitung del NSDAP.
Nel giugno 2015 Ursula Haverbeck è stata accusata per aver dichiarato che il genocidio degli ebrei da parte dei nazionalsocialisti è “la più grande menzogna” della storia.
Nel gennaio del 2016 la Haverbeck ha dichiarato durante un evento pubblico nella capitale tedesca che le camere a gas nel campo di concentramento di Auschwitz «non sono mai esistite». Nello stesso filmato contestava il fatto che 1,1 milioni di persone siano state uccise nei campi di concentramento nella Polonia occupata dai nazionalsocialisti. (sa. br.)
Ursula Haverbeck da giovane e ora
 

giovedì 21 maggio 2015

Lettre à Jean-Paul II, par Léon Degrelle - le pape connaissait la vérité

En exil, le 20 Mai 1979. 
A SA SAINTETÉ LE PAPE JEAN-PAUL II  Cité du Vatican. 

Très Saint Père, Je suis Léon Degrelle, le Chef du Rexisme belge avant la Seconde Guerre Mondiale, et, durant celle-ci, le Commandeur des Volontaires belges du Front de l'Est, luttant au sein de la 28ème Division des Waffen S.S. «Wallonie». Ceci n'est certainement pas aux yeux de tous une recommandation. Mais je suis catholique comme vous et me crois, de ce fait, autorisé à vous écrire, comme à un frère dans la foi. Voilà de quoi il s'agit: la presse annonce que lors de votre prochain voyage en Pologne, entre le 2 et le 12 Juin 1979, vous allez concélébrer la Messe avec tous les Évêques polonais à l'ancien camp de concentration d'Auschwitz. Je trouve, je vous le dis tout de suite, très édifiant qu'on prie pour les morts quelqu'ils soient, et où que ce soit, même devant des fours crématoires flambants neufs, aux briques réfractaires immaculées. Mais j'éprouve des appréhensions tout de même. Vous êtes Polonais. Cette appartenance réapparaît sans cesse, et c'est humain, dans votre comportement pontifical. Si vous impressionnaient trop fortement d'anciens ressentiments de patriote qui participa de tout près, dans sa jeunesse, à un dur conflit belliqueux, vous pourriez être tenté de prendre parti, devenu Pape, dans des bagarres tempo[4]relles que l'Histoire n'a pas encore suffisamment décantées. 

Léon Joseph Marie Ignace Degrelle ( à Bouillon, Belgique –  à Malaga, Espagne) 
Quelles furent les responsabilités exactes des divers belligérants dans le déclanchement de la Deuxième Guerre Mondiale? Quel fut le rôle de certains provocateurs? Votre Président du Conseil le Colonel Beck, dont tout le monde sait qu'il était un personnage plutôt douteux, agit-il, en 1939, avec toute la pondération voulue? Ne repoussa-t-il pas avec trop de hauteur certaines possibilités d'arrangement? Et après? la guerre fut-elle vraiment comme on l'a dit? Quelles furent les fautes, voire les crimes des uns et des autres? A-t-on toujours soupesé avec objec- Lettre au Pape 3 tivité les intentions ? n'a-t-on pas, à la légère ou avec mauvaise foi, parce que la propagande le réclamait, dénaturé la doctrine de l'adversaire, lui prêtant des plans, lui endossant des actes dont la réalité pouvait être sujette à caution ? Malgré qu'elle soit toujours beaucoup mieux renseignée que quiconque, l'Église, à travers deux mille ans de circonspection, a toujours évité les prises de position précipitées, n'a jamais entendu juger que sur pièces, calmement, après que le temps eut départagé le grain et l'ivraie, les fureurs et les passions. Tout spé- cialement, elle se distingua par une retenue extrême au cours de la Deuxième Guerre Mondiale. Elle se garda soigneusement de colporter les élucubrations folles qui couraient alors. Très Saint Père, sur votre sol patrial - à Auschwitz particuliè- rement -, repris, peut-être, par certaines visions incomplètes et partisanes du passé, allez-vous simplement prier ?… 
Je crains surtout que vos prières, et même votre simple présence en ces lieux, soient immédiatement détournées de leur sens profond, et servent de paravent à des propagandistes sans scrupules qui les utiliseront pour relancer aussitôt, sous votre couvert, les campagnes de haine à base de contre-vérités qui empoisonnent toute l'affaire d'Auschwitz depuis plus d'un quart de siècle. Oui, des contre-vérités. Après 1945 - en abusant de la psychose collective qui avait tourneboulé, à coups de racontars incontrôlés, de nombreux déportés de la Deuxième Guerre Mondiale - la légende des exterminations massives d'Auschwitz est montée à l'assaut du monde entier. On a répété cent [5] mensonges, avec une rage de plus en plus obstinée, dans des de livres. On les réédite en couleurs, dans des films apocalyptiques qui flagellent outrageusement non seulement le vrai et le vraisemblable mais aussi le bons sens, mais l'arithmétique la plus élémentaire, mais les faits euxmêmes. Vous avez été, m'a-t-on dit, Très Saint Père, un Résistant au cours de la Seconde Guerre Mondiale, avec les risques physiques qu'un combat contraire aux Lois Internationales comporte. Certains ajoutent que vous avez été interné à Auschwitz: comme tant d'autres, vous en êtes donc sorti, puisque vous voilà Pape, un Pape qui, de toute évidence, ne sent pas trop le gaz Cyclon B! Votre Sainteté ayant vécu sur les lieux doit savoir, mieux que tout autre, que ces gazages massifs de millions de personnes n'ont jamais eu lieu. Témoin de choix, avez-vous, personnellement, vu s'effectuer un seul de ces grands massacres collectifs tant ressassés par des propagandistes sectaires ?… Certes, on a souffert à Auschwitz. Ailleurs aussi. Toutes les guerres sont cruelles. 
Jean-Paul II connaissait la verité
Les centaines de milliers de femmes et de gosses atrocement carbonisés, sur ordre direct des Chefs d'États alliés, à Dresde comme à Hambourg, à Hiroshima comme à Nagasaki, ont «trinqué» au moins autant que ceux qui, déportés politiques ou résistants (25 %), objecteurs de conscience, anormaux sexuels ou criminels de droit commun (75 %) peinaient, parfois mouraient dans les camps de concentration du IIIe Reich. L'épuisement les dévorait. L'effondrement moral éliminait les forces de ré- sistance des âmes les moins trempées. Les cruautés de gardiens dénaturés, des Allemands, et, plus souvent encore, des non-Allemands, des «Kapos» et autres déportés devenus les bourreaux de leurs compagnons, ajoutaient encore à l'amertume d'une promiscuité multitudinaire. 
Il y aura même eu, certainement, des hurluberlus pour procéder, dans un camp ou l'autre, à des expériences de mort inédi- 4 Léon Degrelle tes, à des tortures, à des fantaisies monstrueuses, à des assassinats précis. Néanmoins, le calvaire de la plupart des exilés eut pris fin dans l'allégresse au jour tant attendu du retour de la paix, si ne s'était pas abattue sur eux, au cours des derniè- res semaines, la catastrophe d'épidémies exterminatrices, amplifiées à l'infini par des bombardements fabuleux qui déchiquetaient les lignes de chemin de fer et les routes, [6] envoyaient à pic les bateaux chargés de réfugiés, comme ce fut le cas .à Lübeck. Ces raids anéantissaient les réseaux électriques, les conduites et les dépôts d'eau, coupaient tout ravitaillement, imposaient partout la famine, rendaient épouvantable tout transport d'évacués. Les deux tiers des déportés morts au cours de la Seconde Guene Mondiale périrent alors, victimes du typhus, de la dissenterie, de la faim, des attentes interminables sur les voies de communications broyées. Les chiffres officiels l'établissent. 
A Dachau par exemple, d'après les statistiques mêmes du Comité International il était mort, en Janvier 1944, cinquantequatre déportés; en Février 1944: cent et un déportés; en Janvier 1945, il en mourut 2.888, et, en Février 1945, 3.977! Sur le total de 25.613 déportés décédés dans ce camp en 1940, 1941, 1942, 1943, 1944, 1945, 19.296 périrent durant les sept derniers mois des hostilités! Or le terrorisme aérien des Alliés n'avait même plus d'utilité militaire alors, puisque la victoire des Alliés, dès le début de 1945, était définitivement acquise. Elle ne réclamait plus, en aucune façon. cet épouvantable écrabouillage final. Sans la folie sauvage de ces pilonnages aveugles, des milliers d'internés eussent survécu, au lieu d'être convertis, en Avril et en Mai 1945, en macabres objets d'exposition, autour desquels s'affairaient des nuées de nécrophores de presse et de ciné, avides de photos et de films aux angles sensationnels et d'un rendement commercial assuré. Documents visuels qu'ils prirent encore grand soin, par la suite, de retoucher, de surcharger, de déformer, de truquer, pour en compléter l'horreur, génératrice de haines accrues. Ces voltigeurs de l'information eussent pu, tout aussi. bien, prendre des kilomètres de photographies similaires de cadavres de femmes et d'enfants allemands, mais cent fois plus nombreux, morts exactement de la même manière, de faim, de froid ou mitraillés sur les mêmes wagons-plats glacés, et sur les mêmes routes ensanglantées. Mais ces photos là, de même que celles de l'immense extermination des villes allemandes, qui recouvraient six cent mille cadavres, on se garda bien de les faire connaître! Elles eussent pu troubler, et surtout empêcher de moins haïr… Le vrai c'est que le typhus, la dissenterie, la faim, les myriades de rafales d'une aviation déchaînée frappaient indistinctement, en 1945, les déportés étrangers comme les civils du IIIe Reich, tous happés par des abominations de fin du monde. [7] Pour le reste, 
Très Saint Père, pour ce qui a trait à une volonté formelle de génocide, dont aucun document n'a pu, depuis trente ans, apporter la moindre preuve officielle, et, plus spécialement, en ce qui concerne le prétendu enfournement à Auschwitz de millions de Juifs dans de fantômatiques chambres à gaz Cyclon B, les affirmations lancées et relancées depuis tant d'années, dans un fabuleux tapage, ne résistent pas à un examen scientifique un tant soit peu sérieux. Il est insensé d'imaginer, et surtout de prétendre, qu'on aurait pu gazer à Auschwitz 24.000 personnes par jour, par paquets de 3.000 chaque fois, dans une salle de 400m3, et, moins encore, à 700 ou 800 dans des locaux de 25m2, sur 1,90 Lettre au Pape 5 m de hauteur, comme on l'a proclamé à propos de Belsec: 25 m2 cela équivaut à la superficie d'une chambre à coucher! Vous, Très Saint Père, vous parviendriez à mettre 700 à 800 personnes dans votre chambre à coucher! Et 700 à 800 personnes dans 25 m2, cela fait 30 personnes au m2. Un m2, avec 1,90 m de hauteur, c'est une cabine téléphonique! Vous voyez Votre Sainteté empiler 30 personnes dans une cabine téléphonique de la Place Saint-Pierre, ou du Grand Séminaire de Varsovie? Ou, sur une simple dalle de douche? Mais si le miracle de trente corps humains plantés comme des asperges dans le bocal de la cabine téléphonique, ou celui des 800 personnes encaquées autour de votre lit de camp s'était jamais réalisé, un second miracle eut du être immédiatement indispensable, car les trois mille personnes - l'équivalent de deux régiments! - entassées aussi fantastiquement dans la chambre d'Auschwitz, ou les sept cents à huit cents personnes empilées à Belsec à raison de 30 occupants au mètre carré, eussent péri, presque aussitôt, asphyxiées, faute d'oxygène! 
Il n'y eut même pas eu besoin de gaz! Avant même qu'on eut fini d'entasser les derniers arrivés, de verrouiller les portes et de répandre du gaz dans la salle - par des fentes? par des trous? par une cheminée? sous forme d'air chaud? à la vapeur? en le dé- versant sur le sol? chacun raconte le contraire de l'autre! - tous eussent déjà cessé de respirer! Le Cyclon B n'atteignant que des cadavres n'eut plus représenté la moindre utilité! [8] De toute façon, ce Cyclon B était, comme chaque homme intéressé à la science peut le savoir, un gaz d'un emploi dangereux, inflammable et adhésif. Aussi vingt et une heures d'attente eussent-elles été nécessaires, indispensables même, avant qu'on eut pu retirer le premier corps de l'étonnante chambre en question. Ensuite, seulement, on eut pu extraire - comme on s'est tellement complu à nous le raconter, avec mille détails croustillants - toutes les dents en or et toutes les dents plombées, sensées être des caches de diamants, de chaque lot de 6.000 mâchoires rigides (3.000 personnes!), contractées par le trépas, ou de 48.000 mâ- choires par jour, si on croit aux chiffres officiels de 24.000 gazés quotidiens dans le seul Auschwitz! 
Très Saint Père, tout saint que vous soyez, vous devez parfois supporter le dentiste, avec plus ou moins de résignation! On vous extrait une dent? deux dents? vous êtes installé au mieux de l'opérateur, qui dispose de réflecteurs puissants, braqués sur les mâchoires, d'outils perfectionnés et d'un patient qui se prête à ses injonctions! Or l'extraction, dans ces conditions optimales, combien prendelle de temps? Un quart d'heure? Une demi-heure? A Auschwitz, selon les légendaires, les cadavres souillés gisaient au sol, il fallait distendre, avec beaucoup de difficultés les mâchoires durcies, les décontracter, les ouvrir béantes, au moyen d'outils nécessairement primitifs. Avec huit opérateurs en tout et pour tout: c'est le chiffre officiel, puis scruter, sans éclairage, au ras du ciment, non seulement un endroit malade de la denture, mais les deux mâchoires entières, arracher, vider, désosser! et cela en moins de temps que chez le spécialiste, parfaitement équipé ?… Que Sa Sainteté daigne prendre un crayon: à un quart d'heure la mâchoire, et à huit arracheurs acharnés à la dissection, cela fait 16 cadavres traités par heure, 160 en une journée de dix heures sans une minute de répit! Soyez même un staka- 6 Léon Degrelle noviste de la denture, et doublez la cadence des arrachages, ce qui est d'ailleurs matériellement impossible: cela ferait 320! 
Alors, Très Saint Père, les fournées de 3.000 Juifs d'un seul coup? Et les journées de 24.000 gazés au Cyclon B, ce qui représente 48.000 mâchoires à vider, plus de [9] 760.000 dents à scruter quotidiennement! Simplement à s'en tenir aux 6.000.000 de Juifs morts - certains ont doublé, triplé le chiffre dont la propagande nous rebat sans fin les oreilles -, ces arracheurs eussent encore été, des années après la guerre, en pleine activité ! Ces extractions, seulement ces extractions, à dix heures de labeur ininterrompu, eussent absorbé une affaire de 1.875 journées de toute l'équipe ! Mais cet arrachage n'était qu'une formalité préliminaire. Il fallait aussi tondre des millions de chevelures, paraît-il. Puis, avant de passer les cadavres au four, on procédait - selon ce que tous les historiens. d'Auschwitz vous affirment ex catedra - à l'examen de tous les anus et toutes les matrices, dans le fond desquels il s'agissait de récupérer les diamants et les. bijoux. qui auraient pu y être escamotés! Vous imaginez cela, Très Saint Père? 6 millions d'anus, 3 ou 4 millions de matrices à récurer de fond en comble. alors qu'on nous a expliqué qu'à la fin des gazages massifs les corps ruisselaient d'excréments, de sang féminin et de sanie! Dans ces organes souillés, les doigts, les mains des opérateurs devaient farfouiller, repérer les diamants cachés, les extraire, gluants, les laver, se laver, 24.000 fois par jour, (les anus), 15 ou 20.000 fois par jour (les matrices). C'est fou! c'est fou! Toute cette affaire est folle! Et nous ne parlons pas des activités complémentaires: fabriques d'engrais et fabriques de savons dont certains, tel le professeur délirant Poliakov, font état sans sourciller! Ces opérations de gazage, de tonte, d'arrachage de dents, de nettoyages d'organes, répétées sur 6.000.000 de Juifs, ou sur 7.000.000, ou sur 15 millions selon le Père Riquet, ou sur 20 millions - c'est-à-dire plus que les Juifs du monde. entier! - selon le Dictionnaire Larousse, dureraient toujours s'il fallait admettre comme exactes les affirmations. officielles. des manipulateurs de l'«Histoire» d'Auschwitz! Vous pourriez encore, Très Saint Père, vous boucher le nez près des chambres à gaz, et transpirer à la chaleur des fours d'Auschwitz, au cours de votre messe concélébrée! Si on avait multiplié le nombre de cadavres réels et normaux d'Auschwitz par dix, ou par vingt, l'escroquerie aux morts eu pu conserver un certain aspect de vraisemblance. Mais, comme pour les gazages à 700 ou 800 personnes par chambre à coucher, à trop mentir on arrive [10] à être grotesque. Il faut l'insondable, l'inimaginable. bêtise des foules pour que de pareilles sornettes aient pu être inventées, racontées, énoncées à grands coups de trompettes, filmées dans un tapage inoui, et crues. – «Je crois, déclare bravement un personnage d'Holocauste, tout ce qu'on raconte sur eux!» Aveu exemplaire! Alors, Très Saint Père, comment imaginer un instant qu'à Auschwitz, à l'heure de la concélébration de la Messe, lorsque tous les cœurs, étreints par l'amour de Dieu et des hommes, vont participer au renouvellement du Sacrifice, un prêtre, un Pape pourrait, au moment où il élèvera le calice vers le ciel, avoir l'air de couvrir sous son pallium des déferlements d'une haine si bête et de mensonges si extravagants, qui sont à l'extrême opposé de l'enseignement pathétique du Christ! Non! Certainement non! Ce n'est pas possible! Votre message, à cent pas Lettre au Pape 7 de la fausse chambre à gaz d'Auschwitz, ne peut être que celui de la charité, de la fraternité, et, également de la vérité, sans laquelle toute doctrine s'effondre. 
Vous allez à Auschwitz pour vous recueillir, ému, à un des hauts-lieux de la souffrance humaine dont les causes et les responsables seront fixés objectivement avec le temps, par une Histoire sereine, et non en recourant à des témoignages extorqués et à des divagations de falsificateurs. Le Pape est au dessus de ces bagarres. Il est près des âmes qui ont souffert, qui, dans la souffrance, se sont élevées spirituellement, car il n'est point de peine, point de calvaire, point de trépas qui ne puisse devenir sublime. Sur les champs de bataille de la Seconde Guerre Mondiale où tant de soldats sont tombés après d'immenses souffrances, de même que dans les camps de travail où mouraient de nombreuses victimes de conflits qui les dé- passaient et les écrasaient, partout, chez les uns comme chez les autres, le sacrifice, la douleur physique et morale, l'angoisse ont fait jaillir, dans des vies qui eussent pu normalement rester médiocres, de grandioses floraisons d'âmes. Il en fut ainsi à Auschwitz. Il en fut ainsi au Front de l'Est tout au long des années de luttes et d'immolation [11] de millions de jeunes Européens qui, de 1941 à 1945, firent face héroïquement au déferlement du communisme. Bien sûr, à travers toute l'histoire des hommes, des atrocités ont été commises. Auschwitz, de toute façon, n'aura été ni le premier cas, ni le dernier. Nous ne le voyons que trop bien à l'heure actuelle, où sont massacrés tant de femmes et d'enfants sans défense, écrabouillés dans les camps palestiniens par l'aviation d'Israël répercutant la Loi du Talion sur des innocents, à la mémoire desquels, hé- las, on ne chantera probablement jamais de messe concélébrée… 
Des puissants ont abusé cent fois de leur pouvoir. Des peuples ont perdu la tête. Pas un spécialement. Mais tous. A côté des millions de cœurs purs et désintéressés qui ont offert leur jeunesse à un idéal, l'Allemagne a eu, elle comme tout le monde, son lot d'êtres détestables, coupables de violences inadmissibles. Mais quel pays n'a pas eu les siens? La France de la Révolution Française n'a-t-elle pas inventé la Terreur, la guillotine, les noyades de la Loire? Napoléon n'a-t-il pas, non point déporté, mais enrégimenté par la force des centaines de milliers de civils des pays occupés, envoyés à la mort pour sa gloire! Cinquante et un mille, rien qu'en Belgique! C'est dire plus qu'il ne périt de Belges au cours de la Première Guerre Mondiale, ou dans les camps de concentration du IIIe Reich! Plus près de nous, un de Gaulle n'a-t-il pas, en 1944 et 1945, présidé au massacre de dizaines de milliers d'adversaires baptisés collaborateurs? Plus récemment encore, en Indochine, en Algérie, la France n'a-t-elle pas entassé des centaines de milliers d'insoumis, de réfractaires, d'otages, de simples civils raflés massivement, dans des camps de concentration extrêmement durs, où les sadiques, là non plus, ne firent pas défaut! Un général français fit même l'éloge public de la torture. Et la Grande Bretagne? avec ses bombardements de villes libres comme Copenhague? ses exécutions de Cypayes attachés à la bouche des canons, son écrasement des Boers, ses camps de concentration du Transvaal où des milliers de femmes et d'enfants périrent dans des misères indicibles? 

Et Churchill, déchaî- nant ses abominables bombardements de terreur sur la population civile du Reich, la grillant au phosphore dans les caves, anéantissant en une seule nuit environ [12] deux cent mille femmes et enfants dans le gigantesque crématoire de Dresde? 8 Léon Degrelle «Environ» parce qu'on ne put faire qu'une estimation approximative en calculant le poids des cendres! Et les États-Unis? N'ont-ils pas élevé leur puissance grâce à l'esclavage affreux de millions de Noirs marqués au fer brûlant comme des bêtes et grâce à l'extermination casi intégrale des Peaux-Rouges, propriétaires des terrains convoités? N'ont-ils pas été, en 1945, les dispensateurs de la bombe atomique? Hier encore, n'ont-ils pas compté, parmi leurs troupes du Vietnam, d'indiscutables bourreaux? 
Et nous n'insistons même pas sur les dizaines de millions de victimes de la tyrannie de l'URSS, ni des goulags actuels, dont nul, je le crains fort, ne soufflera mot lors de votre visite au camp reconstitué. d'Auschwitz, vidé, lui, pourtant, de tout occupant depuis des dizaines d'années! A Auschwitz, nul ne le niera, la vie a été dure, parfois très cruelle. Mais dans les camps des vainqueurs de 1945 les sadiques et les bourreaux eurent vite fait de fleurir avec une égale abondance, avec moins d'excuses toutefois, si l'on admet qu'une guerre mondiale puisse abriter des excuses… Très Saint Père, je ne voudrais pas gâter le plaisir que vous allez avoir à retrouver votre pays. Mais quand même! Votre patrie valeureuse dont vous avez tenu à mettre vous même en valeur l'élévation morale en glorifiant son admirable patron, Saint Stanislas, n'a-t-elle pas, elle aussi, connu ses heures de crimes et d'abjection? A l'heure où vous allez fouler le sol polonais d'Auschwitz qui rappelle tout spécialement la dernière tragédie juive, est.il indécent, si on veut être juste, d'évoquer d'autres juifs, innombrables, précédemment mis à mort à travers tout votre territoire, dans des pogroms horribles, torturés, égorgés, pendus pendant des siècles par vos propres compatriotes? Eux non plus n'ont pas toujours été des anges, tout catholiques qu'ils étaient! J'entends encore le Nonce Apostolique à Bruxelles, le futur Cardinal Micara, antérieurement Nonce à Varsovie, me raconter, à son excellente table, comment les paysans polonais crucifiaient les Juifs aux portes [12] de leurs granges. – «Ces cochons de Juifs !» s'exclamait assez peu évangéliquement l'onctueux prélat! Ces mots furent prononcés tels quels, croyez-moi. L'Église, elle-même, Très Saint Père, avait~elle toujours été tendre? Même en plein XVIIIe siècle, elle brûlait encore les juifs en grand apparat. En pleine ville de Madrid, notamment. Mais elle, elle les brûlait vivants! 
L'Inquisition n'a pas été une bergerie. Les massacres des Albigeois se perpétrèrent sous l'égide de Saint Thomas d'Aquin. Les assassinats de la Saint-Barthélémy firent la joie du Pape, votre prédécesseur, qui se releva en pleine nuit pour fêter, par un Te Deum enthousiaste, cet heureux événement, qu'il ordonna même de commémorer par la frappe d'une médaille! Et les trente mille soi-disant sorcières, grillées pieusement à travers la Chrétienté? Même au siècle dernier, la Papauté rétablissait encore à Rome le ghetto. Au fond, Très Saint Père, nous ne valons pas lourd, que nous soyions Pape ou Ayatollah, Parisiens ou Prussiens, Soviétiques ou New-Yorkais. Il n'y a pas de quoi être exagérément fiers! Nous avons tous été, en nos mauvais moments, aussi sauvages les uns que les autres. Cette équivalence ne justifie rien d'ailleurs, ni personne. Elle incite, néanmoins, à ne pas distribuer avec trop d'impétuosité ou de «bénévolence» les excommunications et les absolutions. 

On ne refoulera la sauvagerie humaine qu'à force de répondre à la haine par la fraternité. La haine se désarme, comme tout se désarme, mais pas en la resser- Lettre au Pape 9 vant sans fin à des sauces toujours plus piquantes ni en l'accroissant et en l'exaspérant, comme dans le cas d'Auschwitz, à grands renforts d'exagérations folles, de mensonges et de pseudo «aveux», farcis de contradictions criardes, arrachés par la torture et la terreur dans les geôles soviétiques ou américaines, car les unes valèrent les autres aux temps hideux de Nuremberg. Certains eussent pu penser qu'enfin les forbans de l'exhibitionnisme concentrationnaire et les faussaires qui firent de l'affaire des «six millions de juifs» l'escroquerie financière la plus rémunératrice du siècle, allaient mettre enfin un terme à cette exploitation. [14] Grâce à tout l'apparat de la grandiose cérémonie religieuse qui va, en votre présence, se déployer parmi les faux décors du plateau d'Auschwitz, on va, au moyen d'un gigantesque battage de télévision et de presse, tout tenter pour vous convertir en avaliste indiscuté de ces chèques de la haine. Votre nom vaut son poids d'or, pour tous ces gangsters. On va nous sortir, dans le monde entier, comme si le premier Holocauste ne suffisait pas, un Holocauste numéro 2, qui n'aura pas coûté un milliard de dollars celui-là, puisque Votre Sainteté aura fourni absolument gratuitement, à d'indécents metteurs en scène, la plus fastueuse des figurations! 
L'Holocauste numéro 1, quels qu'aient été parmi les gogos sa diffusion et son impact, n'était qu'un gigantesque tapage hollywodien, d'une rare vulgarité, destiné avant tout à vider des centaines de millions de goussets de spectateurs non avertis. Mais les dégâts ne pouvaient être que passagers; on devrait rapidement noter que les extravagances étaient bouffonnes, ne résisteraient pas à l'examen consciencieux d'un historien. Par contre, votre Holocauste, à Vous, Très Saint Père, tourné en grande pompe à Auschwitz même, par un Pape en chair et en os, revêtu de toute la majesté pontificale, et oint de véracité, en face d'un autel inviolable, surtout à l'heure du Sacrifice, cet Holocauste N° 2 risque fort d'apparaître, aux yeux d'une chrétienté bernée par des manipulateurs sacrilèges, comme une confirmation casi divine de toutes les élucubrations montées par des refoulés haineux et par des usuriers. Déjà votre évocation, devant les tombes polonaises de Monte Cassino, d'une guerre dont – à en croire à ce qu'a dit aussitôt la presse – vous paraissez n'avoir retenu que certains aspects fragmentaires et partisans, a inquiété beaucoup de fidèles. Votre comparution ostentatoire à Auschwitz ne peut qu'inquiéter davantage encore, Très Saint Père, car il n'est pas douteux qu'on va vous «posséder», comme on dit dans le peuple. Ça crève les yeux. Des flibustiers de la presse et de l'écran sont fermement décidés à vous faire plonger, mitre en avant, avec votre soutane blanche toute neuve, dans ce piège béant d'Auschwitz, alors que cette cérémonie religieuse ne peut représenter à vos yeux, certainement à l'heure de la concélébration, qu'un appel à la [15] réconciliation des hommes, succédant enfin à la haine des hommes. 
Homo homini lupus, disent les sectaires. Homo homini frater, dit tout chré- tien qui n'est pas un hypocrite. Nous sommes tous des frères, le déporté souffrant derrière ses barbelés, le soldat hagard, crispé sur sa mitraillette. Nous tous qui avons survécu à 1945, vous le persécuté devenu pape, moi le guerrier devenu persécuté et des millions d'êtres humains qui avons vécu d'une façon comme de .l'autre l'immense tragédie de la Deuxième Guerre Mondiale, avec notre idéal, nos 10 Léon Degrelle élans, nos faiblesses et nos fautes, nous devons pardonner, nous devons aimer. La vie n'a pas d'autre sens. Dieu n'a pas d'autre sens. Alors, au fond, qu'importe le reste! Le jour où vous célébrerez votre messe à Auschwitz, malgré les imprudences spirituelles que peuvent comporter des prises de positions d'un Pape dans des débats historiques non clos, et malgré les fanatiques de la haine qui, sans tarder, vont exploiter la spectacularité de votre geste, je joindrai, du fond de mon exil lointain, ma ferveur à la vôtre. Je suis, Très Saint Père, filialement vôtre, (Léon DEGRELLE). 

domenica 23 giugno 2013

L'olocausto ebraico è una menzogna - non è andato come ci hanno raccontato

Siamo schiavi, da secoli ormai, della mafia massonica-talmudica rothschildiana che possiede il ben 96% dell'intera informazione mondiale e che continua sistematicamente a far il lavaggio del cervello tramite informazioni mistificate e menzogne storiche.

Quello che finora abbiamo imparato sui libri di scuola sono soltanto menzogne, che sono state scritte per renderci schiavi di questa setta talmudica-rothschildiana, che ci ha ormai incatenati e resi schiavi ponendoci le sue catene non ai piedi ma nella testa.

Qualcuno però, grazie al web, ci sta aprendo gli occhi e così ormai cominciamo a capire che non tutto quello che ci hanno raccontato e non tutto quello che ci hanno costretto ad imparare corrisponde alla verità. 
«Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta, principalmente, dall’alta finanza ebraica, attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773». (“Times” del 10 marzo 1920)

I Rothschild, padroni del mondo e mistificatori della verità
La bugia dell'olocausto     (fonte http://noruleshere.forumfree.it/?t=59956060)

Premetto che non nego che siano morte migliaia di persone, ma permettetemi di spiegare le mie tesi e se ne avete la pazienza leggete fino in fondo. L'olocausto ebraico è una menzogna, semplicemente perché non sono mai morti 6 milioni di ebrei, perché non sono mai esistite camere a gas, perché non veniva ucciso chi era inabile al lavoro ecc. Vi starete chiedendo come traggo certe conclusioni che per il pensar comune sono agghiaccianti. Bene, a sostegno delle mie prove vi sono documenti, foto, testimonianze e scritti. Partiamo dal fatto che molti non sanno che gli ebrei dichiararono guerra alla Germania il 24 marzo 1933(ho la foto del giornale, tra l'altro inglese, originale), Hitler salì al potere il 30 gennaio 1933, non aveva ancora pieni poteri, ma gli ebrei capirono subito che sarebbe stato un pericolo per il loro potere economico che metteva in ginocchio il paese da secoli. Parliamo ora della cifra esagerata dei 6 milioni. Le prove parlano di 300.000 morti, ben diverso come numero da 6 milioni.
Volete le prove? Allora ben due censimenti della croce rossa internazionale dichiarano che i morti sono stati circa 300000 (anche di questi documenti ho le foto). Ecco ora una bel colpo per chi supporta lo sterminio, il censimento ebraico. Secondo l'Appendice N°VII, "Statistiche sull'Affiliazione Religiosa", del libro del Senato Americano "A Report of the Committee on the Judiciary of the United States Senate" del 1950, il numero di Ebrei nel mondo in quell'anno era di 15.713.638. La stessa fonte nel 1940 riporta il numero di Ebrei nel mondo a 15.319.359. Se lo studio statistico del governo Americano é corretto la popolazione Ebraica non diminuì durante la guerra, ma subì un piccolo incremento. Nel 1938 L'Annuario Mondiale ("World Almanac") censisce 15.688.259 ebrei, in tutto il mondo. Questo dato è fornito al "World Almanac" dall' "American Jewish Committee" (Comitato Ebreo Americano) e, altresì, dal "Jewish Statistical Bureau of the Synagogues of America. Nel 1948 secondo un articolo apparso nel "New York Times" del 22 febbraio 1948, firmato dal Mr. Hanson W. Baldwin, esperto di questioni demografiche del giornale, gli ebrei esistenti in tutto il mondo sono valutati tra i 15.600.000 e i 18.700.000. Va detto che oltretutto il direttore e proprietario del giornale è l'ebreo Arthur Sulzberger, noto come sostenitore incondizionato del Sionismo. 

Accogliendo dunque la valutazione superiore di Mr. Baldwin, cioè di 18.700.000 ebrei, risulterebbe che, nei dieci anni intercorsi dal 1938 al 1948 - periodo che include gli anni del conflitto 1939-1945 e durante i quali si pretende che Hitler abbia fatto ammazzare sei milioni di ebrei, la popolazione mondiale ebraica sarebbe nondimeno aumentata di oltre tre milioni di unità. Ora parliamo delle camere a gas. Non vi è nessuna e dico nessuna prova che siano mai esistite. Voi magari farete appello alle testimonianze dei sopravvissuti, ma lasciate che mi spieghi. Il gas utilizzato per queste presunte gasazioni era lo zyklon B, un gas cianidrico, tutt'ora prodotto, utilizzato per la disinfezione di abiti e abitazioni. Questo gas veniva utilizzato quindi per la disinfezione dai pidocchi portatori di tifo, malattia di cui s'ammalarono anche migliaia di tedeschi nei campi. C'è da dire che questo gas è anche molto infiammabile e comunque tossico. Oggi per areare un locale in cui è stato utilizzato tale gas ci vogliono circa 20 ore. Vi sono invece testimonianze, ovviamente false, che raccontano che le guardie tedesche entrassero dopo 10 minuti dalla gasazione a raccogliere i cadaveri. Per non parlare di quelle testimonianze che dicono che i soldati entravano fumando o mangiando. Conclusioni, ora per quanto riguarda il trattamento che veniva riservato a prigionieri di guerra, da una nazione che stava perdendo la guerra, che non aveva più risorse e che era al tracollo, propongo questo link, che riporta eloquenti scritti di primo levi, decisamente in contrasto con quello che ci vogliono far credere: http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/0...i-ed-i-cap.html


L’OLOCAUSTO – LA GRANDE MENZOGNA (Spunti revisionistici)

- di Dagoberto Bellucci
“”Negazionismo” è un neologismo, di origine forse francese e di diffusione sicuramente internazionale, per un fenomeno culturale, politico e giuridico non nuovo. Si manifesta in comportamenti e discorsi che hanno in comune la negazione, almeno parziale, della verità di fatti storici percepiti dai più come fatti di massima ingiustizia e pertanto oggetto di processi di elaborazione scientifica1 e/o giudiziaria di responsabilità. Mentre i dibattiti politici e culturali aperti all’opinione pubblica stentano a separare il negazionismo dal revisionismo, storici e giuristi cercano di circoscrivere il problema designato dal termine da un lato al campo dei fatti della storia contemporanea, dall’altro lato a fatti qualificabili come reati internazionali di genocidio e reati contro l’umanità.
Partendo dall’esperienza concreta dell’olocausto e dalla “Convenzione Internazionale sulla prevenzione e punizione del crimine di genocidio del 1948″, l’antinegazionismo è, di conseguenza, l’insieme delle idee e delle pratiche che negano ogni giustificazione morale del negazionismo e combattono quanto meno la negazione di un genocidi. L’antinegazionismo giuridico pretende di armare la repressione penale ed un’azione politica ed amministrativa efficace di prevenzione.
Dal punto di vista del diritto costituzionale, negazionismo ed antinegazionismo pongono non pochi problemi. Occorre valutare il loro impatto sulle garanzie costituzionali della dignità umana, della
libertà di coscienza e di espressione, ma anche sulle altre libertà culturali, in particolare sull’autonomia culturale della ricerca scientifica e sui diritti culturali delle persone e delle generazioni passate e future.”
( Jorg Luther – “L’antinegazionismo nell’esperienza giuridica tedesca e comparata” – “Intervenzione – Storia, Verità, Diritto” , Roma 2008 )

Esiste qualcosa di più assolutamente indiscutibile per gli storici contemporanei, di così radicalmente insindacabile e insieme dogmatico del mito dello sterminio ebraico?
Assolutamente niente di ciò che potrà succedere domani avrà mai la stessa valenza e nell’immaginario collettivo lo stesso impatto che dall’immediato secondo dopoguerra mondiale ha avuto la grande menzogna del preteso olocausto.
Una storia tutta da riscrivere quella che viene propagandata e con ogni mezzo e strumento diffusa ai quattro venti sui crimini dei quali si sarebbero macchiati la Germania e il popolo tedesco.
Anni di cinematografia compiacente (Hoolywood d’altronde è un noto feudo ebraico), decenni di inondazione culturale di testi, i quali spesso non sono niente più che testimonianze di terza mano, e infine programmi di vero e proprio lavaggio del cervello al quale sono sottoposte le scolaresche nell’Europa sotto dittatura hanno ovviamente formato la convinzione generale che l’olocausto dei sei milioni di ebrei rappresenti un evento unico, appunto l’ “unicità” che ne fanno un argomento tabù sul quale non si deve consentire né un libero dibattito né alcuna forma di critica.
Criticare è lecito soprattutto quando si parte dai dati forniti dalla storia, dalle statistiche, da quelle che furono le dichiarazioni dell’epoca dei diversi attori interessati al conflitto che sconvolse e distrusse il vecchio continente.
Al vaglio degli storici revisionisti sono passati centinaia, migliaia, di documenti, di testimonianze dei processi istituiti dalle potenze occupanti occidentali e poi non ultime tutte quelle prove che avrebbero dovuto comprovare il preteso sterminio.
E più i revisionisti indagano meno certezze assume la storia ufficiale.


L’inganno inizia a manifestarsi per quello che è: una ardita manovra propagandistica, un enorme fandonia creata ad arte dalle centrali di disinformazioni sioniste subito dopo la fine del conflitto per sottomettere da un lato la Germania ad un senso di colpa che dura e sopravvive a distanza di quasi settanta anni, dall’altro lato per ricattare le nazioni dell’Occidente e ottenerne la cieca solidarietà, aiuti finanziari ed economici nonché politico-diplomatici presso le sedi internazionali al fine ultimo di costituire lo stato ebraico alias il sedicente “Israele”.
Ma le bugie hanno le gambe corte e, come spesso capita, dopo decenni di olo-truffa sono state dimostrate le molte incoerenze di testimoni oculari che non avevano visto, di camere a gas costruite dopo il conflitto, di forni crematori che non avevano cremato altri che cadaveri, di pesticidi che sarebbero stati usati per le note gasazioni ….già fin dagli anni Cinquanta le storielle più fantasiose, quelle sui paralumi di pelle umana e simili vennero confutate e infine smentite clamorosamente.
La storiografia revisionista ha messo a segno diversi colpi nel corso degli ultimi anni: è il motivo per cui gli storici che appartengono a questa corrente che intende indagare e fare piena luce su una delle tragedie più importanti dell’ultima guerra mondiale sono vittime di continui attacchi sui media e anche fisicamente alla loro persona.
I revisionisti vengono incarcerati in quei paesi dove esiste una legislazione liberticida che nega qualunque dibattito sereno sugli episodi chiave della storia contemporanea: in Belgio, Francia, Austria e Germania si rischiano dai 3 ai 5 anni a negare l’olocausto.
E non bastando la repressione del pensiero e della libertà di opinione la lobby sterminazionista ha pensato bene da anni di diffondere le proprie menzogne attraverso speciali programmi didattici che interessano le scuole soprattutto medie e superiori dove i poveri studenti sono sottoposti a un vero e autentico esperimento di lobotomizzazione attraverso visite guidate presso le sinagoghe, filmati unilaterali sul conflitto, visioni di film quali “Holocaust”, “Schindler List”, “La vita è bella” e per molti quella sorta di “pellegrinaggio” laico ad Auschwitz il ‘campo’ per eccellenza, laddove – racconta la storiografia sterminazionista – si sarebbe manifestato nel modo più atroce lo “sterminio”.
Non siamo storici e lasciamo quindi la parola agli storici offrendo al lettore alcune dichiarazioni dei più autorevoli studiosi della corrente revisionista.
Parole che potranno scuotervi dal torpore sistemico al quale siete stati abituati.
Parole che meritano attenzione perché disintegrano l’unico, l’ultimo, dogma rimasto a questa società senza Dio e senza ideali che è l’Occidente giudaico-mondialista. Un dogma al quale sembra essersi inchinata definitivamente anche la Chiesa cattolica e che rappresenta manifestamente il potere ricattatorio dell’Internazionale Ebraica nei confronti delle società europee, dei loro governi di marionette al servizio degli interessi sionisti e, più in generale, dell’opinione pubblica creata ad arte dai centri di diffusione di menzogne che sono le grandi agenzie di stampa internazionali, i grandi quotidiani, i mezzi radiotelevisivi delle grandi catene d’informazione.
Ecco di seguito alcune dichiarazioni di autorevoli esponenti mondiali della corrente revisionista.
(continua a leggere: http://dagobertobellucci.wordpress.com/2011/07/29/lolocausto-la-grande-menzogna-spunti-revisionistici/ )

Video-Verità
David Cole è uno storico revisionista ebreo, e in quanto tale più difficilmente attaccabile dalla critica e agevolato nello studiare l'olocausto senza il timore di essere bollato come antisemita.


 La verità dietro i cancelli di Auschwitz - David Cole