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lunedì 2 ottobre 2023

Eva Braun e il vero volto del Nazionalsocialismo


EVA BRAUN ci mostra attraverso le sue foto e i suoi filmati il vero volto del Nazionalsocialismo: quei 12 anni in cui Adolf Hitler fu cancelliere e Führer della Germania.

                        Eva Braun

Eva Braun è stata compagna e moglie di Adolf Hitler. E’ stata anche fotografa e autrice di filmati e documenti, che  convalidano la vera politica e i veri programmi del terzo Reich. Grazie anche ai suoi filmati che vengono messi in rete, abbiamo la possibilità di conoscere adesso il vero volto del Nazionalsocialismo. La storia che finora ci hanno raccontato su Hitler e sul Nazionalsocialismo è un cumulo di menzogne.

           Eva Braun con Adolf Hitler


martedì 19 settembre 2023

ecco perché siamo Nazionalsocialisti

             Adolf Hitler 

Siamo Nazionalsocialisti perché difendiamo il diritto all’esistenza del nostro Popolo in questo mondo, per il quale bisogna lottare. Il sangue della moltitudine dei nostri camerati può essere impegnato in questo compito solo se sanno che la lotta non serve ad una classe particolare, ma a tutto il nostro Popolo. Verrà il giorno in cui il popolo tedesco si alzerà e spezzerà le sue catene. Milioni di cuori crederanno in questa unica fede e convinzione onnicomprensiva. Non lottiamo per la classe media tedesca e nemmeno per il proletariato tedesco. Noi combattiamo per il nostro popolo, per moglie e figli, per i figli dei nostri figli! Questo è ciò che ci rende Nazionalsocialisti.

Adolf Hitler, 9 aprile 1927                                      

lunedì 27 febbraio 2023

ecco perché odiano la Germania

 Era l’8 novembre 1939, da appena due mesi la Germania era in armi, quando Adolf Hitler, 
nel suo discorso di accusa contro coloro che avevano incitato alla guerra, disse:

«Costoro odiano lo spirito sociale della Germania! Questa Germania della previdenza, dell’equilibrio sociale, della soppressione delle differenze di classe, la odiano! La Germania che nel corso di sette anni si è sforzata di render possibile ai suoi cittadini una vita decorosa, essi la odiano! La Germania che ha tolto di mezzo la disoccupazione che essi, con tutte le loro ricchezze, non sono capaci di estirpare, essi la odiano!La Germania che dà ai suoi operai abitazioni decenti è quella che essi odiano, perché hanno l’impressione che il loro stesso popolo potrebbe essere “infettato” da questo esempio. Odiano la Germania della legislazione sociale; la Germania che celebra il 1° Maggio quale festa dell’onesto lavoro. Odiano la Germania che ha iniziato la lotta per migliorare le condizioni di esistenza. Proprio questa Germania essi odiano».
Ecco spiegata, attraverso le parole del Führer, la politica sociale che il Nazionalsocialismo volle realizzare durante i pochi anni di vita del III Reich, scatenando le ire dell’Alta finanza internazionale, del Capitalismo mondialista e del Marxismo cosmopolita – che si vide defraudato del tema della rivoluzione sociale. Applicando il presupposto che la migliore politica sociale rappresentasse al contempo la migliore politica economica, apparve evidente come il Nazionalsocialismo stesse modificando, con una sequenza inarrestabile d’interventi, l’assetto sostanziale di quella che era stata fino ad allora la vita sociale ed economica della Germania. Attraverso l’organizzazione d’imponenti campagne per la creazione di nuovi posti di lavoro, affiancate da politiche sociali reali e concrete che procurarono evidenti ritorni di entusiastica fiducia nella popolazione e giustificate speranze verso l’avvenire, il Nazionalsocialismo risolse la drammatica piaga della disoccupazione e riorganizzò radicalmente la produzione industriale e quella contadina. Il tutto a esclusivo beneficio della Comunità di Popolo. 
      Adolf Hitler



sabato 5 giugno 2021

come gli usa provocarono la 2 guerra mondiale

 

seconda guerra mondiale: Benito Mussolini e Adolf Hitler 

continuare a raccontare la storiella, trita e ritrita, che fu la Germania a provocare la seconda guerra mondiale è una cosa che non è più sostenibile storicamente. La Germania nazionalsocialista e l'Italia fascista furono costrette alla guerra dalla massoneria internazionale che aveva già provocato lo scoppio della guerra 1915-1918.




mercoledì 6 novembre 2019

aspetto esoterico del Nazionalsocialismo. Miguel Serrano su Adolf Hitler

L’Ebraismo internazionale ha cercato di comperare e di corrompere il Führer Adolf Hitler con il denaro e con false promesse, ma senza riuscirci.
Disse Karl Gustav Jung: “Hitler è un Boddhisattva, è un Trülku, è un avatara, ovvero una divinità scesa sulla terra. Hitler riveste un potere magico, che deve portare ad un risveglio totale del Sangue, come Vessillo e Insegna principale per la Nuova Era.
Adolf Hitler rappresenta l’Emblema della Nuova Civiltà Solare, fondata sul Sangue, sul Genio creativo del singolo, sulla Volontà di marciare uniti verso un Obiettivo Ariano: la Trascendenza come Popolo Superiore.
“Hitler è un vaso spirituale, una semi-divinità; ancor meglio, un Mito. Mussolini è un uomo e, conseguentemente, nell’Italia fascista ogni cosa ha un carattere più umano che nella Germania nazionalsocialista, in cui le cose si danno per rivelazione”.
Karl Gustav Jung è stato l’unico del nostro tempo a riferirsi ad Hitler in quel modo, sebbene dopo la guerra, che anche egli perse, abbia voluto smentirsi, facendo dimenticare ciò che disse con dichiarazioni contraddittorie e poco felici. Meglio sarebbe stato serbare il silenzio.
Dice Miguel Serrano: “È così. L’archetipo iperboreo elegge i mezzi più adatti affinché il suo intervento in questo mondo abbia efficacia. Prepara, monta il suo “macchinario”. Niente di più adatto per l’espressione di un archetipo dell’inconscio collettivo ariano – per continuare con la terminologia junghiana – che il popolo di razza germanica con il suo sentimento di postergazione come suo motore dinamico.”.
Quando Hitler affermò che “la razza dello spirito (l’”allevamento razziale”) era più solida e duratura di una razza puramente biologica”, ponendo come esempio lo stesso giudeo – “il  più lontano degli animali sulla terra” -, forse stava riferendosi a quella stessa cosa, a quel “Patto” che egli non arrivò a realizzare pienamente: “La mancanza di tempo non ci ha  permesso di realizzare pienamente i nostri sogni e per la stessa cosa, i risultati di questa guerra saranno conseguenti” (si veda “II Cordone Dorato”). Non poté fare di più che  vincere perdendo, per ora
Le menzogne con le quali il mondo giudaico ha cercato di insozzare la Figura del Führer (Hitler ebreo, Hitler omosessuale, Hitler impotente, eccetera) sono solo una delle tante manifestazioni tipiche dell’atteggiamento dell’ebreo: mentire, mentire molto, mentire in grande, mentire simultaneamente, allo scopo di mettere confusione all’interno di un Popolo, all’interno di gruppi legati dallo stesso Sangue, allo scopo di fuorviare le opinioni, le idee e anche la sfera spirituale e razziale delle Comunità Nazionali.
La guerra che si dovrà combattere vedrà due mondi, due concezioni, due visioni del tutto opposte.

giovedì 4 gennaio 2018

La dichiarazione di Paula Hitler, sorella del Führer, 1957 - La déclaration de Paula Hitler, soeur du Führer, 1957

La dichiarazione di Paula Hitler, sorella del Führer, venne rilasciata nel 1957 alla stampa tedesca, ormai nelle mani del potere ebraico, dodici anni dopo la morte del fratello.
Signori, non dimenticatelo mai. I vostri nomi saranno dimenticati molto tempo prima che i vostri corpi marciranno nella terra. Ma il nome di Adolf Hitler sarà sempre una luce nelle tenebre. Non sarete mai in grado di ucciderlo affogando la sua memoria nei vostri disgustosi secchi e non sarete in grado di strangolarlo con le vostre piccole dita piene di inchiostro. Il suo nome esisterà per sempre in centinaia di migliaia di anime. Siete troppo insignificanti nei suoi confronti. Lui amava la Germania. Si preoccupava per la Germania. Quando ha combattuto per l'onore e il rispetto, è stato soltanto per l'onore della Germania e quando non è rimasto nulla, ha dato la sua vita per la Germania. Che cosa avete dato voi altri? Chi di voi darebbe la sua vita per la Germania? Le uniche cose che a voi interessano sono le ricchezze, il potere e lusso senza limite. Quando voi pensate alla Germania, pensate di permettervi tali sentimenti senza responsabilità, senza preoccupazione? Credetemi perciò: il Führer non è mai stato egoista con le parole e le azioni, il che garantisce la sua immortalità. Il fatto è che l'aspra lotta per la grandezza della Germania non è stata coronata dal successo, come quella di Cromwell in Inghilterra, che ha qualcosa a che fare con la mentalità del popolo interessato. Da un lato, il carattere dell'inglese è essenzialmente sleale, guidato dalla gelosia e dall'ego e dalla mancanza di compassione. Non dimentica mai però di essere un inglese, fedele al suo popolo e alla sua corona. Dall'altro lato, il tedesco che con la sua sete di riconoscimento non sarà mai un tedesco verace. Pertanto, non preoccupatevi, voi creature insignificanti, se volete distruggere tutta la nazione. L'unica cosa che vi guida sarà sempre: io per prima, poi io, e ancora io. Nella vostra mediocrità, non penserete mai al benessere della nazione. Ed è con questa filosofia pietosa che volete ostacolare l'immortalità di un gigante? (Paula Hitler, Berchtesgaden, 1 maggio 1957).
Paula Hitler (Hafeld, 21 gennaio 1896 – Berchtesgaden, 1º giugno 1960) sorella di Adolf Hitler, ultima dei sei figli di Alois Hitler e Klara Pölzl. 


Messieurs !
-N’oubliez jamais ceci. Vos noms seront oubliés depuis longtemps bien avant que vos corps aient pourri dans la terre. Mais le nom d’Adolf Hitler sera toujours une lumière dans les ténèbres. Vous ne pourrez jamais le tuer en noyant sa mémoire dans vos seaux d’aisance et vous ne pourrez pas l’étrangler avec vos petits doigts pleins d’encre. Son nom existe toujours dans des centaines de milliers d’âmes. Vous êtes bien trop insignifiants, ne serait-ce que pour l’atteindre. Il aima l’Allemagne. Il s’inquiéta pour l’Allemagne. Quand il combattit pour l’honneur et le respect, c’était pour l’honneur de l’Allemagne et quand il ne resta plus rien, il donna sa vie pour l’Allemagne. Qu’avez-vous donné de tel ? Lequel d’entre vous donnerait sa vie pour l’Allemagne ? Les seules choses qui vous préoccupent sont les richesses, le pouvoir et le luxe éternels. Quand vous pensez à l’Allemagne, vous pensez vous permettre de tels sentiments sans responsabilité, sans préoccupation ? Croyez-moi pour cela : le Führer n’a jamais été égoïste en paroles et en actes, ce qui garantit son immortalité. Le fait est que l’âpre combat pour la grandeur de l’Allemagne n’a pas été couronné de succès, comme celui de Cromwell en Angleterre, ce qui a un rapport avec la mentalité du peuple concerné. D’un côté, le caractère de l’Anglais est essentiellement déloyal, guidé par la jalousie et l’égo et un manque de compassion. Mais il n’oublie jamais qu’il est un Anglais, loyal à son peuple et à sa couronne. De l’autre côté, l’Allemand avec sa soif de reconnaissance n’est jamais un Allemand avant tout. Par conséquent, cela ne vous préoccupe pas, vous, créatures insignifiantes, si vous détruisez la nation tout entière. La seule chose qui vous guide sera toujours : moi d’abord, moi ensuite, moi enfin. Dans votre médiocrité, vous ne penserez jamais au bien-être de la nation. Et c’est avec cette philosophie pitoyable que vous voulez entraver l’immortalité d’un géant ? (Paula Hitler, Berchtesgaden , 1er mai 1957).

mercoledì 21 settembre 2016

Adolf Hitler, un genio, un uomo di pace - aveva solo 15 anni quando capì chi comanda il mondo

Adolf Hitler (Braunau am Inn, 20 aprile 1889 – Berlino, 30 aprile 1945) è stato cancelliere del Reich dal 1933 col titolo di Führer, della Germania dal 1934 al 1945. Fu il capo del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, nonché il principale ideatore del nazionalsocialismo. 

Hitler le courageux, qui osait dire la vérité et défier les autorités nationales aussi bien que les oppresseurs internationaux. C'était un Hitler sincère, il était le point culminant de l'honneur et de la pureté allemande, le Résurrecteur de la famille et de la maison allemande. Il était l'architecte le plus grand de tous les temps, le génie militaire le plus grand dans toute l'histoire...Adolf Hitler tenait ses promesses, il accomplissait l'impossible... Aucun homme ne pourra jamais l'égaler !!!

Hitler il coraggioso, che osava dire la verità e sfidare le autorità nazionali così come gli oppressori internazionali. Era un Hitler sincero, era il punto più alto dell'onore e della purezza tedesca, il Risuscitato della famiglia e della casa tedesca. Era l'architetto, il più grande di tutti i tempi, il genio militare il più grande nella storia... Adolf Hitler manteneva le sue promesse, compiva l'impossibile... Nessun uomo potrà mai eguagliarlo!!!
Adolf Hitler: un genio, un amico di tutti, un uomo di pace
Chissà quanti secoli dovranno ancora passare prima che su questa terra arrivi di nuovo un uomo con le capacità umane e intellettuali come le sue. Un uomo che ha solamente amato e lottato per il suo Popolo, anche se i suoi detrattori lo descrivono come un folle. E' stato lo statista che ha scacciato dalla Germania la famiglia usuraia dei Rothschild e tutti gli altri sanguisughe, che vivono di speculazioni bancarie, preparano le guerre e vogliono che i popoli non trovino pace.  Nel 1939 la Germania aveva raggiunto il massimo del suo splendore, grazie ad Adolf Hitler. Nacque così l'invidia dei suoi nemici che lo costrinsero alla guerra. Lui che amava la pace. 
Il Führer, amico degli animali
E' sorprendente constatare la grande attualità dei discorsi di Hitler; i quali, in realtà, sono stati nascosti e taciuti ad arte per quasi un secolo, dal monopolio mediatico mondiale ebraico, proprio per la loro veridicità ed incisività nel denunciare e colpire il maligno potere egemone del giudaismo internazionale.

Adolf Hitler, amico degli animali


 dal Mein Kampf:
Negli anni che da ragazzo quindicenne ho vissuto a Vienna, venni a scoprire con profonda amarezza, che il “Partito Socialista” invece di difendere gli interessi dei lavoratori stava dalla parte del potere che opprimeva la gente che faceva fatica a vivere”.

Negli stessi anni scoprii che il Sindacato a difesa dei lavoratori, faceva il gioco del Partito Socialista, perché altro non era che una sua creatura. Non c'era quindi nessuna possibilità per la gente di ottenere, da parte dello Stato, lavoro, giustizia o una vita dignitosa in alcun modo. Il Potere perverso schiacciava il popolo e lo costringeva alla miseria, dandogli solo di tanto in tanto una occupazione momentanea per farlo vivere in una perenne e cosciente schiavitù”.

Si poteva denunciare tutto alla Stampa viennese; ben presto mi accorsi, però, che anche la Stampa stava dalla parte del potere malefico. Venivano propagandati la Bellezza, lo sfarzo della città e la forza dello Stato, ma non veniva mai evidenziato e denunciato il fatto che in questa bella città gran parte della gente viveva nella miseria più nera”.

Scoprii ben presto che il Partito socialista era in mano degli ebrei. Scoprii anche che lo stesso sindacato, a difesa dei lavoratori, era nelle mani degli ebrei. Ma la cosa che mi procurò dolore enorme fu quando scoprii che anche la Stampa era in mano, o sotto diretto controllo, degli Ebrei. In me crebbe l'idea di rifiutare il falso e ipocrita “Patriottismo Statale” e preferirgli invece il “Nazionalismo del Popolo”. Gente cattiva, malefica e perversa opprimeva il mio Popolo”. 

 Siegt der Jude mit Hilfe seines marxistischen Glaubensbekenntnisses über die Völker dieser Welt, dann wird seine Krone der Totentanz der Menschheit sein, dann wird dieser Planet wieder wie einst vor Jahrmillionen menschenleer durch den Äther ziehen. Die ewige Natur rächt unerbittlich die Übertretung ihrer Gebote. So glaube ich heute im Sinne des allmächtigen Schöpfers zu handeln: In dem ich mich des Juden erwehre, kämpfe ich für das Werk des Herrn.

Il giudeo che vincerà sui popoli di questo mondo con l'aiuto del suo credo marxista avrà un coronamento che sarà per l'umanità una danza di morte, e questo pianeta viaggerà nello spazio siderale per milioni di anni privo di ogni umanità. La natura eterna si vendicherà amaramente per la trasgressione dei sui comandamenti. Quindi penso di agire oggi nel senso dell'onnipotente creatore. Resistendo al giudeo, lotto per l'opera di Dio. 


aus dem Mein Kamp, Kapitel 5
Der Kampf gegen eine geistige Macht mit Mitteln der Gewalt ist aber solange nur Verteidigung, als das Schwert nicht selber als Träger, Verkünder und Verbreiter einer neuen geistigen Lehre auftritt. Man kann also zusammenfassend folgendes festhalten: Jeder Versuch, eine Weltanschauung mit Machtmitteln zu bekämpfen, scheitert am Ende, solange nicht der Kampf die Form des Angriffes für eine neue geistige Einstellung erhält. Nur im Ringen zweier Weltanschauungen mitein-ander vermag die Waffe der brutalen Gewalt, beharrlich und rücksichtslos eingesetzt, die Entscheidung für die von ihr unterstützte Seite herbeizuführen. 
dal Mein Kampf, capitolo 5 

La lotta contro un potere spirituale con mezzi violenti è solo per difesa fino a quando la spada non sarà il supporto, il paladino, il messaggero di un nuovo insegnamento spirituale. Potremmo quindi ben dire che: Qualsiasi tentativo di combattere una visione del mondo con mezzi violenti alla fine fallisce se la lotta non assume la forma di un attacco guidata da idee spirituali. Solo nella lotta di due visioni del mondo diverse si può arrivare ad utilizzare l'arma della brutale violenza, con insistenza e senza scrupoli, per raggiungere lo scopo voluto.

“Non lascerò saccheggiare il mio Popolo da questa cricca internazionale senza radici di usurai, che vive solo per il denaro e che aizza tutti i popoli della terra alla guerra affinché essi non trovino mai pace. Ci potranno opprimere, ci potranno anche ammazzare ma non capitoleremo mai.”

"Quando un governo porta il suo Popolo alla rovina, la ribellione del Popolo non è un diritto ma un Dovere assoluto"  Adolf Hitler 
"Quand un gouvernement conduit un peuple à sa ruine par tous les moyens, la rébellion de chaque membre de ce peuple devient non pas un droit, mai un devoir." Adolf Hitler
Adolf Hitler, il genio che amò il suo Popolo più della sua stessa vita

Adolf Hiter
(Brigas della Sila, Hervé Schirrhein, s. b.)


domenica 27 marzo 2016

Tutto ciò che sai su Jesse Owens e Hitler è falso

La storia si sa, la scrivono i vincitori. Anche quella delle Olimpiadi. E così fino ad oggi tutti quanti (o quasi) abbiamo dato credito alla storiella di Hitler, cattivissimo cancelliere nazista razzista, che si rifiuta di stringere la mano al povero “negro” Jesse Owens, reo di aver rappresentato il “mondo libero” e di aver fatto incetta di medaglie alle Olimpiadi di Berlino del ’36, quelle di Olympia della Riefensthal e della celebrazione della grandezza del Terzo Reich. Oggi questa storiella strappalacrime probabilmente affollerebbe i social network, per poi essere derubricata a “bufala”. Purtroppo invece ce la siamo dovuta sorbire per ottanta anni, nonostante lo stesso Jesse Owens abbia smentito il fatto nella sua autobiografia del 1970: “Dopo essere sceso dal podio, passai davanti alla tribuna d’onore per tornare negli spogliatoi. Il Cancelliere mi fissò. Si alzò e mi salutò con un cenno della mano. Io feci altrettanto, rispondendo al saluto. Giornalisti e scrittori dimostrarono cattivo gusto tramandando un’ostilità che, di fatto, non c’era mai stata“. Dichiarazioni del diretto interessato che non vennero però prese sul serio nemmeno negli Usa, dove le leggi razziali erano state abolite solo da pochissimi anni e alle parole di quel “negro” forse non si dava peso. 
Jesse Owens e Adolf Hitler in un fotomontaggio
Fatto sta che c’è voluto Race, un film in uscita il 19 febbraio negli Usa e prodotto con la collaborazione della figlia dell’atleta afroamericano, Marlene Owens Rankin, per fare luce su quella che è la verità storica. “Mio padre non si è mai sentito snobbato da Hitler”, spiega Marlene Owens, “ma fu profondamente ferito dal fatto che Franklin Delano Roosevelt, il presidente americano dell’epoca, non l’avesse ricevuto alla Casa Bianca”. Una realtà con la quale gli americani hanno difficoltà a fare i conti. Ad Owens venne infatti programmato e sempre rinviato l’incontro con il democratico Roosvelt, il quale, impegnato nella campagna elettorale del ’36, non aveva nessuna intenzione di incontrare un “negro” e rischiare così di perdere voti. Tanto che Owens arrivò ad iscriversi al partito repubblicano e a fare campagna per l’avversario del presidente, Alf Landon. Forse Race, con la potenza visiva propria del cinema, sarà in grado di mettere definitivamente la parola fine a questo falso storico, per il quale non sono bastate le parole del diretto interessato né le ricostruzioni di alcuni giornalisti come il tedesco Siegfried Mischner, che pochi anni fa raccontò come lui stesso vide Hitler stringere la mano ad Owens: “Jesse aveva portato un fotografo e, dopo l’Olimpiade, chiese alla stampa di correggere un errore che si sarebbe trascinato fino ai giorni nostri. Nessuno gli diede retta”. Nell’America razzista degli anni successivi alla guerra le parole di quell’afroamericano valevano comunque meno di quelle di un bianco. E così gli Usa umiliarono il proprio campione, non credendogli e relegandolo a fenomeno da baraccone, in quelle corse in cui Owens correva contro animali e cavalli da corsa. Cose di cui si parla poco, come delle Olimpiadi di Sant Louis del 1904, dove gli americani si divertirono ad organizzare i “Giochi delle razze inferiori” meglio conosciuti come “giornate antropologiche”, in cui ci si divertiva a veder gareggiare pigmei, eschimesi, indiani d’america. Un’altra bellissima pagina scritta dai nostri “vincitori”. Ma le bugie hanno le gambe corte, anche se la verità per venir fuori deve aspettare ottant’anni.