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giovedì 1 giugno 2023

Fenestrelle, campo di sterminio in provincia di Torino


 

 

Il campo di sterminio di Fenestrelle è una fortificazione militare in Piemonte, la più grande in Europa, e la più estesa costruzione in muratura al mondo dopo la Muraglia cinese. È stato un luogo di morte. Qua furono sterminati e massacrati con incredibile odio i soldati dell’ex Regno delle due Sicilie, che si erano rifiutati di tradire il loro re e la loro vera Patria. I loro colpi furono sciolti nella calce viva affinché non restasse nessuna testimonianza di questi crimini efferati.


«Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell'esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il re e l'antica patria. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno s'inchinano» (Nicola Zitara)

venerdì 31 marzo 2017

Campagna per la memoria: il risveglio del Popolo dell'Italia del Sud.

l'Italia del Sud
Ci hanno tenuto in coma e senza coscienza per più di 150 anni, adesso, che ci stiamo risvegliando, stanno operando ancora disperatamente in tutti modi per riaddormentarci per altri 150. Con libri che parlano male di noi e delle nostre cose, con distruzione di lapidi ed asportazione di targhe, col gettare nella spazzatura le corone dei fiori poste, a memoria e gloria, per i nostri eroi morti, col bloccarci o renderci comunque difficile o inutile e perfino controproducente l'accesso ai loro archivi.

Ma noi abbiamo anche i nostri piccoli e grandi archivi pubblici e privati e possiamo fare a meno dei loro archivi, e rompere e rendere vana la loro criminale pretesa di avere il monopolio della nostra memoria!

Noi possiamo rompere il loro preteso monopolio dei dati d'archivio storico sul nostro passato, proprio facendo ricorso ad un movimento di massa in cui:
-i giovani studenti che debbono dare la tesi di laurea a indirizzo storico scelgano come argomento della loro tesi: "vita, morte e miracoli" di un soldato o di un ufficiale, della loro famiglia o del loro paese, che a suo tempo avesse fatto parte delle Forze Armate di Terra e di Mare del Regno delle Due Sicilie e che avesse partecipato alla Guerra in difesa della Patria del 1860-1861 e cosa ne sia successo di ciascuno prima, durante e dopo detta guerra.
-Anche i ragazzi delle medie superiori, che si presentano agli esami di maturità, facciano la stessa cosa: scelgano di portare tesine storiche su un soldato, un ufficiale della loro famiglia o del loro paese, un reparto, un episodio, una battaglia delle Forze Armate di Terra e di Mare del Regno delle Due Sicilie.

Chiunque ami la nostra Patria e voglia dare un importante contributo, faccia resoconti i più ricchi possibili di dati, che appunto ci permettano tutti assieme di avere un quadro chiaro, reale e completo della Storia e della verità che finora ci hanno negate.
Vogliamo solo la verità e spazzare via tutte le menzogne, che scribacchini prezzolati ci hanno finora raccontato attraverso libri di storia falsi e bugiardi. Vogliamo sapere che fine abbiano fatto tutti i soldati che difesero la nostra Patria dalla guerra di aggressione del 1860-1861, in cui la soldataglia allobrogica sabauda calò a tradimento nel Regno delle due Sicilie e si comportò da orda barbarica, mettendo a ferro e a fuoco l'invaso reame libero, indipendente e sovrano.

Aiutaci anche tu in questa campagna per la memoria. Aiutaci anche tu, ovunque tu sia, in Italia o all'estero.

Tutte le testimonianze e tutti i documenti delle nostre Forze Armate di Terra e di Mare del Regno delle Due Sicilie che abbiano partecipato alla Guerra in difesa della Patria del 1860-1861 dovranno pervenire a Montalto Uffugo, all'archivio centrale del Movimento per la Campagna della Memoria. (Salvatore Brosal - Duccio Ma.)


 

sabato 23 aprile 2016

Torino, ancora oggi la Barbarie regna sovrana nel mausoleo lombroso e nel campo di sterminio di Fenestrelle

Chi e’ che vuole gli italiani divisi e contrapposti da pregiudizi razzisti?

Ezechia da Verona:
Si sa che il delinquente è sempre un po' meridionale
Perciò ne cerco prova nella fossa occipitale
La mancanza della quale, unita al sintomo del male,
non è prova, lorsignori, dell'origine ambientale
del brigante criminale ? (Mimmo Cavallo, cantautore e Brigante)

Ancora oggi, dopo più di un secolo e mezzo, c'è la Barbarie nel falso museo ma vero mausoleo Lombroso di Torino. Questo non è un museo ma il tempio della Barbarie e dell'odio contro gli Italiani del Sud, cittadini dell'ex Regno delle due Sicilie. Questa vergogna è stata fondata nel 1876 dal sedicente medico ebreo Ezechia Lombroso, vero razzista e falso scienziato.

Marco Ezechia Lombroso, razzista, criminale
e falso scienziato
Per chi ancora non lo sapesse, o non lo avesse capito e per chi facesse finta di non sapere e di non capire, attiriamo l’attenzione su un punto particolare ed importante della vita pubblica italiana. Se in Italia comandassero i veri, sinceri ed onesti Italiani non dovrebbe succedere che con soldi pubblici si aprisse e si finanziasse un mausoleo celebrativo di un personaggio ignorante come appunto Ezechia Lombroso.

Ezechia Lombroso è stato un personaggio idiota, malvagio e criminale che ha fatto apologia del razzismo nelle sue forme più bieche, rozze, strumentali e deteriori, ma estremamente utili ad una classe dominante altrettanto malvagia la quale vuole il Popolo Italiano diviso in parti ferocemente ed inconciliabilmente contrapposte sulla base di falsi pregiudizi razzisti!...

L'ebreo Ezechia Lombroso, sedicente medico italiano, cambiò il suo nome in Cesare, cosa abituale e tipica per moltissimi ebrei al fine di potere meglio portare avanti i loro intrighi e le loro manipolazioni, spacciandosi per italiani in Italia, per francesi in Francia, per americani in America, e così via, mascherando la loro vera origine etnica e religiosa per non destare sospetti e diffidenze fra i non ebrei.

Crani di Eroi e Patrioti Duosiciliani attendono dopo più di un secolo e mezzo un degna e cristiana sepoltura
Questo essere immondo in gioventù trafugava i crani dei cadaveri dai cimiteri di campagna per poi studiarne con comodo la conformazione. Ai contadini che, ignari, gli chiedevano cosa trasportasse con sé rispondeva: "Zucche". Così Cesare Lombroso, il ragazzo dei cimiteri fece carriera. Questo scellerato fu osannato da vivo dai criminali del regno sabaudo, ed adesso da morto dalle istituzioni piemontesi. Tutto il lavoro malefico di questo Lombroso è la negazione della serietà scientifica e culturale.

Nel 1938: Benito Mussolini, l'unico vero Statista che amò davvero l'Italia e gli Italiani, fece chiudere questo sedicente museo ma vero mausoleo all'odio razziale lombrosiano. Per il Duce tenere aperto questo mausoleo era un vero insulto al generoso e glorioso popolo meridionale e anche un oltraggio, un disonore ed una infamia per tutti gli altri popoli italiani.

Nel 2009: Il museo Lombroso di Torino viene riaperto dopo ben 71 anni, quando ormai nessuno più parlava, né tanto meno sapeva chi davvero fosse l'ebreo talmudico e razzista Ezechia Lombroso, sedicente medico e sedicente scienziato italiano. Sindaco di Torino, a quell'epoca, era il rothschildiano Sergio Chiamparino, a cui succedette nel maggio 2011 un altro rothschildiano di nome Piero Fassino.

La cosa assurda è che a Torino vengono spesi 10 milioni di euro, denaro pubblico, per tenere aperto il mausoleo Lombroso, intitolato al falso medico e falso scienziato ebreo Ezechia Lombroso, le cui teorie sono state tutte bocciate dalla scienza ufficiale. 


Fenestrelle
Fenestrelle è stato un Campo di sterminio molto peggio di Auschwitz e di Guantanamo, messi assieme. In detto luogo i prigionieri segregati, e spesso messi in ceppi di ferro ed incatenati a pesanti blocchi di pietra fra quelle mura venivano fatti morire di fame, di freddo e di torture e i loro cadaveri venivano fatti sparire sciogliendoli nella calce viva e i loro liquami fatti defluire nelle acque del torrente Chisone. Così vennero sterminati i Patrioti e i soldati duosiciliani che si rifiutarono di disonorare il patto di fedeltà giurato al loro sovrano e che non accettavano come re un ladro, un usurpatore e un assassino come Vittorio Emanuele II. Nel 2008 fu posta a Fenestrelle una piccola modesta lapide ricordo in onore di questi eroici soldati duosiciliani. La lapide però fu barbaramente e bestialmente frantumata da mani sacrileghe nel 2013, proprio pochi giorni prima che si tenesse la rituale manifestazione del popolo duosiciliano per ricordare il massacro, avvenuto in questo campo di sterminio, dei soldati dell'ex Regno delle due Sicilie.

Campo di sterminio di Fenestrelle: ancora la Barbarie regna sovrana 
L'iniziativa criminale e schiavistica è proprio quella che a suo tempo nel 1861, intraprese la classe dominante massonica , ebraica e rothschildiana, che con il suo “Risorgimento” schiacciò tutto il Popolo Italiano e specialmente il popolo italiano dell’Italia del Sud sotto una feroce e criminale dittatura!

L’attuale classe dominante vuole imporci, con la ragione della forza e non con la forza della ragione, di aprire e portare avanti il falso museo e vero mausoleo in ricordo dell’ebreo Marco Ezechia Lombroso; falso scienziato, vero criminale, alfiere del “Razzismo Scientifico” Positivista, propugnatore della teoria dello Atavismo Criminale e dell’Inferiorità razziale del Popolo Italiano dell'Italia del Sud, calunniatore razzista del calabrese Giuseppe Villella e promotore razzista dell’assassinio di Stato del calabrese Salvatore Misdea!  (s.brosal - duccio m.)
Nel 2008 fu posta a Fenestrelle una piccola modesta lapide ricordo in onore degli eroici soldati duosiciliani sterminati a Fenestrelle e i loro corpi sciolti nella calce viva
La lapide però fu barbaramente frantumata da mani sacrileghe nel 2013, proprio pochi giorni prima che si tenesse la rituale manifestazione del popolo duosiciliano per ricordare il massacro, avvenuto in questo campo di sterminio, dei soldati dell'ex Regno delle due Sicilie.

VIDEO:
mausoleo lombroso, la Barbarie - Fenestrelle, campo di sterminio
 

mercoledì 4 settembre 2013

Fenestrelle, il simbolo della vergogna

Là dove portano distruzione e morte la chiamano unità e liberazione. Poveri menti amorfe, totalmente incapaci di pensare.
L'Unificazione d'Italia non è stata mai fatta. Ci fu una feroce e sanguinaria guerra ed una annessione non voluta da nessuno.

Il Campo di sterminio di Fenestrelle è un complesso fortificato eretto dal secolo XVIII al secolo XIX in località Fenestrelle in Val Chisone (provincia di Torino). Per le sue dimensioni ed il suo sviluppo lungo tutta il fianco sinistro della valle la Fortezza è detta anche la grande muraglia armata piemontese. Dal 1999 è diventata il simbolo della Provincia di Torino ed il World Monuments Fund, nel 2007, ha inserito la Fortezza nella lista dei 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale più a rischio, essa fa parte dei quattro siti italiani inclusi.
La cosa certa è che, negli anni che vanno dal 1860 al 1870, gli internati furono soprattutto soldati borbonici, ma anche contadini. I reclusi erano tenuti in pessime condizioni: "laceri e poco nutriti era usuale vederli appoggiati a ridosso dei muraglioni, nel tentativo disperato di catturare i timidi raggi solari invernali, ricordando forse con nostalgia il caldo di altri climi mediterranei". "Senza pagliericci, senza coperte, senza luce, in posti dove la temperatura era quasi sempre sotto lo zero, vennero smontati i vetri e gli infissi per rieducare con il freddo i segregati". Le pene erano durissime per i poveri prigionieri tra cui la costrizione di portare al piede palle da 16 chili, ceppi e catene. L’unica liberazione possibile era dunque la morte. La morte veniva distribuita a tutti i prigionieri attraverso il freddo, la fame e i vari patimenti. I corpi degli eroici soldati borbonici venivano gettati in un alto piombatoio per essere sciolti nella calce viva e quindi scomparire per sempre nelle fredde acque del torrente Chisone. Una morte senza onore, senza tombe, senza lapidi e senza ricordo, affinché non restassero tracce dei misfatti compiuti.

E Fenestrelle continua a star lì. Questo mastodontico e terribile campo di sterminio, voluto da gente malvagia e satanica, viene attualmente visitato da 40.000 turisti all'anno, che ignorano tutte le atrocità che furono commesse in questo luogo di morte.

Campo di sterminio di Fenestrelle in Val Chisone (To)
Torino e la provincia di Torino propagandino pure questo luogo di morte come simbolo di arte e di bellezza di una regione, ma che si sappia che la verità ormai non può essere più taciuta, e che tutto quello che viene fatto per nascondere i crimini sull'unità d'Italia sarà un boomerang che colpirà proprio coloro che mistificano la storia. Tutto quello che viene attualmente fatto per nascondere le atrocità e crimini di Fenestrelle sarà un insulto alla verità e alla storia.

Hanno portato guerra e distruzione e l'hanno chiamata liberazione.
Hanno massacrato, violentato, distrutto e bruciato la nostra terra e l'hanno chiamata fratellanza.

Esseri inferiori, esseri bestiali che non erano dotati di una grande intelligenza, che si sono serviti della forza bruta per eliminare l'avversario. Un avversario ricco di cultura, arte, storia. Un avversario intelligente distrutto dalla ferocia umana.

A Fenestrelle:
L’imponenza del complesso e la lunghezza delle mura risultarono sempre talmente impressionanti da aver scoraggiato in partenza ogni tentativo di attacco da parte nemica. Dopo il 1860, questo luogo venne utilizzato per sterminare i soldati borbonici. I corpi dei prigionieri venivano gettati da una grata, posta dietro la Chiesa del campo, in un profondo piombatoio per essere sciolti nella calce viva, e disperdersi poi per sempre nelle fredde acque del torrente Chisone, affinché non restasse la minima traccia della presenza delle persone sterminate.

in questo piombatoio venivano gettati i corpi dei soldati borbonici per essere sciolti nella calce viva 
Ci lasciano interdetti le dichiarazioni di Juri Bossuto, consigliere regionale piemontese di Rifondazione Comunista, in uno studio del 2011 ridimensiona notevolmente il numero delle vittime, riportandone solo quattro nel novembre del 1860 e tende a smentire il maltrattamento ai danni dei prigionieri borbonici, poiché sarebbero stati assistiti con vitto e cure sanitarie. 

Lo storico Alessandro Barbero ha sostenuto che la fortezza fu solo una delle strutture in cui furono momentaneamente detenuti "anche" militari del Regno delle Due Sicilie, che le condizioni di vita non erano peggiori di quelle degli altri luoghi di detenzione e che la documentazione, sia militare, sia amministrativa, sia parrocchiale, sul numero dei detenuti, sul numero delle morti e loro cause, sulle modalità di seppellimento è ampia e rintracciabile. In sostanza, per il Barbero, quanto avvenne a Fenestrelle deve essere molto ridimensionato e, comunque, ancora di più scientificamente studiato, sebbene egli riconosca che tali eventi siano da inquadrarsi nei sussulti, anche dolorosi, del neonato Stato unitario. 

Ancora menzogne, ancora a noi gente del Sud ci tocca ascoltare menzogne che offendono la nostra intelligenza e che fomentano ancora, dopo più di un secolo mezzo, solo rancore e odio. Ci hanno tenuto in coma e senza coscienza per più di 150 anni, adesso, che ci stiamo risvegliando stanno operando disperatamente in tutti modi per riaddormentarci ancora, con libri che parlano male di noi e delle nostre cose, con distruzione di lapidi ed asportazione di targhe, col gettare nella spazzatura le corone dei fiori poste, a memoria e gloria, per i nostri eroi morti, col bloccarci o renderci comunque difficile o inutile e perfino controproducente l'accesso ai loro archivi. Ma noi dobbiamo rompere e rendere vana la loro criminale pretesa di avere il monopolio della nostra memoria! Noi abbiamo il sacrosanto dovere di divulgare la verità. 
(Brigas)


domenica 14 luglio 2013

Campo di sterminio di Fenestrelle: mani sacrileghe frantumano la lapide posta a memoria dei Soldati, dei Patrioti e degli Eroi del Regno delle due Sicilie

Fra lacrime e sangue la memoria non si cancella e la verità sta venendo alla luce.

Indignazione da tutte le parti d'Italia per la lapide barbaramente frantumata.

Malaunità: l'unità d'Italia è stata fatta, nel 1861, dalla massoneria talmudica contro l'Italia.
E’ fu così che l’invasione fu chiamata liberazione, l’usurpazione fu chiamata fratellanza. La nostra memoria offesa e condannata all’oblio, affinché, non fosse minimamente possibile sospettare o anche soltanto immaginare la nostra vera storia di popolo facoltoso, unito già da mille anni e con Napoli magnifica capitale, culla di ricchezza, arte, cultura e progresso. 
Fenestrelle (To), campo di sterminio
 La sera del 9 novembre 1860 una colonna di soldati in lacere uniformi turchine, disarmati e sotto scorta, marciava lungo la tortuosa strada alpina che risale la Val Chisone, nelle montagne piemontesi, verso la fortezza di Fenestrelle, costruita a 1200 metri fino a 1800 di altezza sul livello del mare. Erano prigionieri dell’esercito borbonico catturati per lo più alla resa di Capua il 2 novembre, trasferiti per mare da Napoli a Genova dove erano approdati il giorno prima, poi trasportati in treno fino a Pinerolo e ora avviati a piedi, giacché non c’era altro mezzo, alla fortezza. Esausti per l’interminabile marcia, arrivarono a Fenestrelle per tutta la notte, a drappelli sbandati.
In questo luogo trovarono la morte e divennero calce.

Si, divennero calce. I loro corpi furono sciolti nella calce viva, perché ritenuti indegni di una sepoltura cristiana. 

Fenestrelle:
qua Dio non era presente. E' stata la cattiveria degli uomini a volere questo campo di sterminio.
In questo pozzo, un profondo piombatoio, venivano gettati i corpi dei soldati borbonici e nello spazio di pochi minuti si scioglievano nella calce viva, per poi sparire per sempre nelle gelide acque del torrente Chisone.
 
 Il 6 luglio 2008, sotto una pioggia battente, un gruppo di aderenti e sostenitori dei Comitati Due Sicilie, in parte convocati via chat o per email, salì a Fenestrelle e posò, a memoria dei Patrioti sterminati, una lapide che dice testualmente: 

«Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell’esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il re e l’antica patria. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno s’inchinano».


Duccio Mallamaci, coordinatore per Piemonte e Calabria del Partito del Sud, tenne, interrompendosi a tratti per la commozione, un discorso in cui definì Fenestrelle un campo di sterminio come Auschwitz o Belzec, e affermò che 8000 uomini vi erano morti di fame e di freddo; in tutto, aggiunse, furono 40.000 i prigionieri meridionali sterminati nel Nord. Al discorso seguì una messa in latino, officiata da un prete francese fatto venire per l’occasione.
La lapide che il 6 luglio del 2008 fu posta a memoria dei soldati borbonici non esiste più. Mani sacrileghe l'hanno brutalmente frantumata.
Sembrerebbe che accettare l’esistenza di un pesante debito legato agli avvenimenti del periodo cosi detto "Risorgimentale “ nei riguardi degli Italiani del Sud sia motivo di oltraggio all’immagine del luogo che fu scenario di prigionia e torture per i valorosi Soldati Borbonici, deportati dalla nostra terra nel campo di sterminio di Fenestrelle, perché si erano rifiutati di disonorare il patto di fedeltà giurato al Sovrano. In onore di questi nostri eroici padri , nella piazzetta antistante la roccaforte, era stata deposta una lapide in marmo , dono dei compatrioti DUOSICILIANI , di cui i versi incisi furono composti in loro onore dal grande Nicola Zitara.
Il 6 luglio 2008, sotto una pioggia battente, un gruppo di aderenti e sostenitori dei Comitati Due Sicilie, in parte convocati via chat o per email, salì a Fenestrelle e posò, a memoria dei Patrioti sterminati, questa lapide

Fenestrelle: Ancora l'odio vince sull'amore e la morte sulla vita !
A Fenestrelle, il tetro e macabro centro di sterminio del regno sabaudo prima e del regno d'Italia poi, l'odio continua a vincere sull'amore e la morte continua a vincere sulla vita. 

Mani sacrileghe hanno frantumato brutalmente la lapide che era stata posta nel campo di sterminio di Fenestrelle il 6 luglio del 2008
Noi, gente e popolo del Sud, figli della Magna Grecia e del Regno delle due Sicilie, lotteremo per la vita e per la speranza affinché l'amore possa sempre vincere sull'odio e la vita sempre sulla morte. Noi che abbiamo inventato la “Democrazia Diretta” e che amiamo l'arte, la cultura, la verità, la libertà, la nostra storia e le nostre tradizioni, noi che siamo al centro del Mediterraneo e che viviamo per l'amore costruiremo la vera Italia, dove saremo finalmente davvero “Tutti Fratelli” e non “Caini-Fratelli d'Italia”